Il messaggio, condivisibile, che l’opinione pubblica, ormai ristretta praticamente ai social o ai guestbook, è che i tifosi del Taranto non vogliono una nuova proprietà che nasconda dietro di sé personaggi legati in qualche modo al passato. Aria nuova, gente nuova, nessun condannato nemmeno per aver rubato una mela, né tantomeno consulenti che escono dalla porta per rientrare dalla finestra.
Aggiungiamo anche che occorre evitare gli errori del recente passato (Campbell) visto che nelle ultime ore è circolata la notizia di un imprenditore americano (non un fondo di investimento, non una holding quotata in borsa) interessato al Taranto e al suo stadio.
L’imprenditore, in carne e ossa, sarebbe un immobiliarista con importanti collegamenti in Italia, soprattutto a Milano, il quale avrebbe manifestato il suo interesse (pare abbia annunciato un piano quinquennale, ndr) ad esponenti della nuova Amministrazione comunale.
Sul tema è intervenuto anche Luca Contrario, consigliere comunale di Taranto, durante un’intervista a Studio 100, che ha confermato l’indiscrezione. “Non parliamo di fondi americani, ma di una persona con fondi personali” – ha dichiarato – “so che è impegnato nel campo immobiliare, non conosco il suo nome e non ho curato le interlocuzioni, ma so che ha fatto domande molto puntuali sul territorio. Ha contatti con un piccolo imprenditore locale e sembrerebbe conoscere e amare Taranto. Ha già una squadra di calcio negli Stati Uniti di cui però non conosco il nome…“
Per evitare, dunque, gli errori del passato commessi da uomini dell’istituzione cittadina – da “Good Morning Taranto”, ai selfie, sino alle pettolate – sarebbe opportuno contare anche i peli laddove non batte il sole.
C’è bisogno di credibilità e di credenziali (bancarie) solide, di solvibilità, di forza economica e di un piano industriale corposo e serio. E il requisito “determinante” che il nuovo proprietario deve essere espressione del territorio è una forzatura messa in giro ad arte dai soliti noti.
Astenersi perditempo, avvoltoi, gente che tira a campare. Speriamo che questo messaggio arrivi e venga compreso. Non si può più sbagliare. Il nuovo Taranto ripartirà dall’Eccellenza ma di dilettante deve avere solo la categoria.