“Va bene così la rettifica, sindaco Bitetti? Non ce n’era bisogno, secondo noi. Bastava una telefonata. Inutile sollevare questo polverone. Non abbiamo detto che le cozze di Taranto non si possono mangiare. Tutt’altro”.

Corre ai ripari Enzo Magistà, ex direttore di TeleNorba, dopo il clamore mediatico sollevato dalle sue dichiarazioni a Mi Manda Rai 3, in cui aveva affermato che le cozze tarantine sarebbero allevate “nel Mar Piccolo inquinato dalla diossina”. 

Frasi che hanno scatenato la reazione decisa di cittadini, associazioni di categoria e produttori; in particolare, Confcommercio Taranto aveva parlato di “grave disinformazione”, ricordando in una nota ufficiale che “la “Cozza Nera Tarantina” è un presidio Slow Food e che l’intera filiera è sottoposta a controlli rigorosi da parte di ASL e Arpa. Ogni anno, entro il 28 febbraio, la produzione viene spostata dal Primo al Secondo Seno del Mar Piccolo o al Mar Grande per garantire il massimo livello di sicurezza”.

Una vera e propria bufera che nella serata di ieri ha spinto il sindaco Bitetti a chiedere a Magistà di fare rettifica pubblica di affermazioni ritenute “del tutto false, infondate e lesive dell’immagine della città, rischiando di produrre un danno concreto alla fiducia dei cittadini, agli operatori economici e alla stessa reputazione turistica del territorio, amplificato dall’ampia diffusione del programma televisivo e dalla risonanza sui social”.

Il primo cittadino aveva aggiunto che, in mancanza di riscontro formale entro tre giorni, sarebbero state intraprese azioni legali nell’esclusivo interesse della città e della sua immagine.

A stretto giro la replica di Magistà: “A cozze in faccia”, questo il titolo dell’intervento del giornalista questa mattina, all’interno della sua rubrica “Il Fatto” sul sito Faxonline.

“Non ho mai detto non mangiate le cozze di Taranto – ha spiegato – Anzi, ho sottolineato che io stesso le mangio. E se le mangio, è perché so che non sono inquinate: prima di arrivare in pescheria, infatti, sono sottoposte a controlli rigorosi. Dire il contrario sarebbe falso o quasi del tutto falso”.

Il giornalista ha, però, ribadito un punto: “È vero che vengono allevate nel primo seno del Mar Piccolo, che è inquinato. Non lo dico io, ma le ordinanze della Regione Puglia, che obbligano i mitilicoltori a spostare le cozze nel secondo seno per completarne la crescita”.

Magistà ha quindi chiarito la sua posizione: “Un conto è il mare inquinato, un altro conto è la cozza che arriva sulle nostre tavole. Se ho semplificato troppo, me ne scuso. Il concetto però è chiaro: le cozze di Taranto sono sicure”.

Sull’argomento: Giù le mani dalla cozza tarantina – Corriere di Taranto

 

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