La splendida Rotonda del Lungomare di Taranto, inizialmente accompagnata da un tramonto dai suggestivi colori, domenica sera, ha ospitato una festa di avvicinamento ai Giochi del Mediterraneo del 2026 con il concerto della raffinata Malika Ayane, l’esibizione coinvolgente della “nostra” Mietta- accompagnata dall’Orchestra giovanile della Magna Grecia- i discorsi istituzionali dai bei messaggi: “Taranto deve rimanere nei cuori di chi la visiterà e la ammirerà”, “I Giochi non saranno solo una grande manifestazione sportiva, ma anche un’opportunità di crescita culturale, sociale ed economica”, “La missione è chiara: unire i popoli del Mediterraneo attraverso lo sport, promuovendo pace e amicizia e lasciando un’eredità duratura alle nuove generazioni”. Chiusura con i fuochi di artificio in Mar Grande.
Non sono mancate, come al solito, però le polemiche per i disagi legati alla circolazione veicolare nel Borgo in una data in cui si è celebrata anche la “Giornata senz’auto”, alle quali si sono aggiunte quelle, forse, ancor più vibranti relative allo scarso coinvolgimento della cittadinanza all’evento.
Dal palco il presentatore di Rds ha parlato di duemila prenotazioni gratuite per assistere alla festa di accompagnamento al countdown dei Giochi, oltre le 300 poltrone circa destinate ad autorità civili e militari varie, assessori e consiglieri regionali e comunali, gente che si crede importante senza esserlo solo perché è stata invitata, giornalisti (relegati nelle ultime file).
L’errore di fondo è stato quello di non aver pubblicizzato abbastanza l’evento se non attraverso un paio di comunicati stampa ma soprattutto non aver evidenziato bene che per accedere alla Rotonda del Lungomare ci si doveva prenotare – previa registrazione – su Vivaticket.
Queste criticità nella comunicazione hanno, quindi, prestato il fianco alla critiche di chi sui social ha commentato con frasi del tipo: “evento per pochi intimi”, “evento per raccomandati”, “sembrava una festa privata”, “peccato per il pubblico relegato dietro ad una transenna a 50 metri dal palco, avanti solo Vip”.
Magari in una prossima occasione sarebbe opportuno coinvolgere maggiormente la cittadinanza tenendola più vicina al palco in modo che chi si esibisce ne possa sentire il calore e ridurre al necessario il numero di posti a sedere per gli invitati evitando così di regalare assist a chi intende indirizzare l’opinione pubblica, in una certa maniera, per fini personali.



