All’ordine dei lavori della III Commissione regionale, l’audizione richiesta dal consigliere de la Puglia Domani, Antonio Paolo Scalera in merito ad alcune promozioni in Sanitaservice Taranto e ai criteri sottesi a tali progressioni. 

Il consigliere Scalera ha voluto l’audizione per avere chiarimenti in merito a alcuni adeguamenti contrattuali sottoscritti dopo delle conciliazioni che hanno consentito ad alcuni dipendenti di essere inquadrati nella posizione DS  (contratto Aiop) all’interno dell’azienda. Su tali modifiche contrattuali hanno sollevato dubbi i sindacati, intervenuti in audizione. “Pertanto – ha chiarito Scalera – è necessario accertare che tali procedure d selezione interna siano state fatte con trasparenza e non in contrasto con le norme che regolano l’accesso alla Pubblica Amministrazione, senza violare i principi di equità, trasparenza e meritocrazia”.

I rilievi dei sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Fials, Ugl E Usb) hanno riguardato essenzialmente quattro aspetti: scarsa trasparenza e mancanza di criteri oggettivi in questi passaggi talvolta immediati da posizioni B a posizioni Ds, cioè posizioni che richiedono funzioni di direzione e coordinamento; mancanza di un organigramma in una società in house quale Sanitaservice di Taranto che ha un organico di circa 1500 persone e sembra essere del tutto carente di figure amministrative; necessità di uniformità di trattamento dei lavoratori in tutte le Sanitaservice regionali; opportunità di istituire un tavolo tecnico/cabina di regia regionale per assicurare modelli di gestione economicamente sostenibili e uniformi da Foggia a Lecce.

La Fials ha anche chiesto, per il caso delle promozioni tarantine, un’indagine ispettiva mirata sulle conciliazioni e sui contenziosi, per sanare le situazioni anomale createsi.

Una delle tante proteste all’esterno della sede della Asl da parte di lavoratori e sindacati

Nel merito delle promozioni, l’amministrazione unico di Sanitaservice Giuseppe Pulito ha spiegato che, per i due dipendenti riferibili alla sua amministrazione, i lavoratori promossi erano già dal 2014 formalmente inquadrati nel livello C, divenuto C1 a seguito di progressione orizzontale prevista dal CCNL AIOP, con mansioni di coordinatore e che, in seguito a sentenze del giudice del lavoro in un altro caso si è ritenuto utile procedere con le conciliazioni.

In riferimento invece alla mancanza di organigramma e modello organizzativo, l’amministratore ha fatto presente di averlo predisposto e che dovrebbe essere approvato però dal socio unico, la Asl di Taranto, come ogni altra iniziativa organizzativa relativa alla società in house. Il tutto – ha ripetuto – sempre nel quadro della convenienza economica che permette di sottrarre l’affidamento di servizi al mercato.

Sul punto della possibile cabina di regia e sulla governance regionale è intervenuto Mauro Nicastro, dirigente della Sezione strategie e governo dell’offerta del Dipartimeto Salute, chiarendo che sui punti emersi in questa e in altre audizione – per esempio il diritto ai buoni pasto riconosciuti in alcune aziende ma non in altre, remunerazione dei dipendenti addetti al cup, assunzioni 118 – si sta lavorando per trovare soluzioni idonee.

I commissari e il presidente della commissione hanno pertanto chiesto al dipartimento di attivarsi per rednere operativa una cabina di regia che possa uniformare il sistema in tutta la regione.

Un altro sit-in di protesta sul tema della Sanitaservice

Nel frattempo, prosegue la protesta di un gruppo di addetti al CUP. “Mentre leggiamo sulle cronache cittadine di repentini avanzamenti di carriera a seguito di conciliazioni, ritorniamo a scrivere sulla vicenda che ci riguarda. Siamo un gruppo di lavoratrici e lavoratori del Cup di SanitaService Taranto, da mesi chiediamo che le nostre posizioni lavorative e le mansioni svolte, abbiano un riconoscimento adeguato e rispondente a quanto previsto dal Contratto Collettivo Nazionale della sanità privata. Chiediamo, in sostanza, quanto già riconosciuto ai nostri colleghi delle SanitaService di Brindisi e Lecce”.

“In quelle sedi gli addetti al Cup, con le nostre stesse mansioni, sono già inquadrati con la Categoria C, a Taranto ci viene riconosciuta una categoria inferiore, la B – affermano i lavoratori -. Perché questa disparità di trattamento nelle varie sedi pur in presenza di attività del tutto analoghe? E ancora, perché nella stessa azienda da un lato assistiamo ad avanzamenti di carriera improvvisi e molto importanti, dall’altro ad una strenua e incomprensibile resistenza a riconoscere un diritto sacrosanto e acquisito da tempo? Eppure, noi operatori del Cup di Taranto, prenotiamo prestazioni in tutta la Puglia, ma non siamo trattati nello stesso modo”.

“La nostra vicenda è stata portata all’attenzione della Commissione Sanità del Consiglio regionale, ma anche in quella sede dalla dirigenza di SanitaService Taranto abbiamo avuto risposte vaghe con riferimenti alla solita mancanza di risorse – concludono -. Risorse che, miracolosamente, ci sono per progetti molto costosi come quello sull’intelligenza artificiale. Ma prima dell’intelligenza artificiale, bisogna garantire i diritti e la pari dignità delle persone. Siamo ignorati dall’azienda, ma questo non ci fermerà. Faremo valere i nostri diritti in tutte le sedi e con tutti gli strumenti a nostra disposizione”.

(leggi tutti gli articoli sulla Sanitaservice https://www.corriereditaranto.it/?s=sanitaservice&submit=Go)

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