Il progetto Bus Rapid Transit (BRT) continua a far discutere a Taranto. A esprimere preoccupazione è la Confartigianato Taranto, che denuncia l’assenza di un reale confronto con la comunità cittadina e con gli esercenti.
“Lo scorso mese di giugno Confartigianato fu la prima a lanciare l’allarme sul disagio e la preoccupazione della cittadinanza, residenti ed esercenti, per la mancanza di adeguata informazione e coinvolgimento sul progetto Bus Veloci BRT, che avrebbe invaso le proprie strade,” ha ricordato Paolillo. “Avevamo chiesto, invano, all’Amministrazione comunale di fermarsi un attimo e procedere ad un necessario confronto con le parti interessate. Ma purtroppo non è stato così e come temevamo i cantieri vanno avanti a testa bassa ed il disagio e le preoccupazioni sono aumentate a dismisura.”
Il segretario rimarca come la svolta annunciata rischi di non produrre gli effetti sperati: “Sulla carta, la BRT nasce con il dichiarato proposito di garantire efficienza e puntualità nei percorsi tracciati tra i vari quartieri. Ma siamo davvero certi che questa svolta indurrà i tarantini a lasciare finalmente l’auto per andare in centro, fare shopping, andare a teatro o passeggiare sul lungomare e poi tornare a casa? O si finirà paradossalmente per agevolare ancora di più il raggiungimento dei noti centri commerciali?”
Tra le criticità più evidenti, Paolillo segnala la drastica riduzione dei parcheggi: “Parliamo di migliaia di posti auto definitivamente cancellati lungo il percorso dei bus veloci, e sembrerebbe che non sia contestualmente già prevista alcuna compensazione ufficiale di parcheggi.” E aggiunge: “A Bari, già ricca di silos auto, per le BRT l’Amministrazione ha affidato per tempo a società specializzate l’elaborazione di un piano sosta e parcheggi per compensare la perdita di posti auto. A Taranto, invece, nulla di tutto questo.”
Non mancano dubbi anche sulla tenuta del sistema Park & Ride e sul possibile impatto economico per i negozi: “Se si chiudono le strade e si tolgono i parcheggi, tutte queste criticità rischiano di mettere in ginocchio il tessuto commerciale della città, già notoriamente ampiamente disastrato di suo da molti anni.”
Ci sarebbe poi, a dire del segretario, l’assenza di una visione urbanistica complessiva: “Altro triste paradosso è che un’infrastruttura di tale portata viene fatta in assenza del nuovo Piano Urbanistico Generale, di cui la BRT doveva invece esserne parte integrante per rendere i quartieri autosufficienti, anche per l’economia di prossimità.”
Da qui l’appello finale: “Quindi che si fa? Si continua a navigare a vista, come va va, o si vuol procedere ad un serrato partecipato confronto per ricercare soluzioni concrete per ridurre le criticità? Conoscendo il Sindaco Bitetti siamo fiduciosi che prenderà a cuore la situazione.”
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