Lo ammettiamo, noi del corriereditaranto.it, abbiamo volontariamente ‘bucato’ la notizia che ha riguardato la nuotatrice tarantina Benedetta Pilato, protagonista, a quanto pare indiretta, di un episodio di cronaca in quel di Singapore, riportato da tutti gli organi di informazione nazionali e locali( lei e la compagna di nazionale Chiara Tarantino coinvolte, il 14 agosto scorso, nella sparizione di tre boccette di profumi da un duty free dell’aeroporto di Singapore, intercettate dalle telecamere del circuito di sorveglianza che fanno vedere la Tarantino depositare gli oggetti trafugati dentro la borsa della Pilato e successivamente fermate dalla polizia locale).
Perché? Semplicemente perché attendiamo la ricostruzione definitiva dei fatti e perché si tratta pur sempre di una “cazzata” commessa da due giovanissime atlete private probabilmente della loro adolescenza, sacrificata in nome di quella richiesta di essere performanti che il mondo dello sport avanza insistentemente.
Fatto sta che è partito lo shit storm sui social sempre pronti a fungere gogna mediatica,
In un post su Instragram, ieri, la Pilato ha chiaramente preso le distanze dall’amica e compagna di nazionale: “Sono stata indirettamente coinvolta in uno spiacevole episodio gestito dalle autorità aeroportuali di Singapore. In giorni che avrebbero dovuto essere soprattutto di riposo e di relax mentale, ho invece attraversato, lontana da casa, momenti particolarmente difficili, che poi fortunatamente si sono rilevati essere indipendenti dalla mia volontà, ma che mi hanno profondamente segnato sul piano umano. Non ho mai avuto intenzione di compiere gesti inadeguati, e chi mi conosce sa quanto tengo ai valori dello sport, alla correttezza e all’onestà personale.Da questa esperienza comunque traggo grandi insegnamenti sulla prudenza, sulla responsabilità individuale e sul valore delle persone che mi circondano.
Non ci dimentichiamo, a tal proposito, legandoci alle ultime parole, la lezione che diede la Pilato al mondo sportivo intero quando arrivò “appena” quarta alle Olimpiadi di Parigi poco più di un anno fa – La lezione di vita della Pilato – Corriere di Taranto -.
Piuttosto significative appaiono, però,, le dichiarazioni rilasciate al quotidiano “Repubblica” da Cesare Butini, direttore tecnico della nazionale di nuoto. “Grande amarezza per un comportamento che non giova a nessuno e di certo nuoce al movimento in generale. Cosa avrei potuto dire loro se non quello che avranno detto già i loro genitori? Hanno commesso una grande stupidaggine. Finire in prima pagina per questo, anche no.,Sono dei portatori di valori anche quando non indossano la tuta azzurra”.
Insomma, una bravata, evitabile, amplificata dalla risonanza mediatica di chi l’ha commessa.