Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, d’intesa con gli enti locali interessati, ha convocato un incontro finalizzato alla definizione dell’Accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto, che si terrà in presenza a Roma martedì 12 agosto alle ore 11.30, presso la sede del Mimit.
Parteciperanno i rappresentanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, del Ministero della Salute e del Ministero dell’Interno, unitamente a quelli della Regione Puglia, della Provincia di Taranto, dei Comuni di Taranto e di Statte, dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto, oltre ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e di ILVA in AS.
Buongiorno
Speriamo che per Martedì 12 agosto il Sig Bitetti, il Sig Palmisano,il Sig Emiliano e il Sig Spada si presentino al Mimit per le ore 11,30, senza che si inventino qualche altra scusa pretestuosa.
Magari delle dimissioni farlocche o la morte improvvisa dell’ animale domestico a casa.
Altre volte abbiamo definito questi incontri fondamentali per la salvezza della Ex Ilva di Taranto e poi abbiamo subito l’ ennesimo rinvio .
Oggi la questione importante è come fare arrivare il gas a Taranto in quantitativi bastevoli per DRI, forni elettrici e impianti per CO2.
È necessario essere concreti e coerenti e dichiarare una volta e per tutte se si vuole la Ex Ilva aperta o chiusa.
Per il resto i nuovi impianti saranno certificati Green e quindi con emissioni nei limiti previsti dalle Leggi correnti.
Oggi è necessario essere chiari e cristallini per sé e per la comunità che si rappresenta.
Saluti
Vecchione Giulio
sarebbe tutto più facile se solo diminuissero, nel breve periodo, le quantità di prodotto con una dinamica di progressiva e veloce sostituzione dei cicli da AFO a forni elettrici. Cioè riduci uno aumenti l’altro. Questo renderebbe da subito i livelli delle emissioni accettabili e nei limiti, considerando che, giustamente, una parte consistente della popolazione ha paura di ulteriori danni sanitari. Ovviamente bisognerebbe gestire in modo dinamico i problemi occupazionali con apposite misure, per altro cmq necessari e, ad oggi, del tutto sconosciute.
Buonasera
Caro Giovanni e Cari Lettori
E’ quello previsto nel piano del Ministro.
Si comincia con il 1° DRI e il 1° impianto di cattura della CO2.
Nel frattempo il preridotto può alimentare gli altoforni in alternativa al minerale di ferro e riducendo il carbon coke.
Poi si costruisce il 1° forno elettrico in sostituzione di un AFO.
Poi si costruisce il 2° DRI, il 2° impianto di cattura di CO2 e il 2° forno elettrico in sostituzione di un altro AFO.
Poi si conclude l’opera con il 3° DRI, il 3° impianto di cattura di CO2 e il 3° forno elettrico che sostituisce l’ultimo AFO in funzione.
C’è spazio per il 4° DRI più relativo impianto di cattura di CO2 per eventualmente alimentare il 4° forno elettrico a Genova.
Risultato finale produzione di 6/8 milioni di tonn di acciaio green.
Inoltre si rinnovano completamente i CET della centrale elettrica di Taranto che funzioneranno a gas metano con evidenti riduzione di emissioni.
Risultato finale nel 2035:
-utilizzo di aree già esistenti in stabilimento previa demolizione degli impianti dismessi e divenuti fatiscenti
-impianti DRI, forni elettrici, cattura di CO2 e CET modernissimi
-riduzione significativa delle emissioni, rispetto a quelle odierne che comunque rispettano i limiti di Legge previsti dall’AIA;
-eliminazione degli AFO, delle cokerie, dell’aglomerato e dell’impianto OMO.
-rientro dalla cassaintegrazione di tutti i dipendenti ADI in AS e probabilmente, se si tornerà a produrre coils tubi e lamiere di qualità, anche dei cassintegrati ILVA in AS.
-Taranto ritorna ad essere una città con una economia in crescita.
Questo è l’intento del Governo Meloni, del Ministro Urso e dei Sindacati.
Naturalmente spostare un impianto di DRI a Gioia Tauro, perchè non si vuole la nave rigassificatrice nel Porto di Taranto, fa perdere a Taranto 1 Miliardo di Euro di investimenti e 500 persone per la sua costruzione. Successivamente non si potranno ricollocare 500 dipendenti ADI in cassaintegrazione per il suo funzionamento H 24 e 7 giorni su 7. E questo per ogni singolo impianto DRI.
Inoltre il preridotto dovrà comunque essere spostato da Gioia Tauro a Taranto o a Genova per il suo utilizzo in AFO o nei forni elettrici.
Credo di aver dato un quadro complessivo al piano industriale del Ministro Urso.
Ci tengo a chiarire che in questi mesi anche il Ministro Urso e i suoi sottoposti non hanno tenuto un comportamento cristallino, nascondendo la verità sullo stato fatiscente degli impianti di Taranto e vantando la vendita, come avvenuta, agli Azeri di Baku Steel.
Oggi sappiamo che gli AFO sono a pezzi, gli azeri si sono eclissati e che ci sarà un nuovo bando di gara.
Saluti
Vecchione Giulio