Abusivismo edilizio, inquinamento, pesca illegale: anno dopo anno, la Puglia si riscopre tristemente sempre ai primi posti per numero di reati che riguardano direttamente le coste e il mare, che ogni anno vengono analizzati da Legambiente nel rapporto “Mare Monstrum”.

Riguardo al 2024, in Italia le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno effettuato 935.878 controlli e accertato 25.053 reati: +9,2% rispetto al 2023. Anche le violazioni amministrative sono aumentate: lo scorso anno gli illeciti sono stati 44.690, +21,4% rispetto all’anno prima. Il quadro è agghiacciante: significa che in media, in Italia, vengono commessi 8,4 illeciti per ogni chilometro di costa.

Un illecito ogni 119 metri. Legambiente sottolinea come la metà dei reati si concentri nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa e cioè Campania (prima in classifica con 4.208 illeciti penali), Sicilia e al terzo posto di un podio su cui nessuno vorrebbe salire anche la Puglia con 2.867 reati (pari all’11,4% del totale). Completano il quadro della situazione in Puglia nel 2024 le 42 persone arrestate per reati ambientali, 3.135 persone denunciate, 710 sequestri effettuati, 3.527 illeciti amministrativi scoperti (7,9% del totale), 6.341 sanzioni amministrative elevate per un valore totale che supera (compresi i sequestri) i 28 milioni di euro.

I reati più diffusi sono il ciclo illegale del cemento (10.332 reati, +0,7% rispetto al 2023), il ciclo illegale dei rifiuti e mare inquinato (7.925 reati, +24,4%), e la pesca illegale (4.553 reati, +6,7%). E per ciascuna tipologia di reato, la Puglia è sempre ai primi posti se si guardano i numeri assoluti: per l’abusivismo edilizio, le cave fuorilegge e le occupazioni illecite del demanio marittimo è seconda dopo la Campania con 1.219 reati accertati (l’11,8% del totale nazionale). Va male anche sul fronte dei depuratori (inesistenti o mal funzionanti), degli scarichi fognari abusivi e sversamenti illegali di liquami e rifiuti: in questo caso la Puglia è terza in Italia dopo Campania e Calabria con 936 reati accertati (11,8% dei reati nazionali). Seconda dopo la Sicilia, invece, per la pesca di frodo con 567 reati. La situazione migliora se si considera il numero dei reati n rapporto ai chilometri di costa: in questo caso, con i suoi 865 Km di litorale, registra 7,4 reati per chilometro, scendendo al 13esimo posto in una ideale classifica per regioni.

«La morsa delle illegalità lungo le coste italiane richiede interventi urgenti ha spiegato Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio ambiente e legalità di Legambiente . L’abusivismo edilizio resta una piaga profonda, alimentata dalla presunzione diffusa di poter occupare il demanio marittimo o realizzare manufatti fuorilegge in nome di un presunto “diritto” al godimento privato del mare e dalla scarsa efficacia della risposta da parte delle istituzioni, a partire dai Comuni. Ma il Belpaese è anche ostaggio di uno dei mali più antichi, l’inquinamento frutto della maladepurazione, per cui attualmente pendono quattro procedure d’infrazione da parte dell’Europa a suo carico».

*credit foto Legambiente

 

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