Quella trascorsa è stata una settimana sin troppo movimentata dalle dinamiche esterne ai campi di gioco per la SS Taranto.
Occorre ribadire che proveremo a parlarne sempre con un pizzico di ironia, cercando di sdrammatizzare e, per quanto possibile, riderci sopra, senza mai voler offendere nessuno.
Inizialmente arrivano alcune risposte alle polemiche dei giorni scorsi da parte del Presidente Tisci che da un lato si tira fuori dal problema sul tesseramento di Jallow, dall’altro mette una nota sul quaderno a…Righi (ormai ben noto ds del Brindisi) per quelle dichiarazioni che già definimmo quantomeno affrettate dopo Taranto-Brindisi di Coppa.
Direttore biancazzurro che domenica, dopo il rigore assegnato a favore della sua squadra ad Acquaviva (che, per intenderci, ha ricordato quello su Boniek nella triste serata dell’Heysel) non ha commentato. Forse perché sull’Adriatico non si respira aria strana ma molto più…“condizionata”.
Questo Brindisi comunque fa cosi paura da provocare ai nostri una “strana reazione”, alla vigilia del match di ritorno di Coppa di categoria.
In realtà si è trattato di una intossicazione alimentare e la richiesta di rinvio della partita, non accettata dalla società brindisina, ricorda parecchio quella pubblicità che diceva: “Ti piace vincere facile!”…
Qualche problema epistolare tra le società, con il Brindisi che comunica di non aver ricevuto alcuna richiesta dallo Jonio e pertanto intona “Scrivimi” di Nino Buonocore, mentre il Taranto ripondeva già stizzito, cantando “C’è chi dice no” (al rinvio) di Vasco Rossi.
E allora, al momento di scendere in campo giovedi al Fanuzzi, è Mina la protagonista, perché da Taranto la decisione è ormai presa: “Non gioco più…Me ne vado (anzi non vergo proprio).
Questo brindisi in coppa non s’ha da fare insomma, o forse è solo rinviato.
La scelta di non giocare diventa una sorta di manifesto programmatico nelle dichiarazioni del presidente Ladisa:quel “Rispettiamo le istituzioni ma non accetteremo più torti”, racchiude orgoglio, spirito di identità e soprattutto consapevolezza dei propri valori. Quella che a Napoli definirebbero con una sola parola “cazzimma”, insomma.
Forse anche troppa (?) nella diatriba con il media partner (ma su questo, per deformazione professionale, mi astengo dall’esprimere un giudizio in mancanza di elementi di valutazione).
Mi limiterò pertanto ad un’altra citazione musicale per dire, con Enrico Ruggeri, che forse troppa “Polvere” si sta alzando su questa vicenda. Chi vivrà vedrà…e commenterà, ma restano le dichiarazioni forti del presidente quando dice che “la tifoseria sa bene chi c’è ora e chi c’è stato in passato”; la percezione è quella che proprio con quel passato si voglia rescindere ogni collegamento, eliminare ogni possibile contaminazione o coinvolgimento.
Vito Ladisa poi, riesumando le teorie di Giovan Battista Vico, parla anche di corsi e ricorsi storici, anzi correggo, parla di ricorsi prima presentati e poi “sportivamente” ritirati e che riguardano, guarda un po’, sempre quelli che respirano aria strana e vogliono vincere facile (vds quanto accaduto dopo Galatina-Brindisi, prima giornata di campionato).
E dopo tutto sto “can can” la prima risposta, quasi ironica, alle “precisazioni” della dirigenza rossoblu è stata…La designazione di un arbitro di Brindisi per la partita contro il Bitonto. Tra l’altro praticamente un “under”, classe 2007, che negli spogliatoi pare abbia offerto ai colleghi qualche pezzo della torta del suo diciottesimo.
Detto che presto sapremo se il “caso Jallow” assumerà colori favorevoli (ovviamente rossoblu), veniamo alle dichiarazioni “conservative” rilasciate in una intervista dal direttore sportivo rossoblu Riccardo Di Bari.
Giustificate e comprensibili, dal canto suo, a difesa del lavoro svolto e a tutela dei giocatori tesserati.
Lo è altrettanto, se non più, la nostra insistenza sulla inderogabile necessità di alzare il livello tecnico della rosa. Prima possibile e al meglio possibile. Perché per noi, il Taranto (come cantava un altro Di Bari) è sempre…”La prima cosa bella”, motivo per il quale ció che ci interessa è principalmente il campo ed è su quello che vorremmo vincere e far prevalere i nostri valori, ritrovare le categorie che per tanti anni ci hanno visti protagonisti.
E per riuscirci, serve fare qualche altro sforzo per il quale tra l’altro lo stesso Ladisa ha ribadito piena disponibilità ed ampio mandato al direttore sportivo ed ha preannunciato grosse novità “progettuali” per i prossimi giorni.
Ah è vero, in mezzo a tutte queste situazioni si è anche disputata una partita.Un Taranto ancora intossicato ed “intontito” affronta il Bi…tonto e questo potrebbe apparentemente essere un vantaggio.
Ed infatti già dopo pochi minuti Nicola Russo incanala il match sui giusti binari che portano per la seconda volta stagionale in…Calabria per un 2-0 che, viste le circostanze, è davvero medicina per la squadra rossoblu.
Nel frattempo il pasticciotto leccese rimane indigesto alle altre candidate alla promozione. Racale, Taurisano e Maglie fermano infatti sul pareggio rispettivamente Bisceglie, Canosa e Brindisi.
Danucci ed i suoi raggiungono così nuovamente la vetta, dove si respira aria migliore.
Avanti cosi, perché oltre ogni intossicazione, a fine campionato vorremmo dire “Avast” con questa categoria. Per centrare l’obiettivo serve trovare l’antidoto, l’antivirus che ci permetta, senza se e senza ma, di tagliare per primi quel traguardo.
E sperando possa essere di buon auspicio, nel ricordo di un grande ex Presidente del Taranto, Donato Carelli e del suo amato ippodromo, chiudiamo con una citazione vernacolare perché, come ci è stato insegnato, sappiamo tutti che: ‘U ciucce all’arrive se vede!!!
*a cura di Marcello Fumarola – editorialista esterno del corriereditaranto.it
** foto Paolo Occhinegro