Il destino dei collegamenti ferroviari da e per Taranto è tornato al centro del dibattito cittadino in un vertice che si è svolto nell’aula consiliare di Palazzo di Città. Un tavolo che ha riunito parlamentari, rappresentanti istituzionali e sindacati, ma non Trenitalia, assente nonostante l’invito. In videoconferenza è intervenuta l’assessore regionale ai Trasporti, Debora Ciliento. Presenti i deputati Vito De Palma (FI), Dario Iaia (FdI), Ubaldo Pagano (Pd), il presidente del Consiglio comunale Gianni Liviano, la commissaria regionale di Europa Verde Rosa D’Amato e i sindacalisti Francesco Zotti (Filt Cgil) e Giacomo Carpignano (Fit Cisl). Assente il senatore Mario Turco (M5S), impegnato in un dibattito televisivo.
L’incontro si è svolto nel giorno dei pesanti rallentamenti registrati in Puglia a causa di furti di cavi di rame tra Trinitapoli e Barletta e tra Ortanova e Foggia, episodio che ha reso ancora più evidente la fragilità del sistema. Grande attenzione è stata dedicata alla sospensione del Frecciarossa Taranto–Roma–Milano prevista dal 1° al 28 ottobre per i lavori sulla tratta Battipaglia–Potenza.
«La questione dei lavori sulle linee è un problema che ci eravamo già posti», ha spiegato l’assessore Ciliento. «Abbiamo cercato in tutti i modi di attenuare i disagi concentrando il grosso degli interventi sulla Bari–Taranto d’estate. Restano ancora in alcuni orari bus sostitutivi, ma l’obiettivo è migliorare il servizio regionale. Sul piano nazionale ho chiesto nuovamente l’inserimento dell’Intercity fino a Taranto. Non ho ancora ricevuto risposta, ma il blocco del tratto riguarda qualunque tipo di servizio, Intercity o Freccia che sia. È un problema che investe non solo Taranto ma l’intera regione».
Sulla lunga percorrenza «siamo in attesa – ha poi aggiunto l’assessore – di un tavolo tecnico con Trenitalia per capire come intervenire sul Frecciarossa. Purtroppo la Regione Puglia, a differenza della Basilicata, non può intervenire economicamente per questioni normative. Ma stiamo lavorando a stretto contatto con la Regione Basilicata per trovare una soluzione. Assicuro che la Regione sta prestando un’attenzione particolare a Taranto e non abbasseremo la guardia».
Duro l’intervento del sindaco Bitetti. «Il caso – ha sottolineato – ha voluto che oggi, per il furto di alcuni cavi di rame, si siano accumulati diversi ritardi. Ma il problema è più ampio: i collegamenti della terra ionica con il resto del Paese restano insufficienti. Noi non possiamo più permetterci questo isolamento. Abbiamo invitato Trenitalia, ma nessuno si è presentato. Forse non bastano più le richieste: dobbiamo pretendere risposte. C’è un investimento importante sulla stazione di Taranto, ma se non miglioriamo i collegamenti rischiamo di sperperare denaro pubblico. Sarebbe un peccato imperdonabile».
Bitetti ha alzato l’asticella dell’impegno politico. «Non molleremo. Se questo tavolo – ha promesso – non darà risposte, lo riconvocheremo. Vogliamo certezze da Trenitalia: su quali investimenti intende fare e con quali tempi. Non possiamo rimanere ostaggi dell’isolamento. Abbiamo voluto coinvolgere i parlamentari in maniera bipartisan, perché questi temi non hanno colori politici. Se necessario, arriveremo fino al ministro dei Trasporti».
Dal fronte parlamentare, Ubaldo Pagano (Pd) ha ricordato che «la disattenzione verso la terra ionica va avanti da più di cinquant’anni. Servono infrastrutture ferroviarie e viarie: il completamento del tratto autostradale Massafra–Taranto e il collegamento veloce con Lecce sono fondamentali. Così come lo è l’aeroporto di Grottaglie, pronto per i voli di linea».
Dario Iaia (FdI) ha parlato di emergenza condivisa: «Non contano i colori politici, ma il lavorare insieme per il bene della città. La situazione di decadimento non ci consente di restare inerti. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione».
Il governo, ha evidenziato Vito De Palma (FI), «ha investito molto sulla stazione e sulle infrastrutture ferroviarie di Taranto negli ultimi tre anni. Ora i collegamenti devono essere all’altezza. Con i colleghi Caroppo e D’Attis ho chiesto un incontro con l’Ad di Trenitalia per inserire il Frecciarossa nel contratto di servizio e potenziarlo fino a Lecce e Brindisi».
Gianni Liviano ha rivendicato il lavoro del Comitato per il rafforzamento dei collegamenti. «È un’esperienza di comunità – ha annotato – che serve a difendere un diritto fondamentale. Senza collegamenti efficienti penalizziamo turismo, servizi e famiglie. L’assenza di treni favorisce la speculazione dei bus privati che aumentano i prezzi, e questo è un danno enorme».
Per Rosa D’Amato «è necessaria sì una nuova stazione ferroviaria, ma soprattutto treni e servizi di manutenzione efficienti, con officina e lavaggio. Come Europa Verde-Verdi/AVS, siamo impegnati – scrive in una nota che porta anche la firma del co-portavoce provinciale Gregorio Mariggiò – affinché i collegamenti da e per Taranto siano aumentati e siano equiparati con le altre province pugliesi».
Francesco Zotti e Giacomo Carpignano, segretari Filt Cgil e Fit Cisl, che fanno parte del Comitato spontaneo, hanno precisato che «dal 1°ottobre circa 40 lavoratori resteranno senza impiego proprio perché alcuni treni interromperanno temporaneamente la loro marcia per cui va garantita la continuità occupazionale. Quindi l’appello a istituire «un tavolo tecnico permanente per monitorare non solo il servizio ma anche l’occupazione. Senza treni si svuota l’indotto: dai taxi ai bus, tutto è ai minimi storici. Taranto merita più Intercity e collegamenti diretti verso Roma e il Nord. Se non c’è mercato via Basilicata, c’è quello via Bari e va sfruttato».
Il vertice si è chiuso con l’impegno di istituzioni e parti sociali a fare fronte comune. Con un messaggio chiaro, che attende però risposte da troppo tempo: «l’isolamento ferroviario non è più tollerabile».
