Deluso e arrabbiato per il flop (di pubblico) della serata di domenica, il Commissario dei Giochi del Mediterraneo, Massimo Ferrarese ci mette la faccia, riconosce che qualcosa non ha funzionato nell’organizzazione – anche a causa delle aumentate misura di sicurezza imposte dagli organi di competenza dovute al momento storico particolare – della festa di avvicinamento all’evento – che ha visto salire sul palco i deejay di Rds e le cantanti Mietta e Malika Ayane – e chiede scusa alla città (Una bella festa, per pochi… – Corriere di Taranto ).
“Doveva essere una festa dei tarantini, un momento per avvicinarli all’appuntamento più importante degli ultimi anni. Invece, salendo sul palco della Rotonda per il saluto, mi sono ritrovato davanti a cittadini lontani, costretti dietro le transenne – afferma al telefono con voce amareggiata Ferrarese – È stato intollerabile. Se avessi saputo prima come sarebbe stata organizzata la serata, non avrei mai dato il mio consenso.
È come se avessi organizzato un compleanno e gli invitati fossero rimasti fuori dal locale. Non esiste manifestazione che possa dirsi riuscita se il popolo resta fuori. Io stesso sono stato il primo a restarne deluso”.
In un video inviato dall’ufficio stampa di Taranto 2026 ci sono delle immagini girate da un drone dalle quali si nota chiaramente come la Rotonda fosse desolatamente vuota e che dei 2000 biglietti gratuiti prenotati su Vivaticket non vi era grossa traccia.
Ferrarese, che gode di ottima reputazione tra i cittadini di Taranto per aver dato un’accelerata ai lavori sugli impianti sportivi dei Giochi del Mediterraneo in un momento in cui c’era un profondo scetticismo – diverso da quello alimentato nelle ultime settimane in maniera strumentale – non si dà pace: “I Giochi non possono né devono appartenere solo alle autorità, ai politici o alle associazioni di categoria. I protagonisti veri saranno gli atleti e i cittadini di Taranto. Per questo ci sarà quanto prima un nuovo evento. Via le sedie, nessuna distanza dal palco, la gente sarà al centro. Voglio una partecipazione autentica, perché i Giochi devono essere sentiti come patrimonio collettivo. Sapremo farci perdonare”.


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