Le Segreterie Regionali FLAI CGIL, FAI CISL e FILBI UIL pongono interrogativi sulla situazione gestionale del Consorzio di Bonifica Centro Sud Puglia. Nel merito si assiste alla sofferenza del personale con carichi di lavoro esorbitanti, spesso ricoprono incarichi superiori che richiedono il riconoscimento di livelli e mansioni superiori.
Positivo lo sblocco dei bandi di concorso e il piano di riequilibrio che porterà all’assunzione dei vincitori qualificando così la struttura consortile sia dal punto di vista delle attività tecnico-amministrative che organizzative.
L’assunzione di tale personale non è ancora sufficiente a garantire l’efficienza del consorzio e a diminuire i carichi di lavoro perché il Consorzio Centro Sud Puglia è il più grande d’Italia con un’estensione di un milione e duecento mila ettari di territorio.
Inoltre, con l’approvazione della Commissione Regionale di cui siamo componenti come sindacato dei lavoratori, abbiamo approvato la ‘’VAS’’ per 82 progetti presentati dal Consorzio Unico per 750 milioni di euro, pertanto si rende ancor più necessario potenziare la struttura consortile di personale anche per effettuare i lavori in economia e non darli all’esterno, aggravando, così, i costi.
Pertanto, la struttura con 25 operai a tempo indeterminato non può svolgere tutti i lavori e la manutenzione ordinaria sull’intero territorio. Gli operai o.t.d. negli anni si sono ulteriormente ridotti ad un numero di 80 lavoratori e andrebbero assunti a tempo indeterminato per garantire i servizi evitando, così, i contenziosi sul tributo 630 con gli agricoltori, dove peraltro riscontriamo le spese Legali esorbitanti.
Ci risulta che ad oggi il Consorzio non abbia ancora emesso i Ruoli del 630 2024 e 2025. Rileviamo differenze di trattamenti economici di tutto il personale fisso e stagionale, tema che rientrerebbe in un confronto serio con il Commissario anche per gli accordi di II livello e per una uguaglianza di trattamento, considerando anche il rapporto dell’ISPRA alla Presidenza del Consiglio dei Ministri relativamente al dissesto idrogeologico e alla pericolosità di rischio che coinvolge seriamente la Puglia.
Va rivisto il POV perché la situazione attuale è cambiata rispetto a quando fu approvato dalla Giunta. Dall’amministrazione del Consorzio nel mese di maggio c’era stata promessa la riapertura delle sedi periferiche di Ugento, Martina Franca e Gravina in Puglia, questo per una maggiore presenza dell’ente sul territorio e dare risposte e servizi nell’immediato agli agricoltori.
I Sindacati più volte hanno chiesto incontri all’amministrazione, dalla quale non hanno mai avuto riscontri. Rileviamo un comportamento antisindacale così come sancito nello Statuto dei Lavoratori. Le Segreterie Regionali l’ 8 settembre costituiranno il Coordinamento regionale che si incontrerà presso il Consorzio con sede a Bari.