Goletta Verde presenta a Taranto insieme a Jonian Dolphin Conservation lo studio “Energia Rinnovabile e Conservazione Marina. Il case study dell’impianto Beleolico di Taranto”, commissionato da Renexia. Una ricerca pionieristica la prima nel suo genere nel Mediterraneo.

 Nel Golfo di Taranto c’è compatibilità tra parco eolico offshore e cetacei. Oltre 1200 gli avvistamenti tra delfini, grampi e capodogli, di cui 641 dopo l’entrata in funzione dell’impianto, confermano l’utilizzo invariato dell’area da parte della fauna marina. Avvistati anche esemplari di Ziphius cavirostris, una delle specie più elusive del Mediterraneo.

Per Legambiente “vista la compatibilità occorre investire di più sulle rinnovabili e uscire dalla dipendenza dalle fossili”

La ricerca presentata oggi nella città pugliese da Goletta Verde di Legambiente in occasione del quarto giorno di tappa in Puglia, ha  l’obiettivo primario di identificare eventuali variazioni nella presenza e distribuzione delle diverse specie di cetacei in seguito alla realizzazione del parco eolico.

Per questi motivi sono stati presi in esame il periodo 2018–2021 (pre-impianto) e 2022–2024 (post-impianto), escludendo il 2020 vista la ridotta attività navale nell’area osservata durante la pandemia.

Le analisi preliminari confermano che l’utilizzo dell’area da parte dei cetacei è sostanzialmente invariato tra i due periodi. Nel corso dei monitoraggi sono state osservate le seguenti specie: Tursiops truncatus (tursiope), Stenella coeruleoalba (stenella striata), Delphinus delphis, Grampus griseus (grampo), Physeter macrocephalus (capodoglio) e Ziphius cavirostris (zifio). La Stenella striata è risultata la specie più frequentemente avvistata in entrambi i periodi, seguita dal grampo e dal tursiope. Un dato particolarmente interessante riguarda inoltre gli avvistamenti, nel 2023 e 2024, di esemplari di Ziphius cavirostris, una delle specie più elusive del Mediterraneo. Inoltre, dallo studio emerge che la stenella striata è stata osservata nel 2024 più vicino all’impianto rispetto agli anni precedenti, suggerendo un possibile utilizzo attivo dell’area da parte di questo predatore. Per tursiope e grampo, invece, non si rilevano variazioni significative nella distanza da loro mantenuta dagli aerogeneratori.

“Una delle maggiori critiche che viene mossa alla realizzazione di impianti di eolico offshore – commenta Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – è l’impatto che potrebbero avere su fauna marina e biodiversità. I risultati condotti sull’unico impianto a mare presente in Italia confermano quanto già emerso da altri studi europei sul ruolo che l’eolico offshore può avere in termini di protezione della biodiversità”.

In sintesi, tutti questi dati e studi rappresentano una base di conoscenza fondamentale per la pianificazione e la realizzazione di future infrastrutture energetiche offshore nel Mediterraneo. Come Legambiente dice da tempo, è fondamentale affiancare allo sviluppo tecnologico una valutazione scientifica sistematica delle pressioni ambientali, in linea con gli obiettivi di tutela della biodiversità marina stabiliti dall’UE.

A tal riguardo l’associazione ambientalista ricorda che deve essere posta una grande attenzione ad ogni fase del ciclo di vita di un impianto eolico offshore: dalla sua progettazione preliminare alla costruzione, dal funzionamento al potenziale repowering, fino alla sua rimozione. Lo sviluppo responsabile dell’eolico offshore richiede un approccio ecosistemico e una Pianificazione Spaziale Marittima (MSP) efficace per minimizzare gli impatti e massimizzare i benefici ambientali. In fase di pianificazione strategica, infatti, è cruciale porre attenzione sulle aree ecologicamente sensibili, come le Aree Marine Protette, i siti Natura 2000, le rotte migratorie di uccelli e mammiferi marini, e le zone critiche di riproduzione o alimentazione. Occorre promuovere un approccio multiuso, per valutare l’ipotesi di un potenziale impatto dell’infrastruttura sulla fauna marina locale.

 Considerando gli esiti positivi di questi studi, Legambiente oggi è tornata a ribadire l’importanza di puntare sempre più sulle rinnovabili, anche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione, con progetti che puntino all’eolico offshore soprattutto nelle aree che vengono valutate idonee.

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