Il progetto UTM HUB al porto di Taranto è partito. Dopo aver ottenuto l’autorizzazione ZES nel giugno dello scorso anno, la società ha infatti ottenuto in contemporanea la concessione demaniale ventennale per l’area del molo Polisettoriale, chiudendo un iter avviato diversi anni fa.
La società United Task Management, che risulta facente capo ai due soci Mauro Carriglio e Gianluca Fortunato (rispettivamente General Manager e CEO), nel febbraio del 2022 presentò un’istanza per un’area portuale di mq. 11.160, insistente sulla parte retrostante della Calata V del Porto di Taranto, al fine di realizzare un hub portuale finalizzato alla logistica e allo sviluppo di attività impiantistiche. Attualmente sono partite anche le attività di caratterizzazione dei terreni dove sorgeranno gli edifici previsti dal progetto.
Nelle intenzioni della società l’hub dovrà rappresentare una via preferenziale per la spedizione navale di manufatti, assemblati in area, di entità e pesi eccezionali (strutture, serbatoi, piping, apparecchiature e parti elettro-strumentali per le tipologie industriali suddette, caldaie di grandi dimensioni, sistemi offshore e package anche relativi a impianti e quadristica elettrica e altre tipologie simili), forti delle “esperienze maturate nella progettazione, direzione e gestione di impianti in vari settori industriali, dalla siderurgia, alla petrolchimica alla produzione di energia”, specializzati nella “progettazione, supervisione delle fasi di costruzione e montaggi e controlli di qualità nonché selezione dei subfornitori più idonei” per i medesimi.

Il servizio proposto dalla società, mira infatti a creare un riferimento specializzato e moderno per i Clienti che vogliono poter costruire, completare, assemblare e utilizzare qualsiasi opera industriale nel porto di Taranto e facilitarne la ultimazione a bordo della banchina di carico predisponendo e attivando tutte le operazioni necessarie al completamento e all’imbarco, compreso imballi e logistica.
Tra i criteri valutati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio ai fini della concessione, l’esperienza nazionale ed internazionale del proponente nell’attività proposta;, la capacità economica e finanziaria del proponente con riferimento al fatturato specifico nell’attività proposta, gli obiettivi di traffico e di sviluppo della logistica portuale e retroportuale in coerenza con le indicazioni del Piano Strategico nazionale della portualità e della logistica e degli altri strumenti di programmazione nazionale e regionale di settore vigenti, la natura e la rilevanza degli investimenti proposti, infrastrutturali e sovrastrutturali, quali impianti, attrezzature e tecnologie finalizzate allo sviluppo della produttività portuale, alla tutela dell’ambiente e della sicurezza, sia in termini di “safety” che di “security”, compresa la valutazione del finanziamento utilizzato in termini di capitale pubblico/privato, il piano occupazionale compreso l’obbligo di ricorrere alle assunzioni dei lavoratori di cui alla Taranto Port Workers Agency Srl nelle percentuali che saranno stabilite dal Comitato di Gestione, la capacità di assicurare le più ampie condizioni di accesso per gli utenti e gli operatori interessati ed una adeguata continuità operativa del porto, la sostenibilità e l’impatto ambientale del progetto industriale proposto, il livello di innovazione tecnologica e partenariato industriale con università e centri di ricerca.
La speranza è che anche questo progetto possa servire a diversificare le attività del porto di Taranto, vista la sua dipendenza ancora attuale dalla grande industria e la crisi strutturale da tanti anni nel settore del traffico merci.
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