L’estate entra nel vivo in occasione del Ferragosto… ma non per tutti!
Sicuramente non è consentito ai dipendenti della SVAM Taranto con disabilità fisica (o che hanno parenti disabili) avventori dello stabilimento balneare “Lido Persefone”, noto ai più come spiaggia dell’Aeronautica di Lido Silvana.
La denuncia parte dalla FP CGIL di Taranto, dopo che la stessa Organizzazione Sindacale ha più volte compulsato gli enti preposti, auspicando una celere risoluzione delle inaccettabili criticità affliggenti lo Stabilimento Balneare.
Pietro Avellino, coordinatore Difesa della FP CGIL di Taranto, riferisce come da più di un decennio, sia i dipendenti dello SVAM Taranto, che l’Organizzazione Sindacale segnalino la condizione di oggettiva difficoltà, per le persone affette da condizioni di disabilità fisica, ad accedere alla spiaggia a causa delle gravi carenze strutturali che caratterizzano il Lido.
“Ma ciò che risulta inaccettabile – sottolinea Cosimo Sardelli, segretario generale FP CGIL Taranto – è che lo stabilimento è stato fatto oggetto di una importante opera di ristrutturazione nel 2022, senza che però venisse in alcun modo affrontata e risolata la problematica dell’accessibilità alle persone disabili. Difatti, con la creazione della nuova struttura a terrazze non è stato previsto e realizzato alcuno scivolo che potesse permettere agli utenti disabili di accedere alla battigia. In sostanza la ristrutturazione del lido ha, paradossalmente, reso l’accesso ancor più difficoltoso, se non impossibile”.
Secondo Sardelli le soluzioni offerte negli anni dall’amministrazione si sono rivelate “posticce ed assolutamente inadeguate, quando non addirittura foriere di ulteriore fonte di rischio per l’incolumità di coloro che dovrebbero giovarsene. Ad esempio lo stabilimento è stato dotato di una sedia medica che per poter essere utilizzata per il trasporto dei disabili necessita di almeno quattro militari, addetti allo stabilimento, che sono costretti ad operare in condizioni di pericolo sia per la sicurezza del disabile che per la propria, dovendo sollevare la sedia con il disabile e scendere gli scaloni”.
Avellino e Sardelli, inoltre, denunciano come, in risposta alla ennesima nota inviata all’Amministrazione Militare, il Comandante Alessandro del Buono, nel mese di giugno riferiva di aver “ottenuto le autorizzazioni necessarie per la realizzazione della struttura (una rampa per disabili che possa agevolare l’accesso ai terrazzamenti ed alla battigia) ed effettuato l’indagine di mercato per l’individuazione della ditta alla quale affidare l’esecuzione del lavoro”.
Ma oramai siamo in pieno agosto e della realizzazione di tale rampa non se ne vede l’ombra: gli impegni assunti dall’Amministrazione si son rivelati null’altro che mere dichiarazioni d’intento.
Per tale ragione, la FP CGIL Taranto, pochi giorni fa, ha dato mandato al proprio legale.
Ad occuparsene è l’Avv. Luca Bosco, il quale, rilevata la violazione da parte dell’Amministrazione Militare di diverse norme (artt. 3 e 32 Cost.; art. 27 L. 118/71, L. 494/1993 e art. 23 L.104/92; Circ. Ministero Lavori Pubblici 15.6.1968; Ordinanza Balneare 2025 della Regione Puglia; Ordinanza sulla Sicurezza Balneare 2025 della Capitaneria di Porto di Taranto) ha già formalmente diffidato la stessa a realizzare, senza più alcun indugio, le opere necessarie a consentire la fruibilità in sicurezza dello stabilimento ai disabili.
Sardelli conclude come non è possibile, purtroppo, non stigmatizzare l’indolenza delle istituzioni che con la propria inefficienza lasciano percepire una incolmabile distanza tra il problema e la soluzione e si fanno parte attiva di una plateale violazione di norme poste a presidio della stessa civiltà del nostro Paese.

