Nei giorni scorsi L’Istat e l’Unione Nazionale Consumatori ha rielaborato le ultime rilevazioni riguardanti l’inflazione del mese di luglio 2025.
Da queste emerge un dato che non sorprende affatto e la cui percezione la stiamo sentendo tutti ossia che il costo della vita continua ad aumentare. Sorprende, però, che aumenti di più nella nostra Puglia che con il +2,2% ed una spesa per famiglia media stimata di +419 euro l’anno è la regione in cui l’inflazione è aumentata di più. Invece la regione più risparmiosa è il Molise: +0,8% e +189 euro. In seconda posizione la Valle d’Aosta (+0,7%, +194 euro), in terza la Sardegna (+1,4%, +269 euro).
Bari è la città capoluogo più colpita: +405 euro l’anno per una famiglia tipo, inflazione al 2 % e 36esimo posto nella graduatoria nazionale delle città più care. Brindisi, con un +1 % e 197 euro di spesa aggiuntiva, si colloca nella parte bassa della classifica, ma anche qui la tendenza è al rialzo. In mezzo, altre realtà pugliesi registrano valori in linea con la traiettoria regionale.
L’argomento trend di questi giorni poi riguarda l’aumento di costi legati alla stagione estiva: lidi, ristoranti, alberghi e trasporti, in cambio spesso di servizi non adeguati all’esborso di denaro sostenuto. A luglio i prezzi dei voli nazionali, ad esempio, crescono del +35,9% su anno, i voli europei del +5,5%, le tariffe dei traghetti del +10,9%, quelle delle auto a noleggio del +9,9%, i listini dei pacchetti vacanza nazionali del +10,3%, case vacanza, b&b e altre strutture ricettive del +6%, stabilimenti balneari e piscine del +3,4%, musei e monumenti storici +4%. In un solo mese le tariffe di villaggi vacanza e campeggi si impennano del +15,7%. La crisi geopolitica in atto e il crollo della domanda di voli verso gli Stati Uniti hanno fatto invece scendere i prezzi dei biglietti aerei intercontinentali: -6,3% su base annua.
Assoutenti fa notare che gli italiani devono affrontare una stangata alimentare che, a parità di consumi, vale 6,4 miliardi di euro annui in termini di maggiore spesa per l’acquisto di cibi e bevande.
Tutti i prodotti alimentari di più largo consumo stanno registrando sensibili rincari: basti pensare che i prezzi della frutta fresca salgono a luglio del +8,8% su anno, pomodori +12,3%, latticini +7%, burro +16,9%, uova +7,2%, cioccolato +13,2%, caffè +23,4% . Una situazione che preoccupa perché si tratta di beni primari di cui i cittadini non possono fare a meno, i cui aumenti incidono sulla capacità di spesa delle famiglie erodendo i redditi e cambiando profondamente le abitudini alimentari degli italiani.
Il cibo, in Italia, è una componente centrale della vacanza: Coldiretti calcola che circa un terzo della spesa turistica sia destinata alla tavola, tra ristoranti, pizzerie, trattorie, agriturismi, street food e specialità enogastronomiche. Non a caso, il turismo enogastronomico è in forte crescita, spinto da sagre, percorsi del gusto e iniziative di valorizzazione del territorio.
In Puglia, però, la spinta dei prezzi rischia di diventare un ostacolo. La regione è da anni una delle mete più ambite per le vacanze estive, ma un’inflazione così alta può incidere sull’appeal complessivo, soprattutto per le famiglie che pianificano soggiorni più lunghi. Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, il problema non è episodico. La Puglia resta stabilmente in cima alle classifiche dell’inflazione italiana, segno che il rincaro è strutturale e non legato solo a fattori stagionali.
*fonte Istat
