Il futuro dell’ex Ilva si gioca nelle prossime ore. Domani le istituzioni locali, a partire dal Comune di Taranto e dalle Regione Puglia incontreranno nuovamente il ministro Urso.

Comune di Taranto che si farà trovare a Roma con un dossier contenente una serie di richieste legate a compensazioni per la città di Taranto e a proposte aggiuntive all’Accordo di programma. Nel documento, che siamo riusciti a visionare, il sindaco Bitetti chiede che alla comunità ionica vengano riconosciute una serie di cose:

– rendere disponibile, superando gli attuali limiti assunzionali imposti alle Pubbliche Amministrazioni, che parte dei lavoratori in esubero, secondo le professionalità espresse o disponibili con processi di riqualificazione, possano essere collocate, ad esempio, presso il Comune di Taranto o la Provincia di Taranto, che presentano un deficit di dipendenti rispetto alla pianta organica;

– salvaguardia occupazionale dei lavoratori in esubero;

– utilizzo di tutti gli strumenti di accompagnamento alla pensione (incentivi) e possibile novellazione della norma sui benefici amianto ai lavoratori siderurgici ex Ilva;

– garantire che le aziende locali dell’indotto diventino fornitrici di servizi continuativi alla produzione tramite esternalizzazione, verso le stesse, di segmenti produttivi del ciclo siderurgico;

– liberare i fondi della procedura di Partecipazione industriale e pagare Kyma Ambiente e Kyma Mobilità;

– integrare il fondo statale per gli indennizzi ai proprietari di immobili danneggiati nel quartiere Tamburi per consentire a tutti di ricevere quanto stabilito in sede giurisdizionale;

– destinazione di risorse per una politica del verde cittadino;

– spostamento a Taranto della sede legale dell’ufficio Acquisti del siderurgico;

– l’apertura dell’aeroporto “Arlotta” ai voli civili;

– l’autonomia del Polo Universitario Jonico;

– infrastrutture come il collegamento autostradale e l’alta velocità ferroviaria;

– sblocco delle assunzioni in Sanità;

.- ulteriori finanziamenti (oltre ai 2milioni già stanziati dal ministero dell’Università e della Ricerca) per il Tecnopolo del Mediterraneo.

Insomma una serie di richieste che allargheranno ancora di più la forbice tra chi chiede di accettare l’Accordo di Programma e chi invece resta deciso sul fronte del no, anche davanti a tali compensazioni.

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