L’incontro al ministero del Lavoro sull’ex Ilva si terrà il 18 settembre. Dopo un primo posticipo al 30 settembre, è arrivata una nuova comunicazione da parte del ministero del Lavoro dell’anticipo della riunione, questa volta al 18 settembre alle ore 15:30, come riferiscono i sindacati.

Al centro del confronto, ci sarà la prosecuzione del confronto sulla richiesta di cassa integrazione straordinaria presentata da Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria.

Soltanto pochi giorni fa, nella comunicazione di rinvio, il ministero scriveva come “verificata la necessità di svolgere ulteriori complessive e puntuali valutazioni sulla crisi in atto, sull’utilizzo e sulla consistenza dell’ammortizzatore sociale si è proceduto al rinvio dell’incontro che era previsto per il 10 settembre”.

La riunione servirà alla prosecuzione dell’esame congiunto di cui all’articolo 24 del d.lgs. n. 148/2015, avente ad oggetto il ricorso al trattamento di integrazione salariale ai sensi dell’articolo 7, comma 10-ter, del decreto-legge n. 148/1993, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 236/1993, è rinviata al giorno 10 settembre ore 11, ferma restando la sospensione dei termini di cui all’art. 24, comma 5, del d.lgs. n. 148/2015.

Lo scorso 12 giugno Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria (AdI) ha presentato un’istanza per modificare la cigs per i dipendenti dell’ex Ilva ampliandola a 4.050 (di cui 3.500 a Taranto) rispetto alle 3.062 unità ad oggi autorizzate. Il precedente programma di cassa integrazione guadagni straordinaria era stato autorizzato appena lo scorso mesi di marzo per 12 mesi.

Queste le richieste avanzate dai commissari di AdI in AS che, nello specifico, riguardano 885 nell’Area fusione, 1.275 nell’Area laminazione, 1.340 nell’Area servizi e staff. Per quanto riguarda gli altri stabilimenti del gruppo, le richieste riguardano 20 unità a Racconigi, 15 a Legnaro, 175 a Novi Ligure, 35 a Marghera, 270 a Genova, 25 a Milano e 10 a Paderno.

“Sopravvenute e non prevedibili esigenze impiantistiche determinano – si leggeva nell’istanza avanzata dalla società lo scorso 12 giugno – la necessità di incrementare il numero complessivo di lavoratori dei siti oggetto dell’istanza potenzialmente interessati dalle contestuali sospensioni in Cigs”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/06/12/adi-in-cassa-oltre-4mila-lavoratori/)

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