Non è stato ancora calendarizzato l’avviso per l’Azione 2.2 – Sostegno a progetti di ricerca e allo sviluppo della filiera dell’idrogeno verde, previsto dal Piano Esecutivo del Just Transition Fund per la provincia di Taranto.
L‟azione sostiene “la realizzazione di progetti di ricerca applicata a forte scalabilità RTL (si riferisce alla capacità di un sistema, rete o processo di gestire una quantità crescente di lavoro e al suo potenziale di ampliamento per accogliere tale crescita) in partnership con centri di ricerca pubblici e privati ed imprese, incentrati sull‟economia a basse emissioni di carbonio, sulla resilienza e sull‟adattamento ai cambiamenti climatici, nonché progetti di ricerca collaborativi in grado di promuovere nuove soluzioni tecnologiche legate all‟utilizzo dell‟idrogeno verde come vettore energetico, con la conseguente introduzione sul mercato di azioni pilota che possono anche prevedere la diffusione/l‟uso innovativo dell‟idrogeno”.
Per attuarlo si terrà conto delle sinergie con l‟iniziativa Horizon Europe, nonché con gli interventi IPCEI relativi allo sviluppo dell‟idrogeno H2Infra, H2Use (le cui potenziali complementarietà sono state positivamente valutate con il MIMIT), delle Hydrogen Valley che sorgeranno sul territorio nell‟ambito del PNRR, nel rispetto della Strategia Nazionale e Regionale sull‟idrogeno, al fine di evitare eventuali sovrapposizioni e potenziare le sinergie.
Tale condizione sarà soddisfatta attraverso l‟applicazione dei criteri di selezione che valutano la capacità dei progetti di generare sinergie con strumenti di intervento di altri fondi (PR FESR FSE+, PNRR, Horizon Europe) e con la conduzione di azioni mirate di disseminazione e comunicazione.
Data la strategicità del rafforzamento della filiera dell‟idrogeno dovrà inoltre essere assicurata la verifica sull‟impatto degli interventi sul tessuto territoriale sia in termini industriali sia occupazionali.
L’Organismo Intermedio implementerà modalità di monitoraggio in itinere dell‟andamento dei progetti e dei rispettivi risultati conseguiti. Il progetto, finanziato con 32 milioni di euro, prevede la realizzazione di una infrastruttura innovativa finalizzata allo studio e sperimentazione di un sistema combustibile end-to-end per la gestione di idrogeno sia liquido sia gassoso, compresa la realizzazione di laboratori di ricerca, nell‟ambito delle filiere dell‟idrogeno e dei combustibili verdi.
La parte energetica del Just Transition Fund fa quindi leva sull’idrogeno verde e si articola in tre voci.
Le prime due sono produzione e stoccaggio attraverso la Hydrogen Valley per 40 milioni e le comunità energetiche per 8 per un totale, quindi, di 48 milioni. Sono misure che verranno attivate con avvisi pubblici. La prima parte doveva essere già avviata nel terzo trimestre di quest’anno per concludersi nel secondo del 2029, la seconda, invece, stessa periodo di partenza ma conclusione nel 2028, secondo trimestre. La terza è quella su indicata.
Purtroppo però, almeno per quanto riguarda quella legata al Fondo di Transizione Giusta, si è decisamente in ritardo.

Diverso il discorso per quanto riguarda il progetto Puglia Green Hydrogen Valley, che contempla la costruzione dei due impianti di Taranto e Brindisi, destinati a generare energia pulita per decarbonizzare i siti industriali di entrambe le città, che hanno ottenuto lo scorso giugno un finanziamento di 370 milioni di euro dopo la firma del decreto definitivo del Mimit, guidato dal ministro Adolfo Urso.
L’iniziativa è una delle prime nel suo genere avviata su larga scala in Europa e permetterà ai due nuovi insediamenti pugliesi una capacità di elettrolisi complessiva di 160 megawatt. Una volta in esercizio, si stima che gli impianti della Puglia Green Hydrogen Valley possano produrre circa 250 milioni di metri cubi di idrogeno verde all’anno.
L’iniziativa è stata finanziata con fondi Ipcei (Importanti progetti di interesse comune europeo) destinati a imprese e centri di ricerca per progetti su sviluppo. La firma relativa all’accettazione del decreto di finanziamento per il progetto Puglia Green Hydrogen Valley, i cui partner sono Edison, Sosteneo (Generali) e Saipem, rappresenta, secondo i soggetti coinvolti “il modo migliore per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di transizione energetica della Regione Puglia, soprattutto in questa delicata fase della vicenda ex Ilva a Taranto”.
Inoltre esiste una sinergia tra questo progetto e quello della realizzazione di un gasdotto per il trasporto dell’idrogeno tra Brindisi e Taranto, promosso da Snam e parte dei programmi del finanziamento.
Il progetto di Snam prevede il “repurposing” di condotte esistenti (85 km, riadattato per trasportare non solo il gas naturale ma anche molecole decarbonizzate come biometano e idrogeno) e l’installazione di nuove tubazioni “H2 ready”, per una lunghezza totale di circa 110 km, inserendosi poi nella più ampia iniziativa di sviluppo del SoutH2 Corridor, un corridoio di idrogenodotti che collegherà il Nord Africa all’Europa centrale e consentirà di collegare la Puglia Green Hydrogen Valley alla rete delle Hydrogen-Valley europee.
La costruzione e il rafforzamento di queste infrastrutture si spera permetteranno una transizione energetica e quindi produttiva più veloce, specie in relazione agli insediamenti industriali presenti sul nostro territorio. Tenendo sempre conto che tale transizione non potrà che avvenire nel corso di diversi anni, non certo nel giro di poco tempo. Senza dimenticare che questo processo dovrà servire soprattutto a riempiegare e riassorbire quanti più lavoratori possibile rispetto agli esuberi che arriveranno dal ridimensionamento della grande industria, oltre che coloro i quali da anni sono collocati in cassa integrazione per la chiusura delle loro aziende o, peggio ancora, figurano tra i tanti disoccupati senza sostegno al reddito.
(leggi tutti gli articoli sull’argomento https://www.corriereditaranto.it/?s=Just+Transition+Fund+&submit=Go)


