“Il caso Gira” è approdato in commissione permanente Garanzia e Controllo del Comune di Taranto presieduta dal presidente e consigliere comunale di minoranza Adriano Tribbia. L’organismo ha infatti presentato al rappresentante legale di Kyma Mobilità e al collegio sindacale (e per conoscenza al presidente del Consiglio comunale) una richiesta di accesso agli atti per consultare una serie di documenti.

Non solo quelli riguardanti la presunta incompatibilità dell’incarico di presidente di Kyma Mobilità conferito alla stessa Gira richiesti già lo scorso 7 agosto, ma anche dei contratti sottoscritti dall’azienda dal 2018 in poi ed anche durante la prima gestione dell’avvocato con l’ing. Luca Tagliente (compagno della stessa Gira) e con la società Green Eco srl, oltre ai contratti di locazione di un immobile a Porta Napoli e di un altro nel rione Paolo VI (su cui a breve potrebbero uscire altri documenti) dopo le denunce emerse sulla stampa nelle ultime settimane.

Come pubblicammo in esclusiva lo scorso 5 agosto, sulla nomina dell’avv. Giorgia Gira a presidente del Consiglio di Amministrazione della società Kyma Mobilità (l’ex Amat società partecipata al 100% del Comune di Taranto), avvenuta lo scorso 11 luglio pendono due esposti per presunta incompatibilità al ruolo ricoperto, presentati uno in Questura a Taranto e un altro all’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione).

Che si basano essenzialmente su due punti cardine: il primo riguarda la dichiarazione del 14 luglio con cui la Gira, appresa la nomina, dichiarava “…di non essere in lite con Società KYMA MOBILITA’ S.p.A….”, pur avendo instaurato il 25.10.2024 un procedimento civile al Tribunale Ordinario di Bari, Sezione Specializzata in materia di Impresa (iscritto al R.G.n.10894/2024), avverso proprio la Kyma Mobilità SpA, la cui prossima udienza è fissata per il 09.12.2025. La dichiarazione del 14 luglio seguiva infatti l’atto di rinuncia agli atti del procedimento depositato il 7 luglio dalla stessa Gira tramite il suo procuratore, avv. Giovanni Cigliola, col quale “…per sopraggiunti interessi personali…” comunicava la “rinuncia ex art. 306 cpc agli atti del procedimento…”.

Il presidente di Kyma Mobilità, Giorgia Gira

Articolo che però, secondo quanto denunciato nei due esposti, prevede espressamente che “…Il processo si estingue per rinuncia agli atti del giudizio quando questa è accettata dalle parti costituite che potrebbero aver interesse alla prosecuzione…Il giudice, se la rinuncia e l’accettazione sono regolari, dichiara l’estinzione del processo…”: il problema sta nel fatto che la la controparte costituita in quel procedimento, ovvero la Kyma Mobilità SpA, avente tra l’altro presumibilmente interesse al suo proseguimento, non ha mai formulato alcuna accettazione di quella rinuncia; accettazione che andrebbe, qualora ritenuta opportuna, sottoscritta dal suo legale rappresentante pro tempore, ruolo adesso ricoperto dalla stessa Gira.

Secondo punto che richiama il primo: il comma 2 dell’art. 23 dello Statuto di Amat preveda espressamente che “non possono ricoprire la carica di amministratore coloro che sono in lite con la società”.

Detto ciò, gli esposti sono stati acquisiti dalla commissione Garanzia e Controllo del Comune, che ha anche acquisito documentazione ulteriore in riferimento ad altri due casi emersi nelle ultime settimane riguardanti l’operato della stessa Gira quando ricoprì lo stesso ruolo per volontà dell’amministrazione Melucci, sino alla sua decadenza avvenuta il 16 dicembre 2023 che costituì il motivo del contenzioso aperto dalla stessa Gira.

Il sopralluogo dello scorso 20 luglio presso la caserma Mezzacapo da parte del presidente di Kyma Mobilità

Come troppo spesso purtroppo avviene in questo Paese, dopo la notizia degli esposti sulla presunta incompatibilità alla guida di Kyma Mobilità, qualche manina e gola profonda ha consegnato alla stampa (prima alla Gazzetta del Mezzogiorno e poi al Corriere del Mezzogiorno) altri due casi di operazioni che pur non rappresentando illeciti o reati, hanno certamente evidenziato un agire quanto meno inopportuno e diciamo così, poco trasparente. Sarebbe interessante sapere il perché questi casi, ben conosciuti a più persone, non siano emersi prima negli anni ma soltanto adesso, a dimostrazione di come troppo spesso l’agire fintamente etico di tanti si risvegli soltanto quando c’è da attaccare qualcun altro e quasi mai per la difesa del bene comune.

La prima (riportata sulle colonne della Gazzetta del Mezzogiorno) riguarda la locazione da parte della società, di un immobile sito in via del Ponte, a pochi metri dal così detto ponte di pietra, per un importo di 900 euro al mese a partire dall’ottobre 2020, destinato a diventare la biglietteria per le idrovie, ma rimasto vuoto senza che alcuna ristrutturazione né utilizzazione siano mai state fatte. Locale che però risultava essere, almeno all’inizio del fitto, di proprietà del compagno della stessa Gira, ovvero l’ing. Luca Tagliente. Dunque, almeno in principio, da un lato la Gira come presidente dell’Amat e conduttrice (affittuaria), dall’altro all’epoca dei fatti Tagliente come propriestario e locatore.

La seconda (riportata dal Corriere del Mezzogiorno) riguarda invece la denuncia secondo la quale sempre durante la prima gestione della presidente Gira, Kyma mobilità avrebbe annoverato tra i propri consulenti sempre il compagno Luca Tagliente. Secondo quanto emerso, “nel 2019 il professionista avrebbe ricevuto incarichi per 15.100 euro. Si va da un allaccio idrico fino alla presentazione della “Scia” per l’officina e per l’antincendio. Non solo, ma tra i vari fornitori, compare anche Green Eco, società di ingegneria ambientale riconducibile alla famiglia Tagliente, alla quale nel 2020 sarebbero stati affidati dall’ufficio dell’Area tecnica lavori per 20.730 euro e nel 2021 dall’ufficio Acquisti per 1.755 euro. Risultano anche 15 mila euro nel dicembre 2020 per progettazione, risistemazione e capannone officina e nel maggio 2022 altri 25 mila per progettazione adeguamento capannone industriale, ex carrozzeria presso la sede di via Cesare Battisti”.

Si tratta, è bene ribadirlo, di affidamenti sotto soglia, e perciò diretti, in piena liceità. 

Tra l’altro, l’ing. Luca Tagliente non è di certo uno sconosciuto: plant manager dello stabilimento di Appia Energy (società gestita dal gruppo Marcagaglia e dal gruppo CISA che gestisce una centrale volta alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili con l’impiego di CSS – Combustibile Solido Secondario), per un anno, fino al marzo 2024, anche responsabile logistica e sostenibilità del comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo, nonché presidente e amministratore delegato per 6 mesi (dal gennaio a giugno 2018) dell’ex AMIU.

L’ex area camper di via Mascherpa in una foto di repertorio

Il terzo caso lo ricordiamo noi, visto che ce ne occupammo già in passato. E riguarda l’area di sosta camper per il turismo itinerante, individuata tra via Mascherpa e via Rondinelli nei pressi dell’imbocco per il Punta Penna e abbandonata dal 2007 (dove si è svolto ad inizio agosto il Taranto Beer Festival). Soltanto con con delibera del 3 aprile del 2017 da parte dell’ultima giunta Stefano, la rivitalizzazione e la gestione dell’area di sosta fu affidata all’Amat (attuale Kyma Mobilità). Con la giunta del primo Melucci, che affidò la gestione della società alla Gira, venne realizzato un progetto coperto finanziariamente con successivo contratto di appalto assegnato ad un’azienda di Gravina di Puglia. Il 18 novembre 2021 l’ex sindaco Rinaldo Melucci, accompagnato dall’allora assessore all’Ambiente Paolo Castronovi e dal presidente di Kyma Mobilità Giorgia Gira, consegnò idealmente l’area alla ditta che in 120 giorni avrebbe dovuto concludere l’intervento di riqualificazione (fu l’ultimo atto prima della caduta della giunta Melucci).

Tutto bene dunque? Nemmeno per sogno. Perché durante il secondo mandato del sindaco Melucci, una volta che la gestione dell’ex Amat fu affidata al presidente Alfredo Spalluto, quest’ultimo attraverso la consulenza di un ingegnere di fiducia, stabilì che il progetto di ripristino dell’area era sbagliato. Da qui alcune domande: com’è stato possibile assegnare e pagare un progetto senza che nessuno si accorgesse fosse sbagliato? Com’è stato possibile pagare quel progetto con i soldi dei cittadini senza operare tutte le verifiche che il caso richiedeva? L’esito della gara premiò la società Costruttori Qualificati S.r.l. per un importo pari a 318.646,90 con sede a Gravina di Puglia.

Il Sindaco di Taranto Piero Bitetti

Dalle parti di Palazzo di Città infatti, sia direttamente che indirettamente, traspare una certa tranquillità da parte del sindaco Piero Bitetti e dall’assessore al coordinamento strategico dell’azione di governo e governance delle società partecipate Giovanni Cataldino. Da un lato gli episodi riguardanti la prima gestione Gira sono stati bollati come “roba vecchia”. Sulla vicenda del contenzioso invece, da Palazzo di Città fanno sapere che prima del conferimento dell’incarico, sono stati svolti tutti gli approfondimenti del caso sulla presunta incompatibilità ed esisterebbe svariata giurisprudenza che sosterrebbe la giustezza dell’operato dell’amministrazione e della stessa Gira.

In attesa degli approfondimenti della commissione Garanzia e Controllo del Comune, del pronunciamento dell’ANAC e dell’eventuale indagine portata avanti dalla Questura (con le forze di minoranza che da giorni chiediamo chiarezza e diversi timori espressi off the record da più di un esponente della stessa maggioranza), poniamo una semplice domanda: qualora malauguratamente venisse appurata l’incompatibilità della Gira nel ruolo di presidente di Kyma Mobilità e quindi l’inconvertibilità di tale incarico, chi risponderà delle deliberazioni e degli atti che il CdA dell’azienda ha già preso in queste settimane? Chi ne pagherà i danni morali ed economici? Quanto peserà un eventuale errore di questo tipo nella gestione della macchina amministrativa del sindaco Bitetti, che scelse di nominare subito il CdA di Kyma Mobilità in grande anticipo rispetto alle altre due partecipate del comune (Kyma Servizi e Kyma Ambiente) e in antitesi agli accordi presi con le altre forze politiche che prevedevano lo scioglimento e la nomina dei tre CdA in maniera simultanea, occupando subito i posti a disposizione affidandoli a persone di sua fiducia?

La speranza, come già riportato in precedenti articoli, è che la vicenda della Gira possa avere una spiegazione giurisprudenziale inattaccabile e che il tutto possa rientrare nel più breve tempo possibile. Per una gestione della macchina amministrativa che ci si augura possa essere sempre più trasparente e a favore e sostegno dei bisogni e delle esigenze dei cittadini.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/08/05/kyma-mobilita-nomina-gira-irregolare/)

2 Responses

  1. Bitetto dimostra ancora una volta incapacità politica e amministrativa,maledizione ad Emilio ,tutti a noi ce li scarica gli impediti. Spero che questa giunta cadi al più presto ,non è cosa per loro .

  2. Inutile porsi tante domande sul se e come. Aspettiamo gli esiti degli accertamenti, se ce ne saranno, e poi ci porremo tutte le domande del caso. Adesso si farebbe solo un esercizio mentale e di fuga in avanti.

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