Prosegue l’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti radioattivi e pericolosi presenti nel deposito ex Cemerad, situato in località Vocchiaro nel Comune di Statte, nel quale l’omonima società ha stoccato negli anni passati circa 16.600 fusti, ha rappresentato, sin dal 2000, una delle principali criticità ambientali e sanitarie dell’area tarantina.
Lo scorso 29 gennaio si sono svolte le operazioni conclusive per il trasferimento dei fusti contenenti materiale radioattivi, con la partenza dell’ultimo carico.
L’intervento, come si ricorderà, è stato promosso e definito nel 2015 dalla dott.ssa Corbelli, durante il suo incarico come Commissario Straordinario per gli interventi di bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione di Taranto (ruolo ricoperto fino al 2020). In quell’occasione, la stessa presentò al Governo un percorso operativo concreto e sostenibile per affrontare e risolvere la problematica, individuandone anche la necessaria copertura finanziaria. A tal fine, con DPCM del 19.11.2015 la dott.ssa Vera Corbelli è stata nominata “Commissario Straordinario per l’attuazione dell’intervento di messa in sicurezza e gestione dei rifiuti pericolosi e radioattivi siti nel deposito ex Cemerad, nel territorio del Comune di Statte”. Le funzioni ed i poteri del Commissario sono prorogati fino al completamento delle suddette attività. Il Commissario Straordinario, in virtù di quanto disposto dalla legge, ha affidato il servizio di trasporto, caratterizzazione e smaltimento dei rifiuti presenti nel deposito, con finale bonifica radiologica, alla Sogin S.p.A., che si avvale della società controllata Nucleco S.p.A.
La strategia del Commissario Straordinario fin dall’inizio è stata infatti finalizzata al raggiungimento dell’obiettivo di “rilascio incondizionato” da ogni vincolo radiologico dell’area e di tutte le istallazioni insistenti sulla stessa, attraverso l’allontanamento di tutti i rifiuti e dei componenti rimovibili, presenti all’interno delle strutture. A cui seguirà la bonifica del sito e rilascio dello stesso privo di vincoli radiologici, la riqualificazione dello stesso ad altro utilizzo di interesse pubblico.

Ricordiamo che l’origine di tali fusti risultava costituita da rifiuti potenzialmente radioattivi e/o decaduti, provenienti da attività sanitarie (ospedali e cliniche pubbliche e private, laboratori RIA, ecc.), fusti radioattivi contenenti filtri di condizionamento contaminati dall’evento Chernobyl (radionuclidi Cs-137 e Cs-134) ritirati da strutture pubbliche e private e fusti contenenti sorgenti radioattive (parafulmini, rivelatori di fumo, sorgenti di taratura, fili di Iridio, vetrino con Uranio naturale, ecc.).
A seguito di articolate attività propedeutiche è stato dato seguito all’attività di rimozione e allontanamento che ha riguardato la movimentazione dei colli e di altri contenitori presenti nell’area, la valutazione degli stessi in termini di integrità e contenimento (“dose” e “contaminazione” radiologica), la loro preparazione al trasporto verso impianti autorizzati per la successiva caratterizzazione puntuale, trattamento, condizionamento e messa a deposito (dei soli rifiuti verificati come radioattivi).

Con la partenza dell’ultimo carico (avvenuto il 29.01.2025), si è potuto elaborare con precisione il reale inventario di rifiuti che la società ex Cemerad aveva accumulato, in modo approssimativo e di difficile gestione, dal quale sono risultati un numero totali di 16.640 fusti, di cui 91 fusti contenenti sorgenti e filtri contaminati dall’evento Chernobyl (i primi 86 fusti sono stati allontanati prioritariamente dal 15 al 19 maggio 2017; gli altri fusti sono stati rinvenuti nelle fasi successive) inviati presso il sito Casaccia (RM) della Nucleco per la loro caratterizzazione e trattamento, 5.336 contenenti materiale radioattivo, inviati presso il sito Casaccia (RM) della Nucleco per la loro caratterizzazione e trattamento e 11.213 fusti contenenti materiale decaduto, inviati presso gli operatori autorizzati del Consorzio Rete Servizi Integrati.
Le attività finora svolte non si sono limitate all’allontanamento dei rifiuti dal deposito ex Cemerad, ma hanno riguardato anche il trattamento/smaltimento degli stessi. In totale sono stati effettuati 92 trasporti, tutti gestiti, per ragioni di sicurezza, come trasporti di materiale radioattivo. Tutte le attività operative, svolte sia in cantiere che presso i soggetti interessati, sono state eseguite nel rispetto della normativa vigente, periodicamente ispezionate dalla Autorità di controllo (ISIN) e sulla base di specifiche autorizzazioni. Completate le attività di allontanamento di tutti i rifiuti e dei componenti rimovibili presenti all’interno delle strutture, il sito è sottoposto, senza soluzione di continuità, all’attività di caratterizzazione radiologica.
Allo stato è stata completata la verifica radiologica del capannone ed è in fase di completamento quella relativa alle aree esterne.
In funzione dei risultati si procederà all’eventuale bonifica ai fini del “rilascio incondizionato” da ogni vincolo radiologico. Il Commissario Straordinario Vera Corbelli ha inoltre ottenuto lo stanziamento di fondi destinati al ripristino ambientale e alla riqualificazione dell’area. In particolare, con la Delibera CIPESS n. 85/2021, sono state assegnate risorse pari a circa 2,2 milioni di euro.
Il Masterplan degli interventi, la cui attuazione prenderà avvio a seguito del rilascio incondizionato del sito, prevede le seguenti principali attività: caratterizzazione ambientale delle aree esterne (in corso definizione piano di caratterizzazione); demolizione del capannone degradato (in corso di completamento definizione atti gara per affidamento progettazione); riqualificazione complessiva dell’area (in corso definizione atti gara per concorso di idee).
Dunque, dopo aver portato a termine moltissime operazioni, tra non molto tempo si potrà scrivere la parola fine di una vicenda lunghissima che abbiamo seguito in questi quasi 15 anni di iter amministrativo e burocratico (chi vuole al link sotto può trovare tutti gli articoli sull’argomento). Un risultato atteso e importantissimo per l’intero territorio della provincia di Taranto, ottenuto soprattutto grazie al lavoro della dott.ssa Vera Corbelli e di tutto il suo staff: a dimostrazione di come quando c’è la volontà di portare a termine un lavoro, insieme al sapere scientifico e alla competenza, anche le imprese più improbe diventano possibili finanche in un paese iper burocratizzato come il nostro, dove troppe volte la politica e/o la magistratura si mettono di traverso, impedendo ai tecnici e agli scienziati di un settore così complesso di intervenire restituendo ai cittadini territori finalmente risanati e bonificati.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Cemerad https://www.corriereditaranto.it/?s=cemerad&submit=Go)