Il mare di Taranto, da sempre scenario affascinante e identitario, deve tornare protagonista anche sul piano strategico, economico, culturale e ambientale. È questo il filo conduttore del talk dal titolo “L’oro blu di Taranto. Il mare risorsa preziosa da tutelare e promuovere, dai piccoli gesti ai piani strategici”, che si è svolto a Palazzo Amati, nella città vecchia, sede del centro Ketos. L’incontro si è svolto nell’ambito della quinta edizione di Mediterraneo Open Water 2025, la manifestazione che da cinque anni porta a Taranto una delle più suggestive competizioni italiane di nuoto in acque libere.

La prossima edizione, in programma il 13 e 14 settembre, avrà un respiro internazionale. “Quest’anno avremo una gara con atleti da tutto il mondo – ha spiegato Massimo Donadei, direttore di Mediterraneo Open Water 2025 – Il nostro è sì un progetto sportivo, ma anche un progetto per la città. Il mare che emoziona tanti nuotatori è anche la nostra missione: valorizzare il territorio e tutelarlo, insieme a enti, istituzioni e cittadini”.

Il talk, moderato dalla giornalista Monica Caradonna (conduttrice di “Linea Verde Italia” su Rai1), ha raccolto interventi autorevoli da istituzioni, enti di ricerca, associazioni e mondo universitario, a dimostrazione di come la cosiddetta blue economy sia ormai tema centrale anche per Taranto.

Nicola Fortunato, docente dell’Università di Bari – Dipartimento Jonico, ha raccontato l’impegno accademico: “Ci occupiamo di economia del mare in maniera ampia, con corsi universitari, master e ricerca. Siamo attivi, ad esempio, nel sostegno alla mitilicoltura attraverso progetti come Mitica, con l’obiettivo di rilanciare un settore storico trovando nuove prospettive economiche e ambientali”.

Accanto al mondo universitario, anche quello scientifico e della conservazione. Carmelo Fanizza, fondatore di Jonian Dolphin Conservation, ha sottolineato: “Le potenzialità sono enormi. Lavoriamo dal 2009 per la tutela e la valorizzazione del nostro mare. Abbiamo avviato il cantiere per il Santuario dei delfini: contiamo di essere operativi l’anno prossimo”.

Dal punto di vista ambientale, il mare di Taranto presenta luci e ombre. A fare il punto è stato Nicola Ungaro, direttore del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia. “Svolgiamo monitoraggi costanti – ha evidenziato – sulla qualità delle acque e dell’ecosistema. Fermo restando le criticità ambientali ben note, soprattutto nei sedimenti del primo seno del Mar Piccolo, la qualità degli ambienti marino-costieri del Tarantino è generalmente in linea con quella pugliese: media o medio-alta”.

Il valore ecologico della costa ionica è stato ribadito anche da Cataldo Pierri, responsabile regionale di MareVivo Taranto e docente di Zoologia Marina: “Il Mar Piccolo e il Mar Grande custodiscono una biodiversità unica, per purezza di specie e complessità ecosistemica. È una risorsa che merita attenzione e investimenti seri”.

Presente anche il commissario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Jonio, Giovanni Gugliotti, che ha ribadito l’importanza di un impegno collettivo. “Il mare – ha affermato – è una risorsa fondamentale, forse la più importante che abbiamo. Tutelarla e valorizzarla è un dovere morale. Servono sinergie: istituzioni, cittadini, esperti, operatori devono lavorare insieme”.

Gugliotti è intervenuto anche su temi caldi come il dissalatore e le recenti polemiche sul presunto trasferimento della linea container da Taranto a Salerno, poi smentito da Cma Cgm. “Il dissalatore – ha osservato – può rappresentare una soluzione per l’approvvigionamento idrico, ma deve essere inserito in un quadro strategico più ampio. Quanto alla linea container, ho convocato per lunedì una riunione con sindacati, sindaco, Provincia e parlamentari. Serve chiarezza. Uscirà anche una smentita ufficiale da Yilport, nostro concessionario. Abbiamo chiesto una revisione del piano industriale. Dopo Ferragosto ci confronteremo, carte alla mano”.

E ancora, sulla questione ex Ilva e la proposta del governo di utilizzare una nave rigassificatrice nel porto di Taranto: “Ovviamente ho opinioni personali, ma oggi rispetto la volontà degli enti locali. Quando ci sarà una decisione condivisa tra Mimit, Regione, Provincia e Comuni, noi faremo la nostra parte. Se serviranno soluzioni tecniche, siamo pronti. Altrimenti, resteremo a disposizione”.

Un passaggio è stato dedicato anche all’intervento del nuovo sindaco Piero Bitetti, che si è affacciato durante i lavori per ribadire la vicinanza del Comune alle politiche di sviluppo sostenibile legate al mare. Come bussola per il cambiamento. Una risorsa da vivere, difendere e raccontare, ma non ancora pienamente valorizzata.

 

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