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Il prevedibile calo registrato nel mese di giugno rispetto ai primi cinque mesi dell’anno, ha trovato conferma nei dati di luglio mese nel quale il porto di Taranto ha fatto registrare un calo generale nelle merci movimentate del 49,1% rispetto al dato di un anno fa.

Il che non lascia presagire nulla di buono, sé vero come è vero che il 2024 è stato l’annus horribilis del porto di Taranto, in cui è stato registrato il minimo storico nella movimentazione delle merci (anche e soprattutto a causa della crisi gravissima che ha colpito il siderurgico tarantino ex Ilva, che ha registrato anch’esso il minimo storico in termini di produzione, attestandosi sui 2 milioni di tonnellate di acciaio prodotto che quest’anno scenderà ancora non superando 1,6 milioni di tonnellate).

A pesare, come prevedibile, il forte rallentamento delle attività del siderurgico dopo l’incidente dello scorso 7 maggio all’altoforno 1, che ha quasi azzerato la produzione dell’ex Ilva con il solo altoforno 4 in marcia. Ed infatti le rinfuse solide dopo aver  registrato un -20,7% a giugno, crollano a luglio riportando un -90,1% che la dice lunga sullo stato dell’attività produttiva dell’ex Ilva.

Negativi anche i dati relativi alle rinfuse liquide legate all’attività della raffineria Eni (-9,9%). Per questo non sorprende il segno meno per quanto riguarda gli sbarchi (-84,3%) e gli imbarchi (-6,8%), così come quello riguardante le merci in container (-24,7) e le merci varie (-10%), così come quello dei contenitori in generale (-34,6%), o delle navi arrivate (-17,6%) e partite (-21,8%).

Unico dato in controtendenza, seppur di un +2,1% quello riguardante i passeggeri delle navi da crociera aumentati di 634 unità.

L’incontro dello scorso 11 agosto tra sindacati, enti locali e Autorità Portuale

Questo è dunque il quadro dentro il quale ci muoviamo e che difficilmente cambierà nei prossimi mesi. Il tutto in attesa di comprendere quanto sarà avviata la verifica quinquennale da parte del Comitato di Gestione in relazione alle attività della stessa Yilport con l’obiettivo di rinegoziare la concessione con la holding turca, per le opportune determinazioni resesi necessarie non solo per l’andamento dei traffici ma anche in considerazione dell’attuale scenario nazionale ed internazionale e delle nuove opportunità di sviluppo del Porto di Taranto ed in particolare del Molo Polisettoriale, che ad oggi non è ancora partita.

Sarà avviata soltanto una volta che la Corte dei Conti darà il via libera al decreto con cui il MASE ha indicato come base della cantieristica offshore italiana lo scalo ionico (insieme a quello siciliano di Augusta), a cui seguirà la bollinatura dello stesso. A quel punto, visto che l’Autorità Portuale ha candidato al bando quasi la metà dell’area in cui sorge il terminal contenitori, pari a 400mila metri quadrati riferiti ad una zona più verso terra, che inevitabilmente ridurrà gli spazi per l’operatività della stessa Yilport, si andrà a ridiscutere con la multinazionale turca la concessione e l’eventuale nuovo piano industriale.

Soltanto in un secondo momento quindi, si ragionerà sulla formazione per la riqualificazione professionale, con l’avvio dei corsi presumibilmente previsti da settembre, per gli oltre 327 lavoratori ex TCT collocati in cassa integrazione presso l’Agenzia del Lavoro Portuale, ai quali a Natale è stata prorogata di ulteriori due anni l’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), a fronte dei 220 assunti dalla multinazionale turca (così come ad attendere da anni un nuovo futuro sono anche altri lavoratori di aziende scomparse da tempo nell’ambito portuale come l’ex STF e Delta uno).

L’investimento di 1,5 milioni di euro per la riqualificazione professionale da parte della Regione Puglia non può andare sprecato e va tarato sul futuro assetto produttivo dello scalo ionico. Non si può infatti rischiare di formare i lavoratori per attività lavorative che magari tra pochi mesi o anni non avranno un’effettiva realizzazione pratica nel porto ionico.

In attesa di capire quali e quante ricadute avrà la concessione alla Vestas della Piastra Logistica, se vi saranno novità per quanto concerne alcuni progetti legati all’area ZES, e quale sarà il futuro del siderurgico.

(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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