La premessa iniziale è indispensabile. Commenteremo le “vicende” rossoblu cercando, quando possibile, di sdrammatizzare. Quindi nessuno si senta offeso da battute e giochi di parole.Il tutto avverrà, come direbbe Vecchioni, “Per amore solo per amore”.

Non senza difficoltà era stato il primo successo all’esordio del nuovo Taranto di mister Danucci, ma si sa che “non c’è rosa senza Spina…zzola”; per fortuna che, con l’ingresso di Russo, in campo la squadra abbia iniziato a parlare… un’altra lingua, trovando il gol vittoria e consentendoci di commentare ermeticamente, con il maestro Ungaretti…”Ed è subito Souare”.

Prima del secondo match, la querelle Jallow. A prescindere da un certo ostracismo da parte della Lega, già palesato nell’accogliere parzialmente la richiesta di posticipare l’inizio del nostro campionato, la gestione della vicenda non è stata sicuramente una bella figura per la società e peri suoi addetti in materia. Intorno a questo mancato acquisto si è alzato un alone di mistero cosi fitto, da poter essere risolto solo da lei, appunto…”La signora in jallow”.

Nel secondo match contro i rossoverdi di Polignano a Mare si sono visti alcuni sbandamenti in fase difensiva. Forse a causa della presenza Del…vino, Serafino ha ubriacato la retroguardia rossoblu realizzando il classico (bel) gol dell’ex.

Per fortuna la reazione è stata immediata ed il Taranto, con il suo centravanti, ha risposto agli avversari dicendo:“I…moh…pareggio e poi si pensa”!

Lo stesso Imoh, con le squadre quasi non ancora uscite dallo spogliatoio per la ripresa, aveva realizzato il gol del vantaggio, ma quando sembrava che il peggio fosse passato, è arrivato il gol del nuovo pareggio, subito su una ripartenza da corner in modo sinceramente inguardabile, con il nostro portiere forse troppo incollato alla linea di porta, quasi come uno schermidore in pedana attaccato al suo “cavo”.

La stoccata, inevitabile e sanguinosa, faceva aleggiare nuovamente lo spauracchio del pareggio.

A regalare il successo ai rossoblu ed agli splendidi tifosi sugli spalti è arrivato, a pochi minuti dal termine, un treno (stranamente puntuale) dalla…Calabria, con il giovane centrocampista rossoblu che rimetteva il match sul binario giusto.

Esercizio quasi impossibile, addentrarsi in una disamina tecnico tattica e in giudizi attendibili su quanto visto. Le difficoltà ci sono ed erano prevedibili. Contro avversari già molto affiatati ed organizzati (noi lo siamo molto meno per ovvi motivi) e con una preparazione iniziata dopo Ferragosto, è difficile attaccare bene, vincere e convincere.

Se gli avversari erano “Poliminia”, noi siamo ancora una sorta di “Poli…ambulatorio” nel quale cercare terapie e specialisti adatti a metterci prima possibile in condizione di affrontare al meglio ogni avversario.

Per superare la “spanna di differenza” con le altre contendenti (qualcuna però già non Brilla sugli altri…Campi), probabilmente servirà qualche ulteriore innesto, di quelli in grado di elevare i valori tecnici, ma non aver perso punti per strada è stato fondamentale  per tutto l’ambiente.

Perché Il bello attira il bello e ciò che spicca da questa prima partita allo Stadio Italia di Massafra è che il binomio società/tifosi si è già creato. Tutti in tribuna, probabilmente anche quelli che dovevano essere in gradinata, con il Presidente Ladisa che si è quasi ritrovato a…condurre i cori.

Insieme, la passione dei tifosi e la volontà di costruire del nuovo presidente, incuranti di quei  “vecchi Hamtaro” che continuano ad agitarsi goffamente pubblicando sui social contenuti ricchi di…”nostalgia canaglia”.

D’altronde il problema stadio/disponibilità biglietti ci accompagnerà per tutta la stagione. Non si sapeva? È colpa di qualcuno? Non credo, è parte di un complicato processo di ripartenza nel quale ognuno deve fare il suo, anche i tifosi.

La società sappia mettere in atto i buoni propositi manifestati, attuando, altresì, quanto diceva Lorenzo dè Medici: “Dica pur chi mal vuol dire, noi faremo e voi direte”!

Quindi d’ora in avanti, accetteremo tutto? Giammai! Pazienza, fiducia e realismo, dovranno essere direttamente proporzionali ad una nuova ambizione, lontana da quel “baste ca gire ù pallone”, ma che sappia coinvolgere appassionare, inorgoglire.

Ricompattare l’ambiente si può e si deve, beneficiando, tutte le parti in causa, di una ritrovata normalità. In primis, dovrà agire la Società che si trova sicuramente a dover accelerare su più fronti; fatto questo che deve essere tenuto in debito conto (di qui la pazienza) ma non dovrà diventare, in futuro, un’attenuante (l’ambizione da ritrovare).

Insomma, siamo di fronte al tentativo di costruire un palazzo su un terreno reso paludoso dalla mediocrità di chi avrebbe dovuto curarlo e non badare solo al proprio orticello.

Ci sarà da faticare ma…Se il buongiorno si vede dal mattino, forse possiamo passare dal malinconico “addà passà a nuttate” ad uno speranzoso auspicio alla Cremonini, ovvero:

“Domani sarà un giorno migliore, Vedrai!”

*a cura di Marcello Fumarola (editorialista esterno corriereditaranto.it)

**foto Paolo Occhinegro

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