Strade che sembrano discariche a cielo aperto, video virali che mostrano cumuli di immondizia abbandonata, cittadini esasperati e città che appare sopraffatta dai rifiuti. Kyma Ambiente ha una sfida chiara davanti a sé: provare a far decollare la differenziata, ferma sotto il 28% nei mesi di giugno e luglio, quando la nuova governance non si era ancora insediata.

«Ora stiamo lavorando per recuperare», assicura il neo presidente Alfredo Spalluto, annunciando una serie di interventi mirati a cambiare volto alla città. «Quei cumuli – ha evidenziato – non sono frutto della nostra inefficienza, ma di indifferenziata abbandonata dagli incivili. Siamo costretti a un super lavoro con i nostri mezzi, ma non è normale. Non è questa una città normale. Bisogna differenziare. Bisogna costringere a differenziare. C’è una legge da rispettare. È una scelta di civiltà. Se i cittadini buttano tutto nell’indifferenziato, come vuoi fare i punteggi? In una città come Taranto non il 27% ma anche il 35% è poco. Noi dovremmo almeno arrivare al 60% se ci fosse una cultura del differenziare».
Scene di degrado estremo in alcuni quartieri (così come era accaduto nella precedente gestione sotto la presidenza di Giampiero Mancarelli), con sacchi accatastati sui marciapiedi e rifiuti sparsi anche davanti a negozi e pizzerie, sono spesso condivise sui social, generando indignazione e commenti dei residenti. «Questi video – ha affermato Spalluto – ci danno la misura della sfida culturale: non si tratta solo di raccogliere, ma di far capire che differenziare è un dovere civile».
La strategia dell’azienda non è più quella del passato. Sanzioni per chi non differenzia e rifiuti non conformi che non vengono ritirati sono già operative. «Stiamo lavorando innanzitutto con gli operatori più consistenti», ha spiegato il numero uno di Kyma Ambiente. «Ho incontrato più volte – ha annunciato – le associazioni dei commercianti, soprattutto nel settore food. Ristoranti e pizzerie differenziano poco o tutto finisce nei bustoni indifferenziati. Alcuni scaricano questi sacchi ovunque e poi ci accusano. I cittadini devono fare ciò che la legge e la civiltà prevedono».
Se il rifiuto non è conforme, non viene ritirato. «Tu ristorante che stai buttando tutto mischiato, vetro, organico, devi sapere che rimane lì il rifiuto. Magari paghi la multa e poi lo ritiriamo. Si può fare anche così», ha sottolineato Spalluto. Contemporaneamente, sono stati avviati confronti con enti militari, ospedali e supermercati per ottimizzare passaggi e orari e aumentare i contenitori, sempre con l’obiettivo della differenziazione.
Altri interventi riguardano gli strumenti di raccolta. Le pattumelle sono riservate agli immobili piccoli, mentre i carrellati ai grandi edifici, per migliorare l’efficacia della raccolta differenziata. «La pattumella garantisce un risultato migliore perché la famiglia gestisce direttamente il rifiuto. Nei carrellati comuni c’è la tendenza a mischiare. La maggioranza dei cittadini ancora non sente l’esigenza di differenziare», ha annotato il presidente di Kyma Ambiente.
Non solo raccolta: la sostenibilità economica dell’azienda è fondamentale. «Bisogna lavorare sul bilancio, sulle poste finanziarie e debitorie. Non è importante – ha riconosciuto Spalluto – solo il servizio, l’azienda ha bisogno di un bilancio che tenga. Registro che ci sono molti venti contrari. L’azienda ha dei problemi stratificati negli anni che bisogna andare a risolvere. Sotto l’aspetto del servizio c’è un problema anche di mezzi obsoleti che non puoi rinnovare se non c’è un’azienda finanziariamente forte. Sono fiducioso sul fatto che produrremo dei risultati favorevoli perché si sta lavorando alacremente e si sta lavorando nella direzione giusta».
I segnali di miglioramento, sostiene il dirigente della società partecipata, iniziano a intravedersi, ma la strada è lunga. Spalluto si augura che la differenziata diventi un’abitudine e non l’eccezione. «Il problema non è solo tecnico ma culturale. Il cambiamento parte dai cittadini e dai grandi produttori di rifiuti. Solo così – ha concluso il presidente in questa intervista al corriereditaranto.it – potremo invertire la rotta e far scomparire dalle strade immagini che oggi fanno vergognare».

Basterebbe una squadra di vigili in borghese che sequestrasse i mezzi degli incivili che scaricano. Ma sembra essere troppo difficile, meglio per loro discutere del sesso degli angeli
L’azienda deve beccare i tantissimi sporcaccioni e fare un po’ di cassa e riprendersi ,dobbiamo avere la pulizia notturna sempre, Taranto è zozza a certi livelli ,e la monnezza è troppa ,per cui non faccia come quell’incapace del suo predecessore ,si attivizzi e renda più vivibile questa città maledetta .
Dopo un breve periodo in cui si è visto un significativo miglioramento, la situazione purtroppo sta ritornando quella della precedente amministrazione. La pulizia notturna è necessaria sempre, è l’unica speranza per vedere pulito (ammesso che si spostino le auto) una volta al mese. I CCR andrebbero potenziati e i cittadini che se ne servono andrebbero incentivati. Questo anno invece hanno avuto la sorpresa che, per errore o di proposito, di vedersi ridotto o del tutto omesso il bonus differenziata ed è un gran peccato che l’amministrazione non abbia fatto nulla per riparare alla mancanza perché quelli che vanno li sono i migliori cittadini, cittadini ‘speciali’ su cui si può contare, che non vengono mai invitati agli spettacoli sulla Rotonda e che anche questa volta non hanno avuto quel minimo riconoscimento per il loro senso civico