A pochi giorni dalla notizia che la compagnia di navigazione francese Cma Cgm trasferirà da Taranto a Salerno (Salerno Container Terminal) la toccata in Sud Italia della suo servizio di linea ribattezzato Bora Med Service (Bms), l’ultima che scalava il porto ionico già con un servizio feeder e con pochi movimenti per ogni approdo (per chi volesse si può rileggere la nostra analisi di sabato scorso il cui articolo è linkato in fondo alla pagina), sono stati pubblicati i dati relativi al primo semestre e secondo trimestre sulle attività del porto ionico, insieme anche alle statistiche del mese di giugno.

Nei primi sei mesi di quest’anno lo scalo portuale di Taranto ha movimentato complessivamente 7,0 milioni di tonnellate di carichi, con una progressione del +30,1% sulla prima metà del 2024. Un dato che non deve trarre in inganno, visto che il 2024 è stato l’annus horribilis del porto di Taranto, in cui si è registrato il minimo storico nella movimentazione delle merci(anche e soprattutto a causa della crisi gravissima che ha colpito il siderurgico tarantino ex Ilva, che ha registrato anch’esso il minimo storico in termini di produzione, attestandosi sui 2 milioni di tonnellate di acciaio prodotto).

Nell’anno appena passato infatti, la contrazione è stata del -17,1% essendo state movimentate 12,11 milioni di tonnellate di carichi rispetto a 14,61 milioni nell’anno precedente. Per restare agli ultimi anni, nel 2022 furono 14.572.761, nel 2021 17.529.183 , nel 2020 15.777.984 e nel 2019 18.125.166.

Tornando ai dati del primo semestre 2025, il traffico containerizzato – tallone d’Achille del porto – si è fermato ad appena 53mila tonnellate (-34,9%) per soli 5mila teu movimentati (-49,0%). In crescita le rinfuse solide con più di 3,6 milioni di tonnellate (+40,9%), le rinfuse liquide con quasi 2,0 milioni di tonnellate (+7,1%), che sono legate alle attività dell’ex Ilva e della raffineria Eni, e le merci convenzionali con oltre 1,3 milioni di tonnellate (+53,2%). Inevitabili quindi anche i dati positivi per quanto concerne gli sbarchi (+42%) e gli imbarchi (+17%) e il totale delle merci varie (+37,9%), mentre registra un piccolo calo la percentuale tra le navi partite e arrivate (-2,1%).

Per quanto riguarda invece i dati del secondo trimestre del 2025, il porto ionico ha movimento complessivamente 3.351.372 milioni di tonnellate di carichi, registrando un +22,8% rispetto al secondo trimestre del 2024. Nel traffico container sono state movimentate poco meno di 48mila tonnellate (-28,4%), per 4.322 teu (-27,4%). Anche in questo caso a trainare i volumi delle altre merci movimentate dal porto di Taranto, sono state le rinfuse solide e quelle liquide che hanno registrato incrementi rispettivamente del +14,5% e +27,8% salendo a 1,6 milioni e 1,1 milioni di tonnellate. In aumento anche le merci convenzionali con 612mila tonnellate (+48,1%). Positivi i numeri degli sbarchi (+20,1%) e degli imbarchi (+26,2%) e il totale delle merci varie (+37,4%).

In lieve calo i passeggeri delle navi da crociera: in totale sono stati 39.880 rispetto ai 41.350 dei primi sei mesi del 2024 con un calo del -1.470 pari al -3,6%.

Per quanto concerne infine i dati del mese di giugno. sono state movimentate merci per un totale di 896.017 registrando un +0,7 rispetto al giugno 2024. A pesare, come prevedibile, il forte rallentamento delle attività del siderurgico dopo l’incidente dello scorso 7 maggio all’altoforno 1, che ha quasi azzerato la produzione dell’ex Ilva con il solo altoforno 4 in marcia. Ed infatti le rinfuse solide hanno registrato un -20,7% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Restano positivi i dati legati alle rinfuse liquide (+32,7%) e degli imbarchi (+7,0%), mentre registrano un lieve calo gli sbarchi (-4%).

Sempre più in calo il traffico containerizzato con appena 12.049 pari a 797 container. Che però rispetto ai 420 del giugno 2024 fanno registrare un ingannevole +133,1%. In calo i passeggeri delle navi da crociera, che a giugno sono stati 29.075 rispetto ai 34.795 di dodici mesi fa con un decremento di -5.720 unità pari al -16,4%. 

Non è un caso quindi, se Cgil, Cisl e Uilm di Taranto insieme alle categorie Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, hanno scritto al commissario straordinario del porto di Taranto Giovanni Gugliotti, al sindaco Piero Bitetti e al presidente della Provincia Palmisano, oltre che ai parlamentari e senatori pugliesi, chiedendo un urgente incontro alla luce della crisi dei traffici commerciali, con particolare riferimento al settore container, al fine di formulare un’analisi congiunta di quanto sta accadendo oramai da mesi.

“L’incontro si rende indispensabile e improcrastinabile alla luce delle notizie apparse sulla stampa circa lo spostamento dell’unica linea container che attualmente scalava il terminal in concessione ad Yilport e il relativo isolamento del nostro territorio rispetto alle rotte commerciali internazionali – si legge nella nota unitaria -. Pertanto si chiede quindi al Commissario dell’AdSP, stante anche la assenza di comunicazioni ed interazione della società concessionaria con le organizzazioni sindacali e con il territorio l’istituzione di un tavolo di valutazione congiunta della crisi in atto che possa riequilibrare i rapporti con l’operatore turco”.

In attesa di conoscere le risultante della verifica da parte del Comitato di Gestione e di ricevere segnali dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio che dall’avvio della gestione Gugliotti è avvolta da un preoccupante silenzio.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/08/02/lentamente-il-porto-di-taranto-si-spegne/)

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