Il mancato decoro urbano e gli innumerevoli cantieri attivi in città, rappresentano per Giovanni Cianciaruso, fondatore di “Taranto in Calessino”, i principali ostacoli all’interno della sua attività turistica.

Un servizio nato nel 2017 con l’obiettivo di far scoprire non solo ai turisti, ma anche ai cittadini stessi, le bellezze di Taranto a bordo di un Ape Calessino. Valorizzare e promuovere il territorio attraverso tour che consentono di visitare e ammirare il patrimonio paesaggistico, storico e culturale del territorio ionico.

Un’attività che negli anni, si è affermata a livello nazionale e internazionale, grazie anche ai crocieristi sbarcati a Taranto, ricevendo attraverso le recensioni positive lasciate dai turisti, anche il TripAdvisor Travellers’ Choice 2021.

Traguardi raggiunti nel tempo che però non sono stati apprezzati a pieno. In particolare Giovanni lamenta l’inciviltà dei cittadini che attraverso azioni indecorose compromettono l’integrità e l’identità di un intero territorio.

“Lasciare nell’incuria un luogo frequentato e aspettare che qualcuno lo pulisca al posto nostro non ci porta da nessuna parte- ha sottolineato Giovanni- capisco che l’Amministrazione comunale a volte non riesce a coprire ogni singolo punto della città”.

Per Giovanni il cittadino deve essere educato a mantenere un decoro della città nel rispetto dell’ambiente e degli stessi cittadini che ci abitano e poi collaborare per evitare di mostrare lati indesiderati della città.

Nonostante questa difficoltà, il Tour Falanto resta la punta di diamante, perché consente al visitatore di conoscere le bellezze nascoste nei vicoli della città vecchia e una piccola parte del Borgo Umbertino in appena 45 minuti.

In particolare i turisti sono molto affascinati dalla Chiesa di San Domenico ed il Duomo San Cataldo, al termine di Via Duomo, sul lato del canale navigabile, si trovano i resti dell’edificio di culto più antico della Magna Grecia: il Tempio Dorico. Qui, dopo essersi immersi nella Storia della città, attraversando il Ponte Girevole si giunge su Corso due Mari dove si può osservare la facciata del Catello Aragonese e si raggiunge il Monumento dei Marinai d’Italia.

Anche se nell’ultimo periodo, Giovanni, ha dovuto modificare il giro per via degli innumerevoli cantieri aperti per la riqualificazione urbana del territorio.

“Taranto negli ultimi anni ha ricevuto diversi fondi europei per cui l’Amministrazione già in passato mi aveva informato che la città vecchia sarebbe diventata un cantiere a cielo a aperto – ha detto – anche perché iniziavano ad arrivare i fondi europei per le opere di restauro come la banchina in discesa vasto e tanti altri punti della città”.

Le modifiche del tour, che inizialmente prevedevano il passaggio in città vecchia in via Cava -verso gli ipogei- e la sosta nel “Vicolo degli innamorati”, non hanno impedito a Giovanni di trovare percorsi alternativi da girare con l’ape Calessino.

“Ne facciamo di necessità virtù – ha detto – proviamo a cercare qualcosa di nuovo e curioso per attirare l’attenzione del turista e spingerlo a recensire positivamente non solo il servizio ma anche la città per generare e alimentare l’economia locale fondata sul turismo e la cultura”.

I numeri parlano chiaro, soprattutto con l’attracco delle navi da crociera, il flusso delle persone che richiedono il servizio oscilla dalle 500 alle 1000 presenze, un fenomeno però che non trova continuità.

“L’affluenza- ha detto Giovanni- diminuisce durante la settimana e questo ricade negativamente a livello economico. La nostra attività, rientra nel settore turistico, ma purtroppo lo stato non ci riconosce come operatori culturali al contrario siamo dei piccoli artigiani stagionali all’interno della categoria “Noleggio con Conducente”, Ncc.

Una definizione svantaggiosa per Giovanni, che afferma di non ricevere le giuste attenzioni e incentivi necessari da investire per migliorare e far crescere l’attività culturale sul territorio.

Un impegno quotidiano che richiede un dispendio soprattutto economico: “riusciamo a ripagare tutte le spese, ma purtroppo non riusciamo ad avanzare e crescere come desideriamo”

Al di là delle difficoltà che Giovanni, deve affrontare quotidianamente insieme ai suoi collaboratori, la mission dell’attività culturale rimane la valorizzazione del territorio e la divulgazione della storia della Città dei Due Mari”.

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