Riunione interlocutoria e preparatoria per i prossimi delicati mesi che attendono il porto di Taranto, quella che si è svolta venerdì 26 settembre presso la sede dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, tra il commissario straordinario Giovanni Gugliotti e le sigle dei sindacati di categoria di Taranto FILT Cgil, FIT Cisl e UIL Trasporti.
Durante l’incontro, che a tratti sarebbe stato anche acceso secondo alcuni presenti, sono state affrontate una serie di tematiche legate alle relazioni industriali tra le organizzazioni sindacali e l’Autorità di sistema portuale. In particolar modo le ultime due concessioni rilasciate dall’ente (quella alla Vestas per l’utilizzo della Piastra Logistica per i prossimi nove anni e quella ventennale alla United Task Management per la realizzazione di un hub portuale), alcuni chiarimenti in merito alla gestione di criticità operative di lavorazioni speciali, le prospettive del porto di Taranto legate al Decreto Energia, l’anomalia normativa in merito l’assenza dell’art. 17 previsto dalla Legge 84/94 nel porto di Taranto e il futuro dei lavoratori nel bacino della Taranto Port Works Agency in prospettiva anche dei corsi di formazione regionali per gli insediamenti di possibili nuove realtà lavorative.
Non da ultimo si è discusso anche della revoca dei concorsi di assunzione avviati e sulle motivazioni di tali decisioni da parte della stessa Amministrazione. Della vicenda ce ne siamo occupati recentemente e riguarda la decisione del commissario straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, che ha revocato in autotutela ben quattro bandi di concorso avviati mesi addietro per cinque posizioni lavorative a pochissimi giorni dalle prove scritte previste dai relativi bandi. I concorsi erano stati avviati nel 2024 in attuazione del PIAO (il Piano Integrato di Attività e Organizzazione degli Enti pubblici) tuttora vigente. Una decisione che ha lasciato perplessi anche gli stessi sindacati.
Sul punto il commissario Gugliotti avrebbe dato la massima disponibilità, con la struttura organizzativa che lo affianca, a rivedere la pianta organica ed il piano dei fabbisogni con le nuove esigenze e condividere un percorso con le organizzazioni sindacali per ridurre i carichi di lavoro dei singoli dipendenti e performare ancora di più l’intera Amministrazione portuale.
Il commissario ha risposto dicendo che in tempi brevi conta di sottoporre al ministero delle Infrastrutture una richiesta di modifica della pianta organica. Ad avviso di Gugliotti, se si vogliono accelerare i lavori infrastrutturali, bisogna cambiare l’assetto organizzativo, soprattutto quello del settore tecnico. Le procedure avviate dai bandi, secondo la tesi del commissario, rispondevano a modifiche della pianta organica già approvata, mentre ora si ritiene di dover mettere mano all’organizzazione condivisa prima (nonostante uno dei bandi sia stato pubblicato con Gugliotti già nominato e operativo). Sulla pianta organica rivisitata, il commissario ha garantito che condividerà una bozza con i sindacati prima di inviarla al ministero dei Trasporti.
Durante la riunione infatti, si è convenuto sul fatto che le organizzazioni sindacali daranno il via con il neo commissario ad una serie di incontri serrati, tesi alla collaborazione per la soluzione delle varie criticità attualmente presenti all’interno della struttura portuale ionica. A cominciare da due incontri da svolgere con gli ultimi due concessionari autorizzati (Vestas e United Task Management) e pianificando a seguire altri incontri per la presa visione dei piani industriali che dovrebbero, come previsto dalla norma in vigore, attingere per le assunzioni dal bacino dei lavoratori in ammortizzatore sociale della TPWA.
Inevitabile poi, un lungo passaggio sulla più stringente attualità, a cominciare dall’attesa della bollinatura del Decreto Energia dopo che la Corte dei Conti avrà dato il via libera al decreto con cui il MASE ha indicato come base della cantieristica offshore italiana lo scalo ionico (insieme a quello siciliano di Augusta). Operazione che per i sindacati dovrebbe consentire di sbloccare un’altra criticità del porto di Taranto permettendo a eventuali investitori di dare seguito alle richieste di concessione e insediamento già presentate, oltre alla questione dei corsi di formazione regionali per il personale TPWA che ricordiamo ha ancora una copertura economica di 15 mesi.
Soltanto allora infatti si inizierà a ragionare sulla formazione per la riqualificazione professionale, con l’avvio dei corsi previsti per gli oltre 327 lavoratori ex TCT collocati in cassa integrazione presso l’Agenzia del Lavoro Portuale, ai quali nel dicembre dello scorso anno è stata prorogata di ulteriori due anni l’Indennità di Mancato Avviamento (IMA), a fronte dei 220 assunti dalla multinazionale turca (così come ad attendere da anni un nuovo futuro sono anche altri lavoratori di aziende scomparse da tempo nell’ambito portuale come l’ex STF e Delta uno). L’investimento di 1,5 milioni di euro per la riqualificazione professionale da parte della Regione Puglia non può e non deve andare sprecato e va tarato sul futuro assetto produttivo dello scalo ionico. Non si può infatti rischiare di formare i lavoratori per attività lavorative che magari tra pochi mesi o anni non avranno un’effettiva realizzazione pratica nel porto ionico.
Legato al decreto del MASE vi è però la madre di tutte le questioni: il presente e il futuro del traffico merci del porto di Taranto, gestito in concessione dalla holding Yilport tramite la controllata San Cataldo Container Terminal. L’Autorità Portuale ha infatti candidato al bando del MASE quasi la metà dell’area in cui sorge il terminal contenitori, pari a 400mila metri quadrati riferiti ad una zona più verso terra che inevitabilmente ridurrà gli spazi per l’operatività della stessa Yilport, il che comporterà andare a ridiscutere con la multinazionale turca la concessione e l’eventuale nuovo piano industriale.
Che la holding turca non ha mai rispettato sin dal suo arrivo, quando promise di portare 150mila teu nel primo anno e 148mila nel secondo. Anche per questo, una volta ottenuta la bollinatura dalla Corte dei Conti, sarà avviata la verifica quinquennale da parte del Comitato di Gestione in relazione alle attività della holding Yilport, con l’obiettivo di rinegoziare la concessione resasi necessaria non solo per l’andamento dei traffici, ma anche in considerazione dell’attuale scenario nazionale ed internazionale e delle nuove opportunità di sviluppo del Porto di Taranto ed in particolare del Molo Polisettoriale (gestito dalla controllata San Cataldo Container Terminal).
Molo Polisettoriale che come ampiamente risaputo da anni attende l’intervento dei dragaggi dei fondali, mai effettuato in virtù delle criticità emerse in relazione ai lavori effettuati dal gruppo Astaldi nella realizzazione della vasca di colmata che dovrebbe contenere i fanghi dei fondali dragati. Mancato intervento che la Yilport da anni utilizza come motivazione del perché il traffico merci non sia mai decollato (stessa motivazione usò Evergreen per andare via da Taranto esattamente 10 anni fa), oltre ad essere causa di una perdita economica di 10 milioni di euro l’anno a detta dei dati forniti dalla società.
Infine, per quanto attiene le lavorazioni speciali a rischio sicurezza/ambiente, si è convenuto che gli enti deputati a dare il benestare sono lo SPESAL e ARPA ai quali si dovrebbe chiedere un parere tecnico prima di eventuali operazioni. A tal proposito il commissario ha informato i sindacati che starebbe lavorando principalmente nello sciogliere i nodi che rallentano le opere pubbliche che sono il nodo nevralgico del rilancio del porto tarantino.
Per quanto riguarda la costituzione del art. 17 per la somministrazione di manodopera all’interno dei porti, inizieranno a breve una serie di interlocuzioni con i tecnici del governo per cercare di sbloccare anche questa criticità. Si tratta di una vicenda che negli anni ha comportato non poche tensioni.
Tra il settembre e il dicembre 2023 infatti, prima la Corte dei Conti e poi l’Antitrust si espressero negativamente in merito all’iniziativa dell’Autorità di sistema portuale di Taranto di istituire un fornitore di manodopera temporanea portuale ex comma 5 dell’articolo 17. L’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio infatti, aveva proposto la costituzione di una Agenzia per la fornitura di lavoro temporaneo (ai sensi dell’art. 17, comma 5, della legge 28 gennaio 1994, n. 84), società a responsabilità limitata a partecipazione mista, secondo le condizioni individuate nel Piano di fattibilità redatto il 7 ottobre 2022.
Questo perché la “Taranto Port Workers Agency” S.r.l., opera al di fuori della sfera di intervento dell’impresa “Nuova Neptunia”, società consortile a responsabilità limitata preposta in via esclusiva alla fornitura del lavoro portuale temporaneo, tanto che quest’ultima, qualora il suo organico operativo (di sole sette unità di personale) non sia sufficiente a far fronte alle richieste di somministrazione di manodopera temporanea da parte delle imprese operanti in porto, è tenuta, a sua volta, ad attingere al personale tenuto negli elenchi dell’Agenzia, per poi metterlo a disposizione delle imprese utilizzatrici. In prossimità della scadenza della proroga alla “Nuova Neptunia” S.c.a r.l., l’AdSP del Mar Ionio, con nota n. 4889 del 6 marzo 2023, aveva chiesto al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di essere autorizzata alla costituzione di un’agenzia ex art 17 comma 5 con l’AdSP come capofila e gli operatori portuali ex art. 16 come soci e con quote di partecipazione proporzionale alle attuali presenze, con il fine di proseguire nella fornitura di manodopera temporanea previo il recupero dei 7 lavoratori già in forza all’operatore uscente, il tutto descritto e scandito da uno specifico business plan triennale. Il capitale sociale necessario per la costituzione dell’Agenzia era stimato in euro 100.000, con una partecipazione al 51 per cento dell’AdSP del Mar Ionio e, per il restante 49 per cento, da dividere equamente tra le imprese portuali autorizzate. Come detto però, sia la Corte dei Conti che l’Antitrust hanno bocciato tale iniziativa.
Dopo il primo incontro ufficiale di presentazione del nuovo commissario Gugliotti e un secondo orientativo delle tematiche generali, le organizzazioni sindacali sperano che possa iniziare un nuovo percorso di relazioni industriali proteso al dialogo e alla collaborazione con le parti sociali. Il tempo dirà se e quando tutto ciò diventerà realtà.
(leggi tutti gli articoli sul porto di Taranto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)
