L’europarlamentare del Pd Antonio Decaro ha chiuso lunedì sera un’altra fortunata edizione della rassegna “L’Angolo della Conversazione” tenutasi come sempre all’interno dello stabilimento balneare Yachting Club di San Vito.
Decaro è stato invitato per parlare del suo libro: “Vicino. Fare politica insieme alle persone”. Un libro che ha avuto una gestazione di un anno e mezzo perché inizialmente lui non lo voleva scrivere. “Poi ho pensato magari di mettere dei ricordi insieme, raccontare alcuni aneddoti simpatici della mia carriera politica che mi legano alla gente comune, assieme alla quale mi è sempre piaciuto stare”.
Al probabile candidato presidente del centrosinistra alle prossime elezioni regionali brillano gli occhi quando parla dell’esperienza di sindaco di Bari, i toni diventano subito entusiasti: “Ho fatto l’esperienza umana più bella dalla mia vita, l’ho detto anche a Piero (Bitetti, ndr) quando si è candidato a sindaco di Taranto. Vivi le difficoltà, i problemi della tua comunità, però hai pure l’onore di vivere le ambizioni, le aspirazioni, i sogni dei tuoi concittadini”.
Nel libro Decaro parla di come si sia lanciato in politica quasi per caso: in famiglia si erano ripromessi che dopo la breve esperienza paterna alle prese con la politica attiva, si sarebbero tenuti lontani dagli incarichi pubblici. E invece, in un susseguirsi di eventi e coincidenze, Antonio Decaro si ritrova prima assessore, poi deputato, sindaco, europarlamentare. Da ingegnere “prestato” alla politica a politico di professione grazie ad un consenso sempre più ampio.
Con aneddoti e ricordi che riescono a strappare una risata, De Caro mostra la necessità di affrontare ogni questione restando sempre vicino alle persone, alla loro quotidianità, ai loro bisogni. Perché solo grazie all’empatia, all’ascolto, alla disponibilità – al di là di ogni strategia elettorale – la politica resta uno strumento di emancipazione collettiva e un’esperienza entusiasmante.
ASSESSORE PER CASO
Il primo aneddoto riguarda l’ingresso casuale da assessore tecnico nella macchina amministrativa del Comune di Bari. Decaro accompagnò un amico convocato dall’allora sindaco Emiliano che voleva assegnargli un assessorato.
La mattina successiva, incredulo, Decaro ricevette una telefonata e si ritrovò lui a fare l’assessore tecnico al Traffico e ai Trasporti, era il 2004. “Io ero pronto ad andare in Veneto a fare l’ingegnere capo dell’ANAS. Fui bloccato e mi venne detto che avevano bisogno di cambiare i trasporti della città e di regolare il traffico, perché la gente si era quasi abituata ad entrare con l’auto nei negozi”.
Decaro fu chiamato da una giornalista che sapeva della proposta fattagli e a precisa domanda rispose: “Guardi, non riesco ad assicurare la mia mobilità perché ho forato la ruota dalla macchina e sto cercando il click che non so dove sta macchina, figuriamoci quella dei baresi”. Il titolo dell’articolo il giorno dopo fu “Decaro: non riesco ad assicurare la mia mobilità”.
LE DOMENICHE ECOLOGICHE CON LE BRACIOLE
Decaro, una volta diventato assessore al Traffico, assieme alla collega assessore all’Ambiente, propongono l’iniziativa delle domeniche ecologiche con il blocco delle auto Euro 0 ed Euro 1 ed il contemporaneo invito all’utilizzo dei mezzi pubblici. Difficile far cambiare abitudini ai baresi, specie a quelli che nel giorno di festa si recano dai propri familiari spostandosi dalla parte nuova della città a quella vecchia.
La prima domenica di sperimentazione si creano code di auto con automobilisti spazientiti che suonano insistentemente il clacson che vogliono accedere, comunque, a Bari vecchia.
“Uno di questi automobilisti in coda mi ferma. Io mi presento, spiego l’iniziativa e quello in dialetto barese mi fa: ‘Che me ne frega a me dello smog, io devo andare a mangiare le braciole di mamma’. Rimasi spiazzato…”.
OH CHE HAI DECISO?
“Ero già parlamentare ed il partito mi voleva candidare a sindaco. Io non ero convinto. La voce si sparse in giro e cominciai a ricevere pressioni affinchè accettassi la candidatura. Tutti mi chiedevano per strada, per telefono, ovunque mi trovassi, se avessi deciso. Un giorno per liberare la mente me ne vado a Mola di Bari convinto che nessuno mi potesse fermare. La gente abbassava i finestrini, mi riconosceva e mi chiedeva: ‘oh che hai deciso?’. Mi rivolsi alla mia assistente per chiederle come mai tutti sti baresi stavano a Mola, non avevano da lavorare?
Tra coloro che mi inseguivano per farmi la fatidica domanda ci fu anche mia madre che non riconobbi. Ad un certo punto mi tallona con la macchina, si ferma, si avvicina e mi dice: figlio mio, lo sai, noi non vogliamo che ti candidi, hai due bambini piccoli, già questa attività di parlamentare ti porta fuori tre-quattro giorni alla settimana. Se tu farai il sindaco, sarà ancora peggio, però non ti puoi non candidare perché stanno chiamando tutti, ci chiamano a casa al telefono anche persone che non conosciamo. Se non ti candidi mi fai una figura di m….”.
LA TANICA DI BENZINA
Un altro aneddoto, non inserito nel libro, riguarda il periodo iniziale in cui Decaro è stato sindaco di Bari. Un martedì, giornata riservata al ricevimento dei cittadini senza appuntamento, nella sua stanza si presenta una signora con due bambine e gli chiede con insistenza un posto di lavoro per lei o per il marito altrimenti avrebbero perso la casa. “Io mi affanno a dirle che questa non è competenza del sindaco, Il sindaco migliora le condizioni economiche e sociali della comunità. Durante la campagna elettorale feci fare anche dei manifesti con la scritta: Il mio sindaco non mi acchia la fatica”.
“La signora non si capacita della mia risposta ed ad un certo punto si alza e tira fuori da una busta una piccola tanica di benzina. A quel punto mi sono ricordato di quello che successe una volta al mio predecessore Emiliano, quando riuscì ad evitare che un uomo disperato, dopo essersi impregnato di benzina, voleva darsi fuoco con un accendino. Penso, quindi, di fare la stessa cosa e mi metto tra la signora e le bambine chiedendole perché si volesse suicidare. Lei mi guara e dice: ma che suicidare, a te ti devo appicciare….”.
Decaro ne avrebbe anche altri di aneddoti da raccontare che dimostrano quanto l’ascolto del cittadino sia importante nell’attività di amministratore pubblico. Ma il tempo stringe ed il firmacopie lo attende. Alla prossima…Forse da “sindaco” della Regione Puglia.


