“L’Europa ha un obiettivo chiaro, sull’acciaio e su tutta la produzione industriale: decarbonizzare si può e si deve. E si deve fare anche entro tempi ben definiti“. E’ questo, in sintesi, il messaggio che ha consegnato Antonio Decaro, presidente della Commssione Envi del Parlamento Europeo, alla V Commissione intervenendo, in qualità di presidente della commissione Ambiente (Envi) del Parlamento Europeo, nell’ambito del ciclo di audizioni promosse dal presidente Michele Mazzarano in ordine all’accordo di programma relativo allo stabilimento siderurgico di Taranto.
Decaro ha delineato lo scenario generale di contesto che parte dagli obiettivi di contrasto ai cambiamenti climatici, di limitazione delle emissioni di Co2, per poi esaminare il settore dell’industria siderurgica in Europa e nel Mondo. Un quadro di comparazione mirato ad illuminare sulle possibilità esistenti o in via di realizzazione, nel rispetto del termine fissato al 2050 per la neutralità climatica.
“Tutta l’Europa – ha detto Decaro – e tutto il mondo, a cominciare dagli Stati Uniti, sta andando verso la sostituzione degli altoforni con tecnologie Dri, alimentate a gas o con energie rinnovabili, in alcuni casi con l’idrogeno. Le nuove tecnologie permettono il cosiddetto “acciaio verde”.
In questo senso l’Unione europea ha emanato una serie di norme, tra leggi, regolamenti e direttive, mirate a ridurre l’impatto della produzione siderurgica, preservandola in termini di competitività in quanto altamente strategica”.
“Lo slancio rispetto alla riduzione delle emissioni di Co2 e il Green Deal europeo sono un’opportunità di innovazione e di recupero di competitività per l’industria europea”, ha sostenuto l’europarlamentare. Indicando poi il quadro normativo elaborato in Unione europea per favorire la transizione verde e agire sul piano dell’innovazione.
Innanzitutto il Patto per l’industria pulita della Commissione europea che è stato pubblicato a febbraio del 2025 di quest’anno con una tabella di marcia per accelerare la transizione verde dell’Industria ad alta intensità. Qui il primo settore citato è proprio quello dell’acciaio. Si aggiunge il dialogo strategico avviato sempre dalla Commissione Europea sull’acciaio a marzo del 2025: un piano d’azione per l’acciaio e metalli che definisce misure concrete per rafforzare proprio la competitività di questo settore. Ancora, la legge sull’accelerazione della decarbonizzazione industriale, il regolamento sulla progettazione ecocompatibile di prodotti sostenibili. Infine la legge sull’economia circolare che sarà emanata nei primi mesi del 2026.
Decaro ha poi passato in rassegna modelli produttivi adottati altrove, comparato sistemi e citato studi di settore. Una disamina ad ampio raggio che porta a una conclusione univoca: la stessa sopravvivenza del siderurgico passa dal “green steel”, ma con un sostegno politico regolatorio e misure incentivanti.
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