Primo incontro tra il coordinamento delle RSU Fim Fiom Uilm e la direzione aziendale della neo costituita divisione Aeronautica in capo alla società Leonardo.
Nel corso della riunione il capo divisione Dott. Bortoli ha illustrato con una panoramica generale programmi e attività dei 12 siti facenti parti la divisione Aeronautica all’interno della quale sono confluite come Business Unit la ex divisione Velivoli e Aerostrutture. Rimarcando come per entrambe ci saranno sviluppi considerevoli in termini di programmi e ordini tanto che in alcuni siti il “problema” è approntare una rapida salita produttiva. Nonostante ciò per l’azienda permane il problema di un basso livello di profittabilità e di efficienza nella unità Aerostrutture.
Le risposte, in merito agli impatti auspicabilmente positivi della partnership con Baykar, per quanto riguarda i droni, in particolare per i siti di Caselle, Ronchi dei Legionari e Grottaglie hanno descritto uno scenario per cui la Leonardo manterrà l’ingegneria prodotti, al fine di integrare i payload Leonardo e certificarli per il mercato Europeo, lo sviluppo e la produzione del Falco, Mirach e Eurodrone e dei droni da vigilanza ed esplorazione, in attesa di avere risposte dal mercato.
L’azienda non ha né smentito né confermato le indiscrezioni che sono circolate nelle scorse settimane su un possibile spostamento di attività produttive dal sito di Pomigliano a quello di Nola, affermando comunque che c’è uno studio in corso. Mentre è stato confermato che cederà due capannoni dello stabilimento di Pomigliano ad MBDA per un investimento di ampliamento delle attività produttive.
Per Fim Fiom Uilm la neo-costituita divisione Aeronautica “può esprimere le reali potenzialità se messe in campo le sinergie necessarie al consolidamento e rilancio delle attività attraverso le elevate competenze ingegneristiche e produttive, ma non si è ravveduto alcun processo che vada in questo senso. Per l’unità Aerostrutture è necessario avviare un confronto di merito per superare definitivamente le criticità presenti, con un piano di rilancio, di prospettiva e che garantisca missioni produttive per Foggia, Nola, Grottaglie e Pomigliano oltre ai necessari investimenti che, diversamente da quanto avvenuto, portino livelli di efficacia da poter essere competitivi sul mercato”.
Nessun ulteriore aggiornamento è stato dato relativamente al percorso di una possibile partnership che evidentemente può influenzare il confronto necessario a livello di Aerostrutture. Pertanto, Fim Fiom Uilm ribadiscono che “qualsiasi operazione in questo senso dovrà prevedere la permanenza nel perimetro Leonardo, la salvaguardia dei livelli occupazionali compresi quelli dell’indotto e la salvaguardia di tutti i siti e delle proprie missioni”.
Per quanto riguarda MBDA, Fim Fiom Uilm confermano “la positività dell’investimento sull’area campana con incremento della produzione, investimenti a Fusaro e aumento dell’occupazione”. Fim Fiom Uilm ribadiscono inoltre che il confronto con Leonardo “dovrà individuare le garanzie necessarie affinché l’insediamento di MBDA sia aggiuntivo alla missione produttiva dello stabilimento di Pomigliano, in una logica di crescita e non di sottrazione e/o compensazione”.
Fim, Fiom, Uilm, ritengono infine che l’incontro “sia stato di natura puramente interlocutoria e nei contenuti rappresentati non particolarmente efficace. Gli unici elementi di rilievo apprezzabili ed emersi sono che gli investimenti e l’occupazione crescerà e che ogni scelta che verrà fatta sarà frutto della condivisione con i lavoratori e con le organizzazioni sindacali. Il modello fondato sulla condivisione dei percorsi di riorganizzazione, come Fim Fiom Uilm, riteniamo dovrà essere applicato ad ogni tema che si dovrà affrontare, incluso quello di un eventuale JV o partnership industriale. Stante la situazione complessa e le numerose variabili che potrebbero intervenire, è stato deciso di aggiornare il confronto ai primi di settembre in attesa dello stesso e delle auspicabili risposte positive ai quesiti posti dal Coordinamento Sindacale si conferma lo stato di agitazione per il sito di Pomigliano”.
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