Ascolta l’audio dell’articolo

“Sono aumentati del 20% gli incendi nel capoluogo jonico rispetto al 2024 e purtroppo in alcune giornate le richieste d’intervento in media sono circa 70” è Lorenzo Elia Comandante dei Vigili del Fuoco di Taranto, a tracciare un bilancio sui roghi divampati sul territorio, soltanto nel mese di giugno.

Nella città di Taranto, nelle ultime due settimane sono state colpite da incendi diverse zone tra Tamburi, Paolo VI e Statte, con forti ripercussioni anche nelle aree industriali come le fiamme divampate all’Altoforno 1 dell’ex Ilva e all’impianto Irigom, oltre a diversi comuni come Castellaneta, Pulsano, Lizzano e Grottaglie.

Nonostante il potenziamento dei mezzi di soccorso e del personale, ricevuto grazie alla convenzione con la Regione Puglia. “Non sono sufficienti al gran numero di richieste ricevute – ha detto Elia- questo comporta una coda media di circa 28 richieste in attesa con picchi anche superiori a 30. In ogni caso, mediamente vengono effettuati circa 43 interventi al giorno”.

Inoltre, le operazioni di soccorso del comando dei Vvf, interessano anche la quotidianità della popolazione, come incidenti stradali, assistenza a persone e animali in pericolo. “In questo particolare periodo, siamo anche impegnati nelle ricerche dei due diportisti che dal 29 giugno sono dispersi in mare. Azioni che necessitano di diverse unità in campo”.

La carenza di personale, in questo settore è un limite che negli anni ha sempre messo in difficoltà il comando di Taranto durante gli interventi. A livello nazionale in determinate situazioni, come terremoti e nubifragi, le unità che scendono in campo sono circa 1300. “è impensabile però pretendere che ogni comando provinciale possieda questa quantità di operatori in servizio, impossibili da sostenere economicamente”.

I periodi dell’anno, inoltre, sono caratterizzati dal cosiddetto ‘riciclo delle unità’, “tutti i vigili del fuoco che sono in uscita e vanno verso il pensionamento lasciano un vuoto che pesa molto sull’efficienza del servizio perché le nuove leve hanno bisogno di tempo per formarsi”.

I giovani soccorritori, infatti, devono studiare per i concorsi, superare le prove fisiche, come le esercitazioni ed avere una formazione pratica sul campo.

“Qualche settimana fa sono arrivate le prime 27 unità, che si sono già diramate nel capoluogo e alla fine dell’estate ne arriveranno altre” ha sottolineato il Comandante – “ma in attesa di questo implemento ci sarà un sovraccarico di lavoro per gli operatori che invece rimangono fissi sul territorio, subiranno ugualmente una riduzione del 20% del personale e 10% dei capisquadra del comando”.

Naturalmente, l’importanza dei volontari per garantire l’efficienza e l’efficacia del servizio è pari a quella dei mezzi messi a disposizione: “qui entra in campo la manutenzione, noi li utilizziamo in maniera costante e intensa. Le aziende molto spesso non riescono a fornirci alcuni pezzi di ricambio in maniera rapida, così come sono lenti i processi per la fornitura dei mezzi nuovi previsti da contratto a supporto degli interventi. Al momento, infatti, siamo in attesa di nuove macchine”.

Essenziale è l’elemento acqua, avere a disposizione la possibilità di ricaricare i mezzi nelle aree limitrofe consente di intervenire e fermare le fiamme in maniera rapida ed efficiente. “Qualche risorsa in giro c’è, ma non sono sufficienti magari per coprire  grandi azioni di soccorso. Abbiamo la sede centrale in via dello Scoglio, nella zona portuale, poi abbiamo l’approvvigionamento a Manduria, a Castellaneta e a Martina Franca”.

Il comandante Elia, ha spiegato come la prevenzione sia fondamentale per ridurre il rischio di incendi sul territorio. “In questo periodo critico è necessaria la collaborazione di tutti, dai cittadini alle istituzioni qualora si dovesse verificare un incendio delle sterpaglie secche  causato dal forte caldo, dal vento, oppure un mozzicone di sigaretta buttato fuori dal finestrino incoscientemente”.

“Il ruolo del cittadino è cruciale per segnalare al Comune la folta vegetazione che ricopre i bordi delle strade, per poter adottare misure di sicurezza e gestione del territorio, come la realizzazione di fasce protettive, viali parafuoco, pulizia delle cunette e delle scarpate stradali”. Piccole attenzioni che secondo il comandante Elia cambiano il corso degli eventi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *