La Marina Militare e il Commissario Straordinario per gli Interventi Urgenti di Bonifica, Ambientalizzazione e Riqualificazione dell’area di Taranto, hanno siglato un protocollo d’intesa per la valorizzazione e bonifica di aree demaniali in uso alla Marina Militare nella città di Taranto attraverso interventi di fitorimedio bioassistito. Lo stesso sarà presentato ufficialmente nei prossimi giorni.

Con il termine fitorimediazione (phytoremediation in inglese) si definisce l’uso di piante per l’estrazione e/o detossificazione di sostanze inquinanti. I principali agenti inquinanti del terreno si possono dividere in due grandi gruppi: i composti organici ed i composti inorganici. La fitorimediazione offre i vantaggi di una valorizzazione estetica del paesaggio e della creazione di un ecosistema capace di promuovere la biodiversità.

Il progetto prevede l’intervento su quattro aree interne all’Arsenale Militare (di cui una prospiciente il mare) nei punti in cui maggiore risulta il tasso di inquinamento. Si effettueranno dei campionamenti del suolo per comprendere quale tipo di inquinanti sono presenti e in quale quantità e poi si deciderà che tipo di piante utilizzare. I fondi impiegati rigurderanno parte di quelli destinati al progetto Filiere Verdi finanziato dal Just Transition Fund.

Che si divide in un intervento di bioremediation, tecnologia di bonifica verde e recupero ambientale su terreni da ripristinare nella Provincia di Taranto con finalità di riuso produttivo (importo 36 milioni) e nella riqualificazione e ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo e delle aree limitrofe: saranno sostenuti investimenti per l’elaborazione dei piani di caratterizzazione ambientale dei siti ritenuti di interesse strategico per finalità produttive o di interesse naturalistico, per la realizzazione di infrastrutture e aree verdi nell‟area di Taranto (importo 40 milioni): entrambi i progetti saranno seguiti dal commissario straordinario per le bonifiche, Vito Felice Uricchio.

Un’immagine del progetto VESPA svolto negli anni scorsi in Arsenale

Non è la prima volta che nelle aree interne dell’Arsenale si interviene con un progetto del genere.

Dal 2013 la CREA S.r.l. diventa partner con il Dipartimento di Scienze delle produzioni agroalimentari e dell’ambiente (DISPAA) dell’Università degli Studi di Firenze diretto dal Prof. Stefano Mancuso del progetto di ricerca V.E.S.P.A. (Vegetal Systems for Pollution Avoidance) realizzato presso l’Arsenale Militare di Taranto e dal 2017 del progetto di ricerca I.P.E.R. (Innovative Plant-based Environmental Remediation) realizzato presso l’Arsenale Militare di La Spezia. 

Il progetto consisteva nell’analisi della capacità depurativa di alcune piante, detta fitorimediazione, per la bonifica di siti contaminati da metalli pesanti. La sperimentazione in situ è attuata su un’area di circa 2.000 metri quadri, nel comprensorio dell’arsenale militare marittimo di Taranto. Nella primavera del 2015 si è avviata l’attività di ricerca per individuare quale, fra le diverse tipologie di specie vegetali, fosse quella più efficace per bonificare il terreno inquinato. Si è divisa quindi l’area inquinata in diverse zone, all’interno delle quali sono state piantumate le singole specie vegetali. Poi è stata monitorata continuamente la crescita delle piante e, nel giugno 2016, vi è stata la conclusione dell’attività, a valle dei previsti prelievi del terreno e dell’elaborazione dei dati analitici sull’eventuale presenza residua dei contaminanti. L’indicazione delle specie vegetali più efficaci nei riguardi dei terreni che presentarono un inquinamento simile a quello già accertato nel sito di sperimentazione ricadde sulla specie dei pioppi.

In una prossima conferenza stampa a cui prenderanno parte il Comandante Interregionale Marittimo Sud, ammiraglio di squadra Vincenzo Montanaro e il Commissario Straordinario per gli Interventi Urgenti di Bonifica, Ambientalizzazione e Riqualificazione dell’area di Taranto, Vito Felice Uricchio, il progetto sarà spiegato con maggiori dettagli. Ma è sicuramente un altro piccolo passo verso la bonifica di una delle aree più inquinate del territorio ionico e che ha contribuito in maniera determinante all’inquinamento dei sedimenti del primo seno del Mar Piccolo.

(leggi tutti gli articoli sulle bonifiche https://www.corriereditaranto.it/?s=bonifiche&submit=Go)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *