Fagocitato dalla vicenda ex Ilva sin dal giorno del suo insediamento (17 giugno scorso) il neo sindaco, Piero Bitetti, pur avendo una lunga esperienza di amministratore locale ha toccato con mano quanto sia complicato gestire una città come Taranto.

Sono trascorsi ben 73 giorni da quando ha indossato la fascia tricolore e delle promesse fatte in campagna elettorale per i primi 100 giorni di governance non si vede traccia, prestando così il fianco ad una opposizione che non attendeva altro per attaccarlo.

Senza sottovalutare che Bitetti stesso deve fronteggiare altri tipi di opposizione, quella del Movimento5Stelle, che al ballottaggio ha “dovuto” votare per lui e che ora è prevedibilmente critico riguardo la gestione della vicenda legata all’accordo di programma su ex Ilva. Oppure le opposizioni interne come quella dei Verdi, collegate in qualche modo alle associazioni ambientaliste che a loro volta vorrebbero prese di posizioni più marcate sempre su ex Ilva, sino ad alcune correnti del Partito Democratico che già avevano digerito a fatica la candidatura a sindaco dell’ex presidente del Consiglio comunale appartenente al movimento CON.

Oltre alla vicenda ex Ilva, il sindaco ha dovuto fronteggiare anche quella legata al futuro del calcio tarantino (molto più che uno sport a queste latitudini) con il bando per le manifestazioni di interesse che ha visto prevalere il piano industriale (non ancora reso noto nel dettaglio) dei fratelli Ladisa.

Insomma oltre 70 giorni passati in apnea, in cui ancora non si è riusciti a far partire, ad esempio, quel promesso piano straordinario per il decoro e la sicurezza che sembrava una delle priorità, nell’immediato, dell’azione amministrativa della nuova Giunta. Intanto numerose giungono le lamentele dei cittadini riguardo una città che non ha per nulla cambiato passo e nella quale si percepisce uno scarso controllo del territorio, in centro come in periferia.

Forse sarebbe il caso che Palazzo di Città lanci qualche segnale concreto prima che il consenso meritato nel corso della campagna elettorale cominci ad evaporare gradatamente…

One Response

  1. A parte l’eccellente gestione del caso Taranto calcio, con la scelta della famiglia Ladisa, inizio pessimo per il sindaco Bitetti. Tantissime parole e post su Facebook, ma zero fatti: decoro non pervenuto, tra cumuli di spazzatura, deiezioni canine a gogò, abusivismo commerciale, occupazione dei passi carrabili, doppie, triple e quadruple file e traffico selvaggio, con il corpo dei vigili urbani che è tornato a latitare dopo l’interregno prefettizio; nomine nelle municipalizzate a dir poco imbarazzanti, con i soliti noti dell’epoca melucciana, quando invece la città invocava, giustamente, discontinuità.
    Sono 70 giorni e non i famosi primi 100, con l’attenuante delle ferie estive e dell’affaire Ilva (sul quale è meglio stendere un velo pietoso, in attesa di ottobre), però stiamo già rimpiangendo il commissario Giuliana Perrotta che, con poche e chiare scelte, aveva fatto capire che cosa volesse dire saper governare una città, per giunta in regime di ordinaria amministrazione…

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