È stata avviata la procedura negoziale per il progetto Filiere Verdi, che rientra nell’Azione 2.3 – Supporto a progetti innovativi per sostenere la transizione ecologica e tutelare le risorse naturali prevista dal Just Transition Fund, il piano Piano per la transizione giusta della provincia di Taranto finanziato con 800 milioni di euro messi a disposizione dalla Commissione europea.
L‟azione prevede, nel rispetto del principio “Chi inquina paga” (Dir. 2004/35/CE), la realizzazione di quattro interventi di rilievo per il risanamento e la migliore fruizione del territorio da parte di cittadini e imprese per un totale di 190 milioni di euro, tra cui appunto quello denominato ‘Filiere Verdi’.
Il progetto Filiere verdi si colloca nell’area di crisi industriale di Taranto, considerata ad elevato rischio ambientale, da decenni fortemente impattata prevalentemente da insediamenti industriali. Studi epidemiologici effettuati negli ultimi 30 anni almeno, hanno rilevato importanti criticità di salute per la popolazione residente, a seguito dell’esposizione ad inquinanti organici ed inorganici caratterizzanti tutte le matrici ambientali. 
Con particolare riferimento ai suoli, la cui contaminazione è, in buona parte, determinata da fall out atmosferico, i territori sopra menzionati comprendono il più elevato numero di terreni degradati esistenti nella provincia di Taranto. In tale contesto, con il progetto Filiere verdi si intende sviluppare interventi di risanamento green, in linea con i principi del Biorimedio fito-assistito (degradazione/ trasformazione e immobilizzazione di inquinanti nel suolo a seguito dell’azione sinergica tra specifiche essenze vegetali e batteri che popolano la rizosfera), caratterizzati da bassi costi e positive ricadute di carattere ambientale, sociale ed economico.
L’azione di biorimedio fito-assistito è finalizzata a restituire agli usi produttivi ampie porzioni del territorio, prevalentemente a vocazione agricola, garantendo il miglioramento della qualità dei suoli (in termini di disinquinamento, incremento della sostanza organica e ripristino delle comunità microbiche con incremento della fertilità), il sequestro di importantissime aliquote di CO2, la creazione di filiere produttive che comprendano anche la piena valorizzazione della biomassa vegetale mediante approcci di upcycling (tesi a conferire il massimo valore aggiunto, estraendo metalli e materie prime critiche da ricollocare sul mercato, biopolimeri, principi attivi per farmaci e cosmetici, legname per la costruzione di imbarcazioni di lusso, materiali per l’edilizia e per gli arredi, oltre alla produzione di “advanced biofuel” ai sensi dell’Allegato IX della Direttiva RED II della Unione Europea, etc.), creando nuove opportunità occupazionali e l’attivazione di percorsi volti a ridurre sensibilmente il rischio per la salute delle popolazioni residenti.
Il progetto promuove infatti il ripristino di terreni inquinati attraverso la piantumazione di essenze vegetali, già classificate in ragione della composizione degli inquinanti dei singoli terreni oggetto d’intervento. Il processo di decontaminazione dei suoli attraverso il fitorimedio assistito, con arricchimento dei suoli di sostanza organica e biochar, produce come detto il sequestro significativo delle emissioni di CO2 e riguarda una superficie complessiva di circa 996 ettari.
Si tratta di un intervento di bioremediation, tecnologia di bonifica verde e recupero ambientale su terreni da ripristinare nella Provincia di Taranto con finalità di riuso produttivo, finanziato con 36 milioni di euro.
Il progetto prevede anche la riqualificazione e il ripristino ambientale del sistema delle coste del Mar Grande e del Mar Piccolo e delle aree limitrofe: saranno sostenuti investimenti per l‟elaborazione dei piani di caratterizzazione ambientale dei siti ritenuti di interesse strategico per finalità produttive o di interesse naturalistico, per la realizzazione di infrastrutture e aree verdi nell’area di Taranto. Per il raggiungimento di questo obiettivo è stato previsto un finanziamento di 40 milioni di euro.
La Regione Puglia ha trasmesso alla struttura commissariale che affianca il commissario straordinario per le bonifiche Vito Felice Uricchio, una serie di format da compilare a completamento del quadro esigenziale che è stato predisposto. Il cronoprogramma previsto dal Piano Esecutivo prevede di avviare le prime gare per il primo trimestre del 2026, anche se l’auspicio sarebbe quello di partire già a dicembre, con la conclusione prevista nel secondo trimestre del 2029.
In questo quadro rientra il protocollo d’intesa siglato tra la Marina Militare e il Commissario Straordinario per gli Interventi Urgenti di Bonifica, che mira alla valorizzazione e bonifica di aree demaniali in uso alla Marina Militare nella città di Taranto attraverso interventi di fitorimedio bioassistito, di cui demmo notizia lo scorso mese di luglio.
Il progetto prevede l’intervento su quattro aree interne all’Arsenale Militare (di cui una prospiciente il mare) nei punti in cui maggiore risulta il tasso di inquinamento. Si effettueranno dei campionamenti del suolo per comprendere quale tipo di inquinanti sono presenti e in quale quantità e poi si deciderà che tipo di piante utilizzare. I fondi impiegati rigurderanno parte di quelli destinati al progetto Filiere Verdi finanziato dal Just Transition Fund.
La speranza è che tutto si svolga nei tempi prestabiliti, visto il ritardo già accumulato sulla tabella di marcia prevista dal Piano Esecutivo per la provincia di Taranto. Perché non si può correre il rischio di perdere centinaia di milioni di euro per il ripristino e la bonifica del nostro territorio, a causa di inerzie e inefficenze burocratiche.
(leggi tutti gli articoli sul progetto Filiere Verdi https://www.corriereditaranto.it/?s=filiere+verdi&submit=Go)

