Quando si parla di verde urbano e della pianificazione urbanistica di queste aree è facile pensare a grandi parchi e viali alberati, sottovalutando l’importanza di ritagliare piccoli spazi come aiuole e giardinetti di quartiere.

Anche gli angoli verdi di dimensioni più modeste, infatti, assolvono perfettamente alla funzione di migliorare la qualità dell’aria e contribuire a regolare la temperatura, configurandosi in aggiunta quali luoghi di incontro e socialità, in particolare per bambini, ragazzi e persone anziane.

Una dimostrazione è offerta nella nostra città da piazzetta Bino Gargano, situata all’incrocio tra via Firenze e via Venezia: un luogo non esente da problematiche passate e presenti, ma comunque ricco di alcuni spunti interessanti che potrebbero essere applicati anche altrove.

Alcuni attrezzi per il fitness, ad esempio, come la panchina con pedali e altri strumenti pensati per esercitare la parte superiore del corpo, andrebbero posizionati anche in altri giardini pubblici, magari meno vicini come questo alla strada e al traffico e con più verde a disposizione.

Realizzare un numero maggiore di queste “palestre all’aperto”, infatti, comporta numerosi vantaggi: dall’abbattimento delle barriere economiche per chi non ha la possibilità di fare attività fisica a pagamento alla stimolazione di uno stile di vita più attivo per tutti, dai giovani agli anziani. Si tratta, poi, di attrezzi che richiedono poca manutenzione (se correttamente usati e non sottoposti ad atti di vandalismo), costo zero per l’uso e aumentano notevolmente il valore delle aree pubbliche in cui vengono installate, favorendo quei processi di aggregazione sociale e sana attrattiva di cui spesso si parla.

Presenti alcuni giochi per i bambini e la pavimentazione antitrauma: nonostante la recente installazione, ad opera della precedente amministrazione comunale, sono stati danneggiati ma anche doverosamente ripristinati pochi anni fa.

In un angolo della piazzetta una statua della Madonna con piante e lumini votivi testimonia l’appropriazione affettiva del luogo da parte di alcuni residenti: piccoli gesti che certificano l’importanza data agli spazi urbani dai cittadini.

Certo, la pulizia continua a scarseggiare e nel tempo sono state numerose le segnalazioni dei cittadini a riguardo: dall’abbandono dei rifiuti sul marciapiede che circonda la piazza, spesso ad opera di residenti in altri quartieri, alle immancabili lattine abbandonate ai lati delle panchine, fino alle cicche di sigaretta e alle deiezioni canine che imbrattano le aiuole. Anche la manutenzione del verde, negli anni, è stata contestata dai residenti, che hanno lamentato trascuratezza e abbandono a periodi alterni.

Cambia il quartiere, insomma, ma la sostanza sembra restare la stessa, fatte le dovute proporzioni con altre realtà in cui il degrado la fa da padrone.

Alcuni cittadini, in passato, hanno anche attuato in autonomia interventi di pulizia della zona, per preservare questo piccolo angolo di verde e socialità del quartiere.

La sensazione permane identica, anche in questo caso, rispetto a quella che è possibile provare in altri luoghi della città: un potenziale inespresso, un senso di abbandono contro cui si cerca di lottare anche attraverso azioni volontarie, la necessità sempre più urgente di una proficua e duratura collaborazione tra cittadini e istituzioni.

One Response

  1. Taranto è il terzo mondo ormai siamo terra di conquista ,terra di schifo e di indecenza e più faremo i debosciati e più l’inquinamento e le fonti inquinanti non cesseranno di esistere ,Taranto sei una vergogna ,e chi ti rappresenta sta lì questo per evidenziare lo schifo che sei . Associazioni e quant’altro chiedono la nave del cax ma ci rendiamo conto !?? ,dissalatore , discarica che poi dopo tutto lo schifo e i malati che ci sono non sappiamo come curarci ..non ultimo un malato oncologico che il giornale non racconta che deve aspettare due mesi per una vista “in Basilicata” ma di cosa stiamo parlando e poi i pezzi di me egoisti chiedono altre fonti inquinanti soltanto per dire che esistono (schifosissimi ).

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