Il sindaco di Taranto, Piero Bitetti, si prepara alla visita del ministro delle Imprese, Adolfo Urso, che avverra’ dopo meta’ settembre, una volta che sara’ chiaro il quadro delle offerte presentate dagli investitori con il secondo bando di gara per la vendita dell’ex ILVA. “Ringrazio il ministro Urso, ritengo la sua prossima visita un’azione giusta. Gli ho fatto un appello, un invito. Il ministro sta visitando tutti i territori interessati all’ex ILVA ed e’ bene che visiti anche Taranto” commenta il sindaco.
Che sul fatto che Urso gli abbia scritto, nella lettera con cui accetta l’invito, che la “netta contrarieta’ all’ipotesi di una nave rigassificatrice nel porto di Taranto, anche se solo in via transitoria, ovviamente limita le potenzialita’ delle offerte in sede di gara” e che quest’aspetto i commissari di AdI lo comunicheranno ai potenziali acquirenti, cosi’ commenta: “Ma perche’ parliamo ora della nave? Nel bando di vendita mica figura la nave”.
!Aspettiamo anzitutto il 15 settembre, capiamo chi si propone e cosa offre. Ho letto che ci sono gia’ sei gruppi, percio’ attendiamo di vedere quale offerta, tra le concorrenti, sara’ individuata e quali sono le sue caratteristiche. Dopodiche’ – afferma il sindaco – ragioneremo sugli scenari e sul resto. La posizione sulla nave di rigassificazione e’ sempre la stessa. Noi chiediamo che Taranto non sia condizionata dall’acciaio, ma possa esprimere le sue potenzialita’ nella diversificazione economica e questa e’ possibile solo grazie agli investimenti del Governo. Anzi – conclude Bitetti – la visita di Urso sara’ anche l’occasione per riprendere quanto dichiarato dal ministro in un vertice al Mimit a meta’ maggio, quando annuncio’ che per Taranto erano possibili 15 nuovi investimenti per un totale di 5mila occupati. Ecco, vorremmo capire che cosa si vuol fare in proposito, poiche’ abbiamo anche una rilevante questione occupazionale da affrontare con la transizione dell’ex Ilva”.
“Ho risposto all’invito del sindaco di Taranto Piero Bitetti” sull’ex Ilva “e colgo l’invito. A Taranto sono stato più volte, in fabbrica e ho incontrato gli attori istituzionali”. Così il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, a margine del Forum Teha di Cernobbio. “Sono disponibile al confronto, anche in consiglio comunale, dopo la conclusione della fase di manifestazione di interesse affinché si possa parlare con maggiore considerazione. Quello di cui nel frattempo ho preso atto con la lettera, è il suo no al rigassificatore. E’ giusto prenderne atto, il commissario e gli investitori: questo è un capitolo chiuso per la città e per il sindaco, siamo rispettosi di ciò che decidono”, conclude.
*fonte Agi e Adnkronos
Il solito discorso su diversificazione e investimenti. Sarà anche giusto chiedere un supporto al governo per sostenere un processo di diversificazione produttiva ed economica. Però il sindaco, come tanti, non dice una sola parola sugli investimenti che i privati devono fare, verso quali direttrici e settori dovrebbero volgere detti processi. La verità è una sola: l’imprenditoria locale preferisce appalti e sub appalti dove il rischio d’impresa è praticamente nullo. e puntare sui rendimenti finanziari. La diversificazione spero non sia la solita tiri-tera del turismo. E in ogni caso non si fanno le nozze con i fichi secchi o meglio con i soldi degli altri secondo la tradizione che chiede soldi allo stato senza che nessuno impegni i propri di danari. Il sindaco dovrebbe chiamare all’appello le forze imprenditoria di ogni settore e definire proposte e progetti autonomi sui quali chiedere supporti. E’ anche un problema di credibilità che costringerebbe il governo nazionale eregionale a esprimersi nel merito. Quanto al fatto che Taranto non debba identificarsi con la produzione di acciaio bisogna che il Bitetti e d’intorni se ne facciano una ragione fermo restando tutti i progetti di decarbonizzazione e di rispetto delle prescrizioni.
Il Sindaco vuole giocare su 15 pacchi vuoti per avere 5000 disoccupati. Possibile non abbia un piano, basterebbe presentare ciò che viene predicato da sempre cioè gigafactory, infrastrutture interportuali con piccoli dirottamenti di traffici commerciali oggi svolti da Fiumicino e Malpensa, cantieristica navale del riciclo, biotecnologie, poli energetici sostenibili, bonifica trasformazione e musealizzazione dell’ area industriale. Si corre il rischio che nel gioco dei 15 pacchi accetti un misera offerta restando beffeggiati e dannati