Tornare in cinque anni nei campionati professionistici e ricostruire il rapporto di fiducia con i tifosi, valorizzare l’identità tarantina coinvolgendo scuole, famiglie e associazioni locali per creare un vivaio d’eccellenza, trasformare lo stadio in un hub per congressi e concerti. In sintesi questo il programma della nuova proprietà del club di calcio di Taranto (SS Taranto 2025 SSD).

Nel frattempo che la nuova società si doti di un ufficio stampa che dia le notizie a tutti simultaneamente, dai colleghi de L’Edicola (gli editori sono i fratelli Ladisa), intanto, apprendiamo che il campo di gioco sul quale disputerà le gare ufficiali del prossimo campionato di Eccellenza il Taranto sarà quello di Massafra (grazie al Commissario dei Giochi Massimo Ferrarese che aveva dirottato 2,3 milioni di euro per lavori di ristrutturazione utili all’evento del 2026 ma anche per mettere il club rossoblù nelle condizioni di avere un impianto sportivo di emergenza, in attesa dello ‘Iacovone’), che il nuovo direttore sportivo sarà l’esperto Riccardo Di Bari ( ex Molfetta, Martina, Sorrento, Pro Patria e Nocerina) e che lo sponsor tecnico sarà l’azienda Macron.

Il cambio pagina del calcio tarantino, grazie al gruppo Ladisa, con vista immediata sul futuro agonistico ha ridestato gli esperti di calcio mercato ed i siti a loro collegati. Ed è subito cominciato il toto allenatore e sono immediatamente spuntati come funghi i nomi dei papali calciatori destinati a vestire la maglia rossoblù.

Per quanto ci riguarda, riteniamo che non si debbano fare gli errori del passato, quando più di qualcuno ha lavorato con il prosciutto sugli occhi, distraendo l’opinione pubblica con il fervore ed i titoloni riguardanti trattative di calciatori ai più sconosciuti. Ricordiamo bene come, nel momento più drammatico della scorsa stagione, si siano ascoltate domande ad un certo signor Z. riguardo la possibilità di portare a Taranto calciatori già pronti per scendere in campo.

Non ci interessa pubblicare per primi, a titolo di esempio, il nome del difensore centrale con 350 presenze collezionate in Eccellenza tra Ugento, Lequile e Poggiardo né “eccitarci” per l’acquisto di Stragapede (nome di fantasia) dal Bitonto, né tornare a titoloni fantasmagorici del tipo “Stracqualursi show nella partitella di metà settimana”, che ci rimembrano un passato da dimenticare.

La nostra attenzione si poggerà soprattutto su quello che sarà realizzato a livello societario: business plan, organigramma, merchandising, rapporti con gli Enti, allestimento del settore giovanile. Insomma tutto ciò che servirà a costruire le fondamenta di un club che deve poter garantire stabilità e risultati sportivi all’altezza delle aspettative della piazza. Di dilettante ci deve essere solo la categoria, peraltro si spera di passaggio…

Intanto, restiamo in attesa della presentazione del nuovo progetto sportivo invitando i tifosi a mettere da parte quel campanilismo che non porta da nessuna parte e ad aprire una sorta di linea di credito morale nei confronti della nuova società. Basta divisioni.

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