Sembrava un argomento ormai bypassato ma evidentemente siamo di nuovo in campagna elettorale ed il tutto si riduce a una baruffa politica. Stiamo parlando della scelta, da parte del Comitato organizzatore dei Giochi del Mediterraneo di ospitare atleti e delegazioni dei Giochi del Mediterraneo 2026 su due navi da crociera, ormeggiate nel porto per tutta la durata della manifestazione. La spesa prevista è di circa 30 milioni di euro, cifra contestata da chi avrebbe voluto la realizzazione di un villaggio olimpico sul modello delle grandi competizioni internazionali (il senatore Mario Turco del M5S ndr) oppure l’utilizzo dei villaggi turistici di Castellaneta Marina (l’ex direttore generale dei Giochi, Elio Sannicandro), località che dista a 34 km da Taranto e che avrebbe tenuto gli atleti, quindi, lontani (giusto per “accontentare” quelli che parlano di ricadute economiche per il campoluogo jonico) dal cuore dell’evento.

Facendo un po’ di ordine ricordiamo che la proposta di utilizzare villaggi fuori da Taranto fu bocciata dal Comitato Internazionale con nota del 20 marzo 2024 specificando che “gli atleti devono essere ospitati tutti insieme a Taranto”.

Inoltre la costruzione di un villaggio a Taranto non è mai stata presa in considerazione, tantomeno erano mai stati previsti fondi per realizzarlo, come per i villaggi Milano-Cortina di cui si riporta qui il quadro sintetico per i villaggi in costruzione con relativi costi:

1)Milano – Porta Romana

Capienza 1.700 atleti; investimento 140 milioni di euro.

2)Cortina d’Ampezzo – Fiames (moduli “mobile home”) con 377 casette per 1.400 atleti da smantellare alla fine dei giochi; costo comunicato circa 40 milioni di euro

3)Predazzo (Val di Fiemme) – Scuola Alpina GdF

Ospitalità per 610 atleti e quadro lavori dell’intervento 50,3 milioni di euro.

Totale complessivo: 230 milioni(Milano 140 + Cortina 39 + Predazzo 50,3) per 3700 ospiti a cui aggiungere il vitto.

Facendo la  proporzione con Milano- Cortina, visto che a Taranto ci saranno 4500 ospiti, la costruzione di un villaggio avrebbe superato i 250 milioni a cui si aggiungerebbero i costi per il vitto.

Praticamente, i 275 milioni messi a disposizione dal Governo per gli impianti, sarebberi da soli, serviti – se si fosse partiti per tempo con questa idea e non un anno dall’evento – a costruire il villaggio .

Fa strano che a cavalcare l’onda di queste polemiche tra post social e comunicati stampa c’è chi il 21 luglio del 2023, quando c’era il vecchio Comitato, che aveva aderenze con il presidente della Regione Emiliano, attraverso un comunicato stampa affermava: “Basta contrapposizioni: serve responsabilità per non vanificare le attese di riconversione del territorio”. Un appello che andrebbe rinnovato ora che si è a meno di un anno dall’evento ma, evidentemente, il gioco delle parti (politiche) suggerisce di “mettersi di traverso” come si usa dire dalle nostre parti.

 

Una risposta

  1. Se si deve utilizzare una nave perché non la Garibaldi che è in disarmo ma può contenere qualche migliaio di persone? Forse con qualche intervento non costoso si potrebbe fare. Provare a interpellare la marina non costa nulla.

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