Alleanza Verdi e Sinistra replica alle accuse del Movimento 5 Stelle, rivendicando la contrarietà del Comune all’AIA e l’impegno per la chiusura dell’area a caldo.
Secondo AVS, il Comune “Non ha mai dato via libera all’autorizzazione ministeriale”.
A supporto, vengono citati due atti formali: il verbale della Conferenza dei Servizi del 17 luglio 2025, in cui il sindaco avrebbe espresso parere negativo per gravi criticità sanitarie chiedendo il rinvio della Conferenza, e il parere motivato dello stesso giorno (protocollo 0170572/2025), inviato al Ministero dell’Ambiente.
Quest’ultimo, spiega AVS, conteneva non solo il dissenso espresso ai sensi dell’art. 29-quater del Codice Ambiente, ma anche prescrizioni aggiuntive come monitoraggi potenziati, biomonitoraggio umano e una clausola di revisione con possibili fermate degli impianti.
Il movimento ecologista accusa il Governo di aver «ignorato» il dissenso espresso da Comune, Provincia e Regione, riducendolo a un semplice richiamo alla decarbonizzazione e dichiarandolo «non ostativo».
AVS definisce inoltre «strumentale» l’accusa al sindaco di aver mentito: «Il parere commissariale favorevole di aprile 2025 non è imputabile all’amministrazione eletta ed è stato superato dal nuovo parere negativo del 17 luglio, che è la posizione ufficiale e aggiornata del Comune».
Secondo AVS, la responsabilità dell’AIA «assassina» ricadrebbe interamente sul Governo, accusato di aver blindato l’autorizzazione «in favore del gestore e a discapito della salute dei cittadini».
Il gruppo annuncia infine il sostegno al ricorso al TAR, insieme alle associazioni, ribadendo la volontà di proseguire la battaglia «dentro e fuori la maggioranza» per la chiusura dell’area a caldo.