“Sul progetto del termovalorizzatore – dichiara il Sindaco di Ginosa Parisi – non vedremo certo passerelle, né finti annunci o interrogazioni di facciata. La nostra posizione è chiara: continueremo a opporci in ogni sede a un intervento che rappresenta la morte del territorio e che non garantisce alcuna sicurezza per l’ambiente e la salute pubblica”.
Il Comune di Ginosa conferma così il massimo impegno per impedire la realizzazione del termovalorizzatore, “a tutela della salute pubblica, dell’ambiente e delle prospettive di sviluppo sostenibile della comunità”.
Lo scorso marzo, la Sezione Autorizzazioni Ambientali dell’assessorato regionale all’Ambiente (Dipartimento Ambiente, Qualità Urbana e Paesaggio) espresse giudizio favorevole di compatibilità ambientale condizionato, nell’ambito del procedimento ministeriale di Valutazione di Impatto Ambientale, sulla scorta del parere reso dalla Commissione tecnica per le valutazioni ambientali della Regione Puglia.
Il progetto di ampliamento dello stabilimento proposto dalla società Ecologistic S.p.A., non prevede incremento dei quantitativi di rifiuto in ingresso, con l’inserimento di una centrale termoelettrica in assetto trigenerativo, caratterizzata da una potenza di 90 MW termici e 20 MW elettrici, alimentata da CCS Combustibile (EoW) ottenuto esclusivamente dal trattamento della frazione plastica non recuperabile, prodotta dallo stesso impianto e non proveniente da impianti terzi Un progetto del quale ci siamo occupati spesso nei mesi scorsi. Precisando che il provvedimento inerisce esclusivamente al parere della Regione Puglia nell’ambito della procedura di VIA di competenza statale di che trattasi.
Dopo aver impugnato la determinazione della Regione Puglia, l’Amministrazione comunale di Ginosa ha trasmesso al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ulteriori osservazioni, in seguito alle integrazioni volontarie depositate da Ecologistic lo scorso giugno. La relazione integrativa presentata dalla società non ha fatto altro che confermare e aggravare le preoccupazioni già espresse: i rischi ambientali e sanitari sono concreti e le criticità progettuali insormontabili.
“Il documento evidenzia: emissioni in atmosfera con potenziale rischio di superamento dei limiti, piano di monitoraggio inadeguato, gestione incerta dei periodi transitori, utilizzo non giustificato del CSS come combustibile, trattamento delle acque reflue non conforme, studio sanitario incoerente e bilancio energetico non sostenibile. A tutto ciò si aggiunge l’incompatibilità con gli strumenti di pianificazione regionale – dal Piano Paesaggistico Territoriale al Piano di Gestione dei Rifiuti Speciali – oltre alla mancanza di requisiti urbanistici e amministrativi fondamentali per l’avvio della procedura autorizzativa” affermano dall’amministrazione comunale.
Dopo l’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Mario Turco al Ministro, la questione è stata sollevata anche alla Commissione Europea dagli eurodeputati del MoVimento 5 Stelle del gruppo The Left – Valentina Palmisano, Danilo Della Valle, Mario Furore e Dario Tamburrano – che hanno posto l’attenzione sulla compatibilità del finanziamento da 68 milioni di euro di fondi UE con il Green Deal e il principio “Do No Significant Harm”.
“Questo progetto è stato pensato male e presentato peggio. Non rispetta né l’ambiente né la salute dei cittadini, ed è incompatibile con le vocazioni agricole, turistiche e paesaggistiche del nostro territorio – prosegue Parisi – il nostro dovere, come istituzione, è difendere la comunità da un impianto che non produrrebbe alcun beneficio, ma solo rischi. Abbiamo già dimostrato con atti concreti la nostra contrarietà, impugnando i provvedimenti regionali e producendo osservazioni puntuali. Continueremo a farlo, insieme ai cittadini e alle istituzioni che condividono questa battaglia Ecologistic faccia un passo indietro: il nostro territorio non può e non deve diventare sede di un impianto tanto impattante” conclude il sindaco Parisi.
In realtà, oltre alle tante criticità sollevate dal Comune di Ginosa, dalla Regione Puglia e da Arpa Puglia e dai cittadini attraverso comitati e associazioni, anche il MASE nel giugno dello scorso anno aveva messo in evidenza una serie di lacune e contraddizioni sul progetto per la realizzazione del termovalorizzatore che la Ecologistic vorrebbe realizzare nel territorio di Ginosa dove nel 2014 rilevò il capannone ex Miroglio, dando il via alla risoluzione di una vertenza che si trascinava da un quinquennio dopo l’uscita di scena del gruppo tessile piemontese.
Adesso si è ancora in attesa di capire come si concluderà l’intera procedura e se il MASE, dopo i chiarimenti forniti dall’azienda, riterrà superate le tante criticità sollevate nei mesi scorsi.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2024/06/15/ecologistic-il-mase-frena-il-progetto/)
