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È terminato senza una decisione, l’incontro al Mimit sull’ex Ilva in merito all’Accordo di Programma Interistituzionale sull’ex Ilva. Le parti torneranno a rivedersi il 31 luglio secondo quanto messo si legge nel verbale di fine riunione.

Il tavolo interistituzionale “preso atto di quanto concordato nella riunione svoltasi in data 8 luglio e preso atto delle successive richieste formulate dagli enti locali e da sindacati nella riunione del 14 luglio e della successiva proposta formulata dal Mimit che ne recepisce le principali istanze; accogliendo l’istanza del sindaco di Taranto volta al coinvolgimento del Consiglio Comunale, rinvia al 31 luglio la decisione finale e istituisce una commissione tecnica finalizzata a dare maggiori elementi a tutte le opzioni come previsto nella proposta formulata dal Mimit in data odierna“. La commissione tecnica è istituita, viene spiegato, soprattutto per valutare le ricadute ambientali ed economiche della nave rigassificatrice, necessaria ad alimentare i forni elettrici.

La firma oggi del verbale, “è già importante, significativa, del clima collaborativo e costruttivo che siamo riusciti a instaurare con tutti gli attori. E a tal fine abbiamo deciso di accogliere la richiesta del Sindaco di Taranto di sottoporre il piano di piena decarbonizzazione, che ci consentirà di realizzare a Taranto il più importante, significativo, avanzato stabilimento siderurgico green d’Europa, alle valutazioni del Consiglio Comunale. Siamo sulla strada giusta” ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nel punto stampa, al Mimit, al termine del tavolo sull’accordo di programma interistituzionale propedeutico alla nuova autorizzazione integrata ambientale.

La Conferenza dei Servizi dovrà comunque rilasciare un’autorizzazione integrale ambientale anche ai fini sanitari per soddisfare le esigenze del Tribunale di Milano e quindi consentire di mantenere in attività lo stabilimento mentre si realizza il piano di piena decarbonizzazione” ha spiegato sempre Urso al termine dell’incontro. “Nel contempo – ha aggiunto Urso – il rilascio dell’Aia ci consente di proseguire nel negoziato perché tutti gli attori industriali, che hanno presentato un’offerta ed altri che potrebbero aggiungersi, hanno chiesto come fattore preliminare abilitante che lo stabilimento abbia l’esercizio a produrre”. Iter che andrà quindi avanti, così come dichiarato anche dal ministro del MASE Pichetto Fratin.

“Noi abbiamo deciso di istituire su mia proposta, concordata con tutti gli attori, un comitato tecnico, a cui parteciperanno con Snam, l’Autorità portuale di Taranto, e i rappresentanti tecnici di tutte le amministrazioni competenti, comuni, regioni, provincia e ministeri competenti, che entro il 28 di luglio consegneranno le loro valutazioni sulle modalità e le tempistiche dell’approvvigionamento di gas ai fini di valutare che cosa sia possibile realizzare soprattutto in riferimento all’ipotesi di polo del DRI che noi abbiamo proposto per la città di Taranto” ha spiegato ancora Urso.

“Sappiamo di avere in corso di approvazione in Parlamento il decreto che riguarda anche alcune norme sull’Ilva e ovviamente se è possibile miglioreremo in corso d’opera il decreto” ha concluso. “Soprattutto – ha aggiunto – penso che sarà necessario che ci sia un documento parlamentare, mi auguro largamente condiviso, che concluda, sancisca, consacri e impegni i governi al fine di raggiungere l’obiettivo della piena decarbonizzazione del sito siderurgico di Taranto garantendo i livelli occupazionali o comunque consentendo che nessuno resti indietro”.

Nel corso dell’incontro, il ministero ha assunto l’impegno formale a garantire l’occupazione dei lavoratori ex Ilva che potrebbero arricchire la platea degli esuberi attraverso misure di politica attiva del lavoro o con un intervento normativo specifico. Aspetto quello della tutela occupazionale sul quale molto hanno battuto le organizzazioni sindacali nel corso dell’incontro di ieri 14 luglio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/07/14/ecco-il-piano-per-decarbonizzare-lex-ilva/)

One Response

  1. Buongiorno
    Alla fine l’elefante ha partorito un topolino e per giunta si è preso altri 16 giorni affinchè ne escano le orecchie.
    Il Governo e tutti gli Enti interessati sanno solo rinviare ad altra data e, di rinvio in rinvio, il tempo passa e ne resta sempre meno per salvare la Ex ILVA di Taranto, ammesso che la si voglia veramente salvare.
    Intanto consiglio a tutti i diretti interessati, come in precedenti interventi, di fare una preghiera la mattina per AFO 4, affinchè non gli succeda nulla, che abbia rilevanza giuridica.
    Il buon Ministro Urso, da grande cerchiobottista, cerca di coinvolgere tutti gli altri presunti attori, da Emiliano a Bitetti all’ARPA ai Sindacati e perfino SNAM e l’Autorità Portuale del Porto di Taranto, per uscirsene fra qualche giorno con la scusa che tutti i suoi sforzi sono stati boicottati dagli altri.
    E intanto 12000 dipendenti ADI in AS e ILVA in AS, 5000 dipendenti dell’indotto, centinaia di piccole e medie aziende tarantine e gli autotrasportatori ex-ILVA continuano a vivere nell’incertezza più assoluta per il futuro lavorativo ed economico.
    Ma caro Ministro in Francia, Germania e Inghilterra i rispettivi governi stanno intervenendo con successo per salvare le residue capacità produttive di acciaio primario con piani di decarbonizzazione per produrre acciaio green.
    Ricordo ai signori Lettori che non c’è modo di produrre acciaio senza inquinare, ma le norme e i nuovi processi produttivi permettono di tenere sotto controllo tutte le emissioni nocive e ridurle entro valori che non hanno alcuna evidenza epidemiologica.
    Già oggi lo stabilimento ex ILVA di Taranto produce acciaio primario con le emissioni sotto controllo ed entro i limiti previsti dalla Legge, con gli Altoforni tradizionali ovvero con minerale di ferro, carbon coke e pietra calcarea.
    Si può dire che produce pochissimo acciaio, ma quello che produce è green ai fini della normativa corrente.
    Attendo con trepidazione il 31-07-2025 per ricevere comunicazione di un ulteriore rinvio ai primi di Settembre, perchè in Italia Agosto e le ferie ferragostane sono sacre.
    E poi cerchiamo il gruppo straniero che dovrebbe rilevare la Ex ILVA, ma vorrei conoscere questo imprenditore squilibrato che, per poter operare e fare industria nel pieno rispetto della Legge Italiana, deve prima chiedere il permesso a tutti e sottostare alle paturnie del politico di turno impegnato in campagne elettorali perenni.
    Saluti
    Vecchione Giulio

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