E’ stata presentata la terza edizione del Taras Teatro Festival. Tra gli intervenuti, il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti, la direttrice del Museo MArTa, Stella Falzone, il direttore artistico del festival Massimo Cimaglia, e la presidente del Crest, Clara Cottino.

Questa sarà dedicata al tema “L’ombra della guerra”. Sentiamo l’urgenza, sincera e dolorosa, di dare voce all’antitesi tra conflitto e pace, di incoraggiare le nuove generazioni a riflettere su un’emergenza mondiale, ripartendo dall’espressione antica e magica del teatro antico che – non solo nella tragedia ma anche nella commedia – illumina anche l’oscurità di contrasti, ostilità, scontri, opposizioni, con la luce del pensiero e dell’emozione, strumenti con cui – forse – l’umanità sconfiggerà il vuoto dei nostri tempi. La selezione degli spettacoli, in cui il direttore artistico è coadiuvato da Elisabetta Pozzi, parte da questa considerazione e presta attenzione alle voci dei giovani artisti, autori, registi per accogliere nuove sensibilità e nuovi mezzi espressivi.

Primo impegno della direzione artistica è la qualità nitida delle opere presentate in coerenza con la fisionomia del festival e il tema annuale. Tra questi Paolo Rossi, prorompente e peculiare comico dalle idee sempre innovative con una sua provocatoria stand up comedy che parte dai miti per approdare al contemporaneo; Moni Ovadia, poliedrico intellettuale, ideatore di un teatro musicale peculiare, che sarà diretto da Daniele Salvo in una rilettura moderna del mito di Ovidio; Marco Baliani, tra i più importanti e intensi protagonisti della generazione di attori-narratori con il suo “Quando gli dei erano tanti”; Andrea Tidona, altro volto molto noto del cinema e della televisione che da anni porta in scena un suo percorso teatrale legato alla scena antica, con “Agamennone” di Ritsos, Antonio Calenda, tra i più importanti maestri del teatro italiano. Largo è lo spazio dedicato a spettacoli realizzati da giovani compagnie, come “Oreste” per la regia di Dario Battaglia, prodotto dalla compagnia Lombardi Tiezzi, “Pluto o il dono della fine del mondo” del Gruppo della Creta e l’innovativo “La più grande tragedia dell’umanità” della compagnia Evoè in cui protagonista sarà il pubblico che dovrà, in un gioco continuo di interazione con gli attori, votare – appunto – la più grande tragedia dell’umanità e, infine, “Troiane”, adattamento dalla tragedia di Euripide in cui più dolorosamente è condannata la guerra. Concluderà il festival una nuova produzione dal titolo “Dormono sulla collina”, una Spoon River degli eroi antichi  di Barbara Gizzi, con protagonista Massimo Cimaglia.

Coerentemente la Residenza – destinata a professionisti under 35 individuati attraverso bando di selezione – sarà incentrata su “La Pace” di Aristofane e diretta dal Maestro Carlo Boso, tra i più importanti eredi della commedia dell’arte. Allievo di Giorgio Strehler e artista di fama internazionale, Boso è co-direttore dell’Académie Internationale Des Arts du Spectacle , direttore della Cour de Barouf ad Avignone e docente presso università francesi, canadesi e spagnole. La Residenza costituirà un viaggio nell’uso del corpo, della voce, delle emozioni e diventerà uno spettacolo di cui sarà offerta la prima assoluta.

Sono previsti, inoltre, eventi collaterali di prestigio come “L’arte delle maschere”, mostra temporanea presso il MarTa, uno dei musei archeologici più importanti al mondo che è partner del festival fin dalla prima edizione, curata da Gaetano Prisciantelli, dedicata alle creazioni del Maestro Giancarlo Santelli, geniale artista/artigiano nato in provincia di Bari che ha lavorato con artisti come Eduardo De Filippo, Massimo Ranieri, Gigi Proietti, Roberto De Simone, Giorgio Strehler, Dario Fo, Massimo Troisi, Franco Zeffirelli.

Ad accompagnare il pubblico nella visione delle maschere sarà Carlo Boso che porterà gli uditori in un vero e proprio viaggio nel mondo delle maschere, dall’antichità alla Commedia dell’Arte.

Il festival, grazie alla stretta collaborazione con la cooperativa teatrale CREST, ha come centro principale l‘Auditorium TaTà, in pieno quartiere Tamburi, il quartiere delle acciaierie, nell’ottica di riequilibrio territoriale che è il focus della nostra mission. Alcuni spettacoli saranno proposti al Teatro Comunale Fusco, segno della stretta collaborazione tra il festival e il Comune di Taranto, nel cuore della città.

 

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