È un vero e proprio bollettino di guerra quello che proviene dalle campagne del Tarantino: sono molteplici, infatti, i danni registrati a causa del maltempo degli ultimi giorni.
A Mottola un tornado ha spazzato via pali di sostegno e i grappoli dei vigneti di uva da vino, mentre la gradine ha fatto il resto colpendo anche a Laterza, Crispiano e Castellaneta l’uva e le olive.
Un bilancio pesante quello redatto da Coldiretti Puglia dopo le prime verifiche tecniche a seguito dell’ondata di maltempo con pioggia, grandine ed un tornado che hanno colpito masserie e campagne nella provincia ionica, provocando smottamenti, muretti a secco divelti, pali dei vigneti da vino abbattuti, grappoli di uva strappati via, con i danni da grandine che sono visibili sulla fascia fino alle statale 100 sull’uva e sulle olive.
Secondo il report di Coldiretti Puglia, da gennaio si sono verificati 28 eventi meteorologici estremi – tra nubifragi, grandinate, tempeste di fulmini, tornado e bombe d’acqua – che hanno colpito la regione. Oltre a questi, desta forte preoccupazione la siccità, che inaridisce i terreni ancor prima delle coltivazioni.
L’impatto di tali fenomeni, aggravato dalla fragilità idrogeologica del territorio (con l’89% del suolo a rischio), sta mettendo seriamente in difficoltà la tenuta della filiera agricola regionale. Gli ultimi eventi estremi hanno reso impraticabili diversi ettari coltivati, costringendo molte aziende a ricorrere a raccolte manuali straordinarie o, in alcuni casi, alla perdita totale del prodotto.
Coldiretti Puglia ha dichiarato di aver già avviato le prime verifiche tecniche nelle aziende danneggiate e sollecita interventi strutturali urgenti: tra questi, l’approvazione immediata della legge sul consumo di suolo zero per proteggere le terre agricole, l’attuazione di progetti di adeguamento idrogeologico – con sistemi di drenaggio e bioritenzione – e il rafforzamento delle misure assicurative collettive agevolate, accompagnate da strumenti fiscali e contributivi specifici.
“Quello che stiamo vivendo non è un caso isolato, ma rappresenta a tutti gli effetti il paradigma del cambiamento climatico in corso – afferma Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Taranto – ed è per questo che è necessaria una risposta tempestiva e lungimirante: servono strumenti normativi adeguati, assicurazioni accessibili e infrastrutture adeguate, affinché le nostre imprese agricole possano resistere e continuare a produrre.”
Un danno economico ed occupazionale rilevante che colpisce anche l’ambiente, poiché con la scomparsa dei frutteti viene a mancare il prezioso ruolo di contrasto dell’inquinamento e del cambiamento climatico svolto proprio dalle piante, capaci di ripulire l’aria da migliaia di chili di anidride carbonica e sostanze inquinanti come le polveri PM10.
“Non a caso recenti studi hanno sottolineato il ruolo positivo della frutticoltura nella tutela dell’ambiente – conclude Coldiretti – proprio per la capacità di catturare Co2, ruolo che potrebbe ulteriormente crescere con l’adozione di tecniche colturali finalizzate non solo alla produzione di frutta ma anche alla lotta all’inquinamento”.



