I Giochi del Mediterraneo non prendono pace. Il destino di Taranto continua ad essere legato alla sofferenza e all’incertezza.

E così le scaramucce, che a quanto pare andrebbero avanti da qualche mese, tra il Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo e il Comitato Organizzatore locale rischiano di far saltare il banco, incuranti della figura di cacca (perdonate il francesismo ma questa volta la parola va scritta per quella che è e per intero) che si andrebbe a rimediare se le “minacce” di Tizzano &soci si concretizzassero.

Al centro dello scontro vi sarebbero i contratti relativi alla fornitura di determinati servizi: broadcasting, produzione televisiva, timing e scoring (cronometri e sistemi di punteggio) per i quali il CIJM aveva indicato alcune aziende, leader mondiali nel settore, che già hanno collaborato in passato per questo genere di eventi, senza passare da alcuna procedura pubblica, come previsto in Italia.

Il Comitato organizzatore italiano aveva inizialmente acconsentito a tali richieste chiedendo però che fosse garantita una congruità dei costi dei servizi offerti. Per tutta risposta, di fronte ad una stima di tali costi di oltre 10 milioni di euro, i rapporti tra le parti si sono fatti tesi e la risposta è stata che non si sarebbe firmato alcun contratto in deroga alle procedure previste dalla normativa nazionale.

Su questo la posizione del Comitato presieduto da Ferrarese è pienamente sostenuta dai due ministri competenti, Abodi (Sport) e Foti (Affari Europei e Sud, quest’ultimo ancor più intransigente del primo).

Non è escluso che se non si dovesse trovare un accordo lo stesso il presidente del Comitato locale, Massimo Ferrarese, che come è noto è anche Commissario straordinario per le opere strutturali, si faccia da parte in quanto non vorrebbe agevolare percorsi per i quali ci potrebbero essere conseguenze dopo i Giochi.

Il CIGM, di suo, potrebbe puntare anche all’azzeramento del Comitato italiano, per avere una figura di sua fiducia a capo della manifestazione.

Sorrisi di circostanza tra Davide Tizzano (presidente CJIM) e Massimo Ferrarese (presidente Comitato locale dei Giochi). Foto del 9 settembre scorso.

Di tali tensioni, ne avevamo già parlato il giorno dopo la festa di avvicinamento all’evento organizzata dai due Comitati sulla Rotonda del Lungomare di Taranto.

Non era passata inosservata l’assenza di un rappresentate qualsiasi del Comitato Internazionale che pure aveva provveduto ad inoltrare gli inviti per la serata del 21 settembre. Pare che a Ferrarese fosse stato intimato di firmare quei contratti di fornitura dei servizi entro il 18 settembre, da qui la decisione di disertare l’evento sulla Rotonda.

A tal proposito a precisa nostra domanda sui rapporti tra le due parti il ministro Abodi rispose con diplomazia: “I nostri sono sempre rapporti positivi e dialettici al tempo stesso, ognuno fa la sua parte. D’altro canto noi stiamo gestendo un evento che è di proprietà del Comitato internazionale, quindi lo facciamo con il dovuto rispetto e loro stanno cercando di comprendere che siamo in Italia, abbiamo delle regole e noi le vogliamo rispettare, quindi l’obiettivo è comune e dobbiamo capirci, ma la qualità delle persone da una parte o dall’altra aiuterà anche a una ragionevole traduzione reciproca e l’adozione di un vocabolario comune”.

Dal palco della Rotonda del Lungomare, invece, nel suo intervento il commissario Ferrarese non a caso rimarcò in un passaggio che “la rotta che si continuerà a seguire sarà quella della trasparenza, della correttezza e del rispetto delle leggi del nostro Paese”.

E Ieri “Il Fatto Quotidiano” è andato ancora più a fondo nella questione facendo riferimento ad una lettera indirizzata al presidente del Coni Luciano Buonfiglio, al sindaco di Taranto Piero Bitetti e al ministro dello Sport Andrea Abodi, in cui il Comitato internazionale ha espresso forti preoccupazioni, denunciando “significati ritardi”, “mancanza di costante e costruttiva collaborazione” e “fallimento nel rispettare tutte le scadenze concordate”.

Comitato e governo italiano stanno lavorando ad una soluzione per venire incontro alla richiesta del CJIM: se non una vera e propria gara pubblica almeno una procedura accelerata che permetta di verificare gli importi ed arrivare comunque alla firma dei contratti.

Intanto, il Comitato internazionale dei Giochi del Mediterraneo ha convocato d’urgenza, per mercoledì 8 ottobre a Roma, il governo italiano e le istituzioni coinvolte nell’organizzazione di Taranto 2026.

Esclusi ulteriori rinvii o il trasferimento dei Giochi in un’altra città, l’unica alternativa, ha sottolineato nel suo approfondimento “Il Fatto Quotidiano”, resterebbe la cancellazione di Taranto 2026, con il rischio di una causa internazionale per danni contro l’Italia. Ma, al momento, è solo una ipotesi minacciosa….

3 Responses

  1. Buongiorno
    Fra qualche giorno il Buon Ferrarese farà uscire un bando di gara
    “Cercasi cronometristi e segna punti”.
    Mi resta un gran dubbio, se definire il tutto una farsa o una tragedia.
    Saluti
    Vecchione Giulio

  2. Ma io non capisco.. E’ la prima volta che vengono svolti degli eventi internazionali in italia? Non mi pare.. Tutte le particolarità escono per taranto… Io credo che ferrarese avrà un futuro in politica, e secondo voi si mette sotto scacco per una futura indagine della magistratura in futuro per un appalto all’amicizia? E’ ovvio che si dimetterà.

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