C’è voglia di calcio a Taranto. C’è voglia di dare un calcio al passato e di riprendere contatto con la passione per i colori rossoblù per troppo tempo soffocata da gente che ha giocato con i nostri sentimenti.

Tutto questo si è percepito allo stadio Italia di Massafra dove 1300 tifosi rossoblù hanno compiuto un atto di liberazione: tornare finalmente a gridare, con tutta la voce che c’è in corpo, “Forza Taranto”. Siamo in Eccellenza, purtroppo, ma non conta. Conta l’amore per questi colori.

Il prepartita è stato spontaneo. Sciarpe, bandieroni, cori. Uno in particolare, dal sapore vintage, all’arrivo del presidente del nuovo Taranto Vito Ladisa.

Fa caldo, fa tanto caldo. Abbiamo il sole di fronte. Le squadre fanno il loro ingresso in campo tra gli applausi scroscianti.

Comincia la partita e dopo una manciata di minuti l’ex Serafino, ora nel Poliminia, ci infligge il primo dolore. Fortunatamente il Taranto trova subito il pari con Imoh ed il tifo sale: “Gonfia la rete”, si canta dagli spalti.

La difesa a 3 non convince. Il gioco è fatto di continui lanci poco precisi per lo scattante Souare, match-winner del primo match della stagione. Finisce il primo tempo e l’impressione è che serva una svolta dalla panca.

Il secondo tempo comincia con il botto: Imoh fa doppietta e ci regala il vantaggio in rimonta. L’incitamento alla squadra raggiunge livelli altissimi.

Il Taranto gioca bene, il pubblico si infiamma per le sgroppate devastanti sulla fascia di Souare. Poi improvvisa arriva la doccia fredda: errore clamoroso su calcio d’angolo a nostro favore; il Polimnia con una rapida ripartenza fa 2-2 cogliendo di sorpresa un Taranto troppo scoperto. La squadra rossoblù cala.

Comincia a salire una certa preoccupazione confermata da un gol degli avversari fortunatamente annullato per fuorigioco. Nel momento in cui,, forse ci eravamo rassegnati al pareggio, Calabria segna il 3-2. Sospiro di sollievo. Si riprende a cantare con grande impeto.

Quanto manca? I minuti sembrano scorrere lentamente ma poi arriva l’urlo liberatorio. È finita. Tre punti pesantissimi guadagnati. C’è tempo per correggere quello che non va. Ora conta solo vincere. La squadra saluta il suo caloroso pubblico. Prima sotto la tribuna e poi sotto la gradinata.

C’è voglia di calcio, c’è voglia di gioire per questi colori. Non importa la categoria. Siamo tornati e non ce ne vogliamo andare più.

*a cura di Marco Bandini

*foto di apertura Paolo Occhinegro

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