Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, ha avuto un incontro in video call con il Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, durante il quale ha condiviso l’esito favorevole del Comitato tecnico istituito per valutare l’idoneità dell’area portuale calabrese a ospitare il polo DRI, anche al fine di garantire l’eventuale approvvigionamento di preridotto per gli impianti ex Ilva.
In particolare, il Comitato ha verificato la sussistenza di condizioni tecniche concernenti la disponibilità delle aree per la realizzazione degli impianti, le infrastrutture di approvvigionamento di gas e la disponibilità di acqua ed energia elettrica. Inoltre, sono state individuate soluzioni anche per quanto attiene all’identificazione delle banchine destinate alla movimentazione delle navi.
Il Ministro Urso ha quindi ringraziato il Presidente Occhiuto, e per suo tramite anche i sindaci di Gioia Tauro e San Ferdinando, per la “grande convergenza manifestata dalle istituzioni locali, che hanno unanimemente dimostrato la loro disponibilità ad accogliere con favore potenziali investimenti”. Il Comitato tecnico attenderà ora l’esito della gara per la vendita degli asset di Ilva e Adi in AS, per gli eventuali approfondimenti che si renderanno necessari alla luce dei piani industriali che verranno presentati.

Intanto, non sarebbe presente il forno elettrico nel progetto della multinazionale indiana dell’acciaio Jindal Steel per rilanciare lo stabilimento siderurgico dell’ex Ilva a Genova Cornigliano. E’ quanto si è appreso a seguito di un incontro riservato a Palazzo Tursi tra la sindaca di Genova Silvia Salis e i vertici dell’azienda in corsa per acquisire gli impianti dell’ex Ilva.
Con l’appuntamento chiesto al Comune di Genova proprio alla vigilia della manifestazione dei comitati di cittadini contrari al progetto del forno elettrico nelle acciaierie di Cornigliano (che sono scesi in piazza all’incirca in un migliaio) il gruppo indiano, che ha già partecipato due volte alla gara per la privatizzazione dell’ex Ilva e in entrambi i casi è stato sconfitto prima da ArcelorMittal poi da Baku, avvalora il suo interesse per l’ex Ilva. Nell’incontro con la sindaca Salis i vertici di Jindal avrebbero ribadito l’intenzione di investire sullo stabilimento di Genova, che continuerebbe a essere dedicato non alla produzione di acciaio ma alla sua lavorazione. Il materiale arriverebbe dal vicino stabilimento di Piombino dove Jindal a marzo si è impegnata a riqualificare le linee di produzione con un investimento iniziale di 143 milioni.
La Fiom di Genova ha invece svolto un volantinaggio per spiegare le ragioni del sì al forno elettrico. Mentre c’è anche una parte di cittadinanza genovese favorevole al forno come il Comitato per il lavoro e per uno sano sviluppo di Cornigliano è d’accordo con la realizzazione del forno.
Le manifestazioni di interesse per il bando di gara pubblicato dal Governo, basato su un piano di decarbonizzazione, dovranno essere presentate entro il 15 settembre. In corsa al momento ci sono sei soggetti: oltre a Jindal, Baku, Bedrock, Marcegaglia, Eusider e Sideralba. L’obiettivo del ministro per le Imprese e il Made in Italy Adolfo Urso è aggiudicare la gara entro novembre.
(leggi tutti gli articoli sull’ex Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva&submit=Go)
Meno male e pure la nave del cappero speriamo vada a gioia del colle o come caspita si chiama ,tanto ormai a Taranto ci hanno tolto pure l’anima ,oltre che i treni ,l’aeroporto ,l’autostrada e le strade degne di questo nome ,in cambio abbiamo un’altra amministrazione indecente e un’intera città ,se così la possiamo chiamare ,da cambiare totalmente ,intanto ci rimane la puzza di piscio ,il disordine e capite perché la gente ha notato nuovamente i sinistri nonostante Taranto sia sempre di più ai piedi di Cristo….non lo sapremo mai intanto viviamoci questo schifo di città all’ennesima potenza ,i fatti dimostreranno che oltre lo schifo non c’è più nulla . Un’anarchia totale in questo paesotto ognuno fa ciò che vuole a scapito degli altri ,pazienza .