Fonti vicine al dossier confermano le indiscrezioni riportata anche da “Il Sole 24 Ore” per la vendita dell’ex Ilva, Acciaierie d’Italia, e cioè che dagli azeri di Baku Steel Company è stata manifestata una rinuncia ad acquisire gli asset industriali dell’azienda, mentre restano in campo gli indiani di Jindal Steel International e gli americani di Bedrock, con i quali il confronto prosegue. Non si esclude che i due gruppi possano fare offerte diversificate per l’ex Ilva, visto che è possibile acquisire oltre all’intero gruppo, il polo degli stabilimenti del Nord (Genova, Novi Ligure e Racconigi) e il polo di Taranto.

La proposta azera, evidenziano le fonti, si basava sulla necessità di una nave rigassificatrice per far fronte all’importante fabbisogno di gas necessario per realizzare a Taranto il polo del Dri. Per questo all’interno del consorzio azero la parte forte era la compagnia statale Socar.

Adesso, evidenziano ancora le fonti vicine al dossier, l’impossibilità di far approdare la nave a causa del chiaro “no” del nuovo sindaco di Taranto, Piero Bitetti, unita anche ai continui rilanci dello stesso sindaco sul tema anche a mezzo stampa, hanno reso necessario comunicare formalmente agli investitori, per il tramite dei commissari di AdI – come peraltro, annunciato dal ministro Adolfo Urso la scorsa settimana -, il definitivo rifiuto della città pugliese all’arrivo della nave rigassificatrice.

Ciò, spiegano le fonti vicine al dossier, determinerà non solo il ritiro degli azeri di Baku, ma anche l’impossibilità di costruire a Taranto il polo del Dri, relativo alla produzione del preridotto che serve ad alimentare i forni elettrici. Di conseguenza, si aggiunge, decade il fabbisogno di grandi quantità di gas.

Per le fonti vicine al dossier, ciò ha fatto perdere interesse agli azeri, che hanno deciso di spostare gli investimenti previsti su altri importanti asset italiani. Con il primo bando di gara per la vendita dell’ex Ilva, quello lanciato a luglio 2024, la proposta degli azeri era stata giudicata la migliore fra le tre pervenute per l’intero gruppo. Le altre due erano quelle di Jindal e Bedrock.

Adesso bisognerà capire se sarà spostata in avanti la data prevista per la scadenza della presentazione delle offerte (15 settembre) e se l’uscita di scena degli azeri sarà da considerarsi momentanea oppure definitiva.

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