Sulle offerte per l’ex Ilva di Taranto i commissari hanno comunicato “su mia indicazione, con correttezza e trasparenza, quali sono state le manifestazioni di interesse, quali per l’intero asset aziendale e quali per parti degli asset aziendali. Come tutti sanno nella commissione di gara devono esaminare innanzitutto in via prioritaria le offerte fatte per l’intero asset aziendale”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a margine dell’inaugurazione del Mile, il polo museale del distretto veneto della pelle ad Arzignano.
“La situazione del sito – ha dichiarato Urso – è resa complessa dalle tante questioni giudiziarie che di fatto ne riducono la capacità produttiva e ne mettono in difficoltà anche le prospettive di rilancio e di investimento“. “Il secondo altoforno è ancora sotto blocco giudiziale – ha ricordato il ministro – in attesa che la magistratura faccia il proprio lavoro. Ho rispetto per tutte le istituzioni, ma è indubbio che la capacità produttiva sia seriamente diminuita a causa di questa situazione”.
“Sappiamo tutti che è una sfida difficile per tanti motivi – ha aggiunto -, per il contesto in cui opera, le condizioni poste dagli enti locali, l’attività giudiziaria che ancora tiene sotto sequestro probatorio uno dei due altoforni, ma è importante per il rilancio della siderurgia italiana sulla strada del green. In questi tre anni abbiamo sostenuto la transizione green delle acciaierie del Nord Italia, finalizzato un accordo di programma con Gruppo Arvedi per il polo siderurgico di Terni che produrrà acciaio green per diversi comparti produttivi italiani aumentando l’occupazione”.
Inoltre, ha ricordato Urso, “abbiamo sottoscritto due accordi di programma con Jindal a Piombino per l’ammodernamento del treno rotaia e soprattutto con la grande multinazionale ucraina Metinvest che investirà 2,3 miliardi a Piombino per realizzare due forni elettrici così che questo polo siderurgico toscano tornerà a essere un grande polo green italiano ed europeo. Ora – ha concluso – occorre completare il percorso con la sfida più difficile che è quella di Taranto. Se ci riusciremo potremo dire tra pochi anni che l’Italia è l’unico paese in Europa a produrre acciaio al 100% green in tutti i suoi stabilimenti, a differenza di quanto si fa ancora negli altri paese europei. Per questo abbiamo chiesto all’Europa’ di tutelare la reciprocità”.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2025/09/27/ex-ilva-ecco-le-offerte-per-lacquisizione/)