Il più veloce di tastiera a commentare le dimissioni del sindaco Bitetti è stato Salvatore Mattia di Socialismo XXI che alle 22.45 di ieri sera ha scritto: “Tutta la comunità del mio partito si stringe attorno al sindaco al quale esprimiamo solidarietà. Non mollare”.
A seguire alle 7.20 di questa mattina la nota del Partito Democratico di Taranto che ” esprime profondo rammarico per la decisione del Sindaco di rassegnare le dimissioni, una scelta che apre una fase delicata per la vita politica e amministrativa della nostra città.
Riteniamo indispensabile sottolineare la gravità degli episodi di violenza verbale e fisica che si sono verificati durante un incontro pubblico con alcune associazioni ambientaliste. Il confronto democratico e la libertà di espressione sono valori fondanti della nostra comunità, ma non possono e non devono mai degenerare in aggressioni, intimidazioni o comportamenti lesivi della dignità delle persone e delle istituzioni..La città di Taranto ha bisogno di costruzione, non di fratture; di confronto costruttivo, non di contrapposizione violenta.
In questo momento difficile, il Partito Democratico si unisce a quanti chiedono al Sindaco di riflettere sulla sua scelta e valutare la possibilità di ritirare le dimissioni, riprendendo il cammino amministrativo. Taranto ha ancora molto lavoro da fare, e ha bisogno di guide stabili e di istituzioni forti, capaci di affrontare con serietà e coesione le grandi sfide ambientali, sociali ed economiche che la attendono. Invitiamo tutti i soggetti politici, associativi e civici a un clima di rispetto e responsabilità”.
Anche DemoS esprime piena solidarietà al Sindaco: “Il gesto delle dimissioni, pur forte, testimonia la serietà e la responsabilità con cui il Sindaco ha affrontato una fase complessa di ascolto e confronto pubblico.
DemoS auspica con convinzione un ripensamento da parte del primo cittadino, affinché possa proseguire il cammino avviato con coerenza, senso istituzionale e attenzione ai processi partecipativi.
Il Consiglio Comunale, inteso quale soggetto rappresentativo, nelle sue espressioni e decisioni resta il luogo centrale della rappresentanza democratica, in cui le differenti sensibilità del territorio trovano spazio e legittimità.
La fase di ascolto, già avviata e da completare, rafforza il valore del dialogo e l’importanza di costruire decisioni condivise, consapevoli e trasparenti. DemoS conferma il proprio impegno al fianco del Sindaco, nella speranza che possa continuare a guidare la città in questo processo di transizione ambientale, culturale ed istituzionale, con fermezza e apertura”.
Molto atteso il comunicato di Euopa Verde Taranto, ideologicamente vicino ai manifestanti che ieri erano sotto Palazzo di Città, tant’è che chiosano dichiarando: “Dispiace leggere testate giornalistiche che parlano di incappucciati e diffondono fake news sul mondo ambientalista ed associativo”.
Ad inizio nota, invece esprimono “pieno sostegno al Sindaco Piero Bitetti, chiamato ad affrontare una delle decisioni più difficili e delicate per il futuro di Taranto. Siamo al suo fianco, non per schieramento, ma per senso di responsabilità. Gli abbiamo chiesto coraggio, visione e ascolto. Lo ha già fatto dando il parere negativo all’AIA. Ora auspichiamo che il Sindaco torni sui suoi passi, dopo un momento di umana stanchezza fisica e psicologica, ed affronti il passaggio sull’accordo di programma di Urso, un accordo senza valutazioni ambientali e sanitarie senza bonifiche e soluzioni occupazionali, che va rigettato al mittente senza alcun tipo di pressioni da Roma i da Bari.
Ma siamo anche al fianco di una città che chiede risposte.Riconosciamo e rispettiamo la mobilitazione di chi oggi protesta, di chi rivendica con forza il diritto alla salute, alla dignità, al futuro. È una protesta che ha radici profonde, che non può e non deve essere ignorata. Per questo abbiamo voluto un incontro aperto alle realtà locali associative, ascoltando pareri autorevoli di carattere scientifico e politico e senza escludere nessuno.
Riteniamo fondamentale tenere lontani provocatori e seminatori di odio, che nulla hanno a che vedere con una battaglia civile e legittima.
Trasformare il dissenso in aggressione, impedire il confronto ed esasperare lo scontro personale, indebolisce la causa stessa che si vuole sostenere. I veri nemici di questa città si trovano a Roma. Facciamo appello a tutte e tutti restiamo lucidi, costruttivi e uniti. In gioco c’è il futuro della città”.
Il movimento Unire Taranto con il proprio gruppo consiliare esprime piena solidarietà al sindaco Piero Bitetti: “Pur nella diversità delle opinioni e nella legittimità della protesta, riteniamo inaccettabile che il confronto politico e democratico venga sostituito da atteggiamenti intimidatori e pratiche di delegittimazione personale. Una condizione di inagibilità politica che deve far riflettere chiunque abbia a cuore la tenuta democratica delle istituzioni. In queste settimane difficili, segnate dalla complessa trattativa sull’accordo di decarbonizzazione e dal delicato ruolo degli enti locali nei confronti del governo centrale, il primo cittadino ha scelto di confrontarsi apertamente con tutte le forze in campo, assumendosi responsabilità difficili. Ci auguriamo che le dimissioni possano rientrare e che si possano creare, in tempi brevi, le condizioni per un confronto istituzionale più maturo e rispettoso, nel quale tutte le voci possano essere ascoltate ma nel rispetto delle regole democratiche e del ruolo delle istituzioni”.
Unico partito di opposizione, sinora, a esprimere solidarietà (umana) al sindaco Bitetti è stata la Lega, a livello cittadino, provinciale e regionale: “Abbiamo appreso con stupore la notizia delle dimissioni del sindaco Piero Bitetti a pochi giorni dal suo insediamento. Pur esprimendo solidarietà personale per gli attacchi ricevuti – che condanniamo senza riserve – riteniamo doveroso fare una valutazione politica: chi si candida a guidare una città complessa e piena di emergenze come Taranto non può pensare di abbandonare il proprio ruolo alla prima contestazione.
Dimettersi subito dopo una protesta, seppur accesa, trasmette un’immagine di debolezza istituzionale e pone un serio interrogativo sulla tenuta ed affidabilità del primo cittadino. Una figura che si mostra vulnerabile di fronte alla pressione perde inevitabilmente autorevolezza. Una parte dei tarantini aveva creduto in un progetto e in promesse precise. Taranto ha bisogno di una guida stabile, coraggiosa e capace di affrontare le difficoltà, non di qualcuno che si ritira al primo ostacolo.
Probabilmente il sindaco, nei termini previsti, ritirerà le dimissioni. Ma, in ogni caso, il gesto rimane grave, minando pesantemente la sua credibilità politica”.
Giampaolo Vietri, consigliere comunale di Fratelli d’Italia ha commentato, invece, così, a titolo personale: ” Diciamocela tutta. Bitetti prima di passare la palla al Consiglio Comunale avrebbe dovuto dire qual’era la posizione della sua maggioranza. Sono loro ad aver vinto le elezioni e hanno la responsabilità di governare e di tracciare scelte condivise, ma non hanno una linea comune, sono divisi e partoriscono queste dimissioni dopo essere stati in questi giorni spesso ambigui e contraddittori, primo fra tutti il sindaco. Bitetti da un lato ha parlato ai lavoratori come se fosse per la continuità produttiva e dall’ altro, allo stesso tempo, ha parlato ai cittadini come se fosse per la chiusura dello stabilimento. Un giorno ha chiesto le compensazioni e il giorno dopo si è detto contrario all’AIA. Bitetti è sembrato essere d’accordo con tutti e con nessuno a seconda delle circostanze. La questione ILVA era una partita aperta da tempo, e chi si è candidato a governare una città come Taranto ne era a conoscenza e non può arrivare di certo impreparato. Se questa è invece la dimostrazione di capacità, determinazione e visione con cui la nuova amministrazione intende affrontare le difficoltà — e questa non sarà di certo l’ultima sul cammino amministrativo — allora è meglio per tutti che traggano le dovute conclusioni e vadano a casa da subito”.
Il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Luca Lazzaro, è intervenuto oggi in merito alla situazione politica attuale e alle dimissioni presentate dal Sindaco, rilasciando la seguente dichiarazione:”Premesso che ogni forma di violenza, verbale o fisica, va condannata con fermezza. Le dimissioni del Sindaco non sono un atto simbolico, né un messaggio politico da ritirare entro venti giorni. O si governa o si va a casa. Ma con serietà e rispetto verso la città. Taranto merita chiarezza, non giochi di potere. Se il Sindaco è stato minacciato o ha subito pressioni – ha tutta la mia personale solidarietà –, ma lo denunci con forza, nelle sedi opportune, e guidi la città con il coraggio che il ruolo impone.Se invece ha deciso di non essere nelle condizioni di esercitare il mandato, allora lasci davvero. Quello che non è accettabile è un teatrino in cui si annunciano le dimissioni per poi ritirarle all’ultimo secondo. Taranto non può permettersi incertezze, tentennamenti o colpi di scena. Serve una guida stabile, determinata, all’altezza delle sfide che la città ha davanti. Se questa guida non c’è, si apra una fase nuova. Ma con dignità e responsabilità”.
Il consigliere comunale di opposizione Francesco Tacente offre ai media dichiarazioni simili: “Una decisione che, pur sorprendendo nelle modalità e nei tempi, conferma le perplessità e le contraddizioni che avevo già evidenziato in campagna elettorale. Esprimo la massima solidarietà personale per le minacce che il sindaco afferma di aver ricevuto, invitandolo però a recarsi quanto prima in Procura per denunciare formalmente l’accaduto, dal momento che emergono versioni contrastanti rispetto al suo racconto: le Forze dell’Ordine sapranno sicuramente identificare gli autori di eventuali azioni criminali.
A pochi giorni dalla possibile firma dell’Accordo di Programma, non è possibile accettare questa mossa. Le dimissioni, infatti, appaiono come una scelta tattica, più che come un gesto dettato da responsabilità istituzionale. Taranto ha bisogno di chiarezza, stabilità e coraggio: non di manovre che generano ulteriore confusione. La città merita una guida autorevole, pronta a confrontarsi apertamente con i cittadini e con le istituzioni. Invece, ancora una volta, assistiamo a un passo indietro nel momento in cui servirebbe il massimo della trasparenza. Ma il 31 luglio l’assenza del comune di Taranto non è giustificabile in nessun modo, soprattutto se il Sindaco deciderà di ritirare subito dopo le sue dimissioni.
“Taranto sta vivendo alcuni dei suoi giorni più difficili in merito al futuro di ex Ilva ed è comprensibile che gli animi possano scaldarsi su un tema così antico e cruciale. Come M5S lavoriamo in materia a difesa di ambiente, lavoro e salute da tanti anni e conosciamo le difficoltà di fare sintesi in momenti delicati come questo. La politica, però, è pur sempre fatta da esseri umani che, ad ogni livello istituzionale e sociale, hanno il dovere di confrontarsi basando il loro dialogo sul rispetto reciproco. Ritengo, quindi, doveroso (oltre ogni valutazione politica da farsi in separata sede), manifestare la mia solidarietà al Sindaco di Taranto, Piero Bitetti, e al giornalista Luciano Manna, che affermano di aver subito condotte ingiuriose da parte di alcuni presenti all’assemblea di ieri dentro e fuori Palazzo di Città. La rabbia per il dramma derivante dal siderurgico non giustifica atteggiamenti antidemocratici o riottosi che, purtroppo, finiscono inevitabilmente per spostare l’attenzione dei media dal problema vero (altri dodici anni di produzione a carbone) al pettegolezzo indignato per quanto avvenuto, inquinando anni di lotta ambientale per il bene di Taranto. Come parlamentare del territorio, ci tengo ad invitare i cittadini all’unità ed a fare fronte comune per difendere i nostri diritti, senza che nessuno alzi la voce tanto da sovrastare quella di chi gli siede accanto. Restiamo uniti per contrastare un’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) e un Accordo Interministeriale che ci condannano ancora a subire gli effetti dell’inquinamento. Serve comunanza d’intenti per chiudere le fonti inquinanti e avviare le bonifiche, così come per fornire reali tutele ai lavoratori e accelerare la riconversione economica, sociale e culturale del territorio”. Lo ha affermato in un comunicato stampa il Sen. Mario Turco, Vicepresidente del MoVimento 5 Stelle, nonché Coordinatore del Comitato Economia, Lavoro e Impresa.
Miko Di Bello: “Ritengo importante esprimere la mia solidarietà al Sindaco dal punto di vista umano e istituzionale. Tuttavia, è fondamentale che chi ha ricevuto il mandato di guidare la città mantenga salda la propria posizione e affronti le difficoltà con determinazione e lucidità. Taranto ha bisogno di una guida forte, capace di non cedere alla pressione e di tenere saldo il timone dell’azione amministrativa, soprattutto in un passaggio così delicato.
Le linee programmatiche approvate dal Consiglio Comunale parlano chiaro, salute pubblica e tutela dell’ambiente sono priorità assolute. Spetta ora al Sindaco tradurre quegli impegni in scelte concrete e coerenti. Questa opposizione non intende in alcun modo accettare fenomeni di indecisione perché è in gioco il destino e il futuro della nostra città. Occorre una politica salda, una guida determinata e responsabile, capace di assumersi fino in fondo l’onere del governo. Per il nostro gruppo politico, Italia Oltre, non esiste alcuna ipotesi accettabile, all’interno di un eventuale Accordo di Programma, che contempli la prosecuzione della produzione a carbone, nemmeno in forma temporanea o per periodi indefiniti. Ogni rinvio che preveda il mantenimento di questa modalità produttiva allontana dalla possibilità di un futuro sano e sostenibile per la nostra comunità”.
Solidarietà anche da parte del consigliere regionale e comunale di Taranto di Forza Italia, Massimiliano Di Cuia:“Tutta la politica, a prescindere dalle bandiere, deve avere una posizione fermissima e severa contro questi atti gravissimi. Al contempo, però, auspichiamo che Taranto
possa recuperare stabilità. Le dimissioni di ieri sono un terremoto che mina la serenità della città, peraltro in un momento particolarmente delicato per il futuro del territorio. Taranto non ha bisogno di scossoni e di incertezze, ma di una guida che sappia traghettare la comunità e affrontare le sfide più importanti che abbiamo davanti a partire dall’ex Ilva”.
Ho visto attentamente tutti i filmati dentro e fuori Palazzo di Città che hanno documentato minuto per minuto la serata e di questi atti di violenza fisica di cui si parla sui mass media nessuna traccia, infatti gli stessi vigili urbani presenti erano tranquilli e non sono intervenuti, così come la volante della polizia che presidiava piazza Castello.
Sul piano verbale, all’esterno, forse qualcuno ha pronunciato qualche frase inopportuna e di troppo in dialetto, ma in generale la contestazione mi è sembrata blanda e tutto sommato civile, come testimoniato in diretta dalle stesse telecamere di Studio 100. Francamente, le dimissioni appaiono eccessive, anche perché quando ti siedi sulla poltrona di sindaco di Taranto, in un momento così teso e delicato sul piano sociale e politico, è normale che possano esserci proteste anche molto accese. Del resto, lo stesso sindaco nelle dimissioni ha parlato di “inagibilità politica” e non di minacce alla sua persona, in caso contrario denunci, affinché gli organi inquirenti possano fare luce su quanto accaduto. Sparare nel mucchio non è mai opportuno, soprattutto quando si parla di associazioni e di attivisti che si battono per il diritto alla salute di tutti e che soprattutto piangono propri cari morti di tumore. Temo che le vere ragioni di queste dimissioni siano tutte politiche e legate a equilibri interni alla maggioranza e a promesse disattese fatte in campagna elettorale di cui ora, giustamente, si chiede conto.